ATTENZIONE

dall’anno prossimo ogni classe potrebbe ritrovarsi un prof. diverso per ogni materia: uno per il greco, uno per il latino, uno per la storia, uno per la filosofia, uno per matematica, uno per fisica, uno per biologia, uno per chimica, uno per………! LO STESSO AVVERRÀ IN TUTTE LE SCUOLE D’ITALIA!
E non è finita qui: fra due anni, gli insegnanti potrebbero di nuovo cambiare tutti, e l’anno successivo cambiare ancora!
Ogni classe potrà essere ogni anno accorpata o smembrata secondo le necessità di far quadrare il bilancio: l’obiettivo costante sarà quello di farti stare in classi di trenta-trentacinque alunni! QUI COME IN TUTTO IL PAESE!
Già da ora mancano i soldi per l’ordinaria amministrazione delle Scuole Statali. Tanto alla fine paghi tu, col contributo “volontario”!
Ti sta bene tutto ciò?
Vale la pena di subire tutto tacendo? E tacendo sopporterai di vedere la fine della Scuola Statale, IN TUTTA ITALIA, mentre le scuole private vengono lautamente finanziate?
Riprendiamo insieme la mobilitazione! Non è mai troppo tardi!
Partecipa all’Assemblea Cittadina martedì 24 marzo 2009 alle ore 15.30 presso l’Aula Magna del Liceo Classico Statale “T. Mamiani” (Viale delle Milizie, 30, Metro A Lepanto)

APPELLO chiedere il tempo lungo di 40 ore con due insegnanti e le compresenze.

A tutte le forze democratiche: partiti, sindacati, associazioni
Ai cittadini e alle cittadine

Siamo gli insegnanti ed i genitori delle bambine e dei bambini delle scuole elementari che hanno animato in questi mesi la protesta nei confronti dei cambiamenti del sistema scolastico imposti dal governo.
La scuola sta vivendo un passaggio di estrema gravità, un salto all’indietro che taglia migliaia di posti di lavoro, peggiora la qualità e la quantità della didattica, mette in discussione il tempo pieno, l’interdisciplinarietà, i laboratori ecc.; un ritorno al passato, quindi, che vuole cancellare anche quel poco di progressivo che nella scuola pubblica si era faticosamente conquistato negli ultimi trent’anni.
Tutto è avvenuto con un Decreto Legge imposto al Parlamento con un voto di fiducia. E non è tutto!
Sempre in Parlamento, con il disegno di legge Aprea, questa maggioranza vuole dare il colpo di grazia: trasformare le scuole in fondazioni, renderle dipendenti dai finanziamenti privati, dividere, quindi, le zone ricche dalle zone povere, grandi città da piccoli paesi, centro da periferie. Fare della scuola lo specchio di una società in cui aumentano le disuguaglianze e impera la cultura egoistica della prevaricazione.
Ci siamo incontrati in tanti e tante, abbiamo discusso e lottato, fatto scioperi e manifestazioni assieme a tutti i lavoratori della scuola, ai precari, agli studenti medi e agli universitari dell’onda, con la consapevolezza che il futuro della scuola è il futuro dei nostri figli e della società.
Non ci siamo arresi, non ci arrendiamo, non ci arrenderemo!
Il decreto del governo è stato approvato ma la nostra lotta continua.
Contro la circolare relativa alle iscrizioni nelle scuole elementari la CGIL ha presentato un ricorso al TAR; contro il piano programmatico due associazioni, CIDI e CGD, e la scuola Iqbal Masih di Roma, hanno presentato un ulteriore ricorso al TAR.
Ora c’è un gesto semplice e diretto che chiediamo di fare ad ogni genitore, una presa di posizione che non dà scampo perché esprime una volontà netta ed esplicita.
Entro questo mese di febbraio chiediamo a tutti coloro che iscriveranno la propria figlia o il proprio figlio alla scuola:
dell’infanzia di chiedere il tempo lungo di 40 ore con due insegnanti e le compresenze.
primaria, in prima elementare: non scegliere i modelli con insegnante unico a 24 e 27 ore settimanali ma indicare in maniera chiara la preferenza oraria più lunga (a 30 o 40 ore) e scrivere NO sulle restanti tre scelte (anche per lasciarsi la possibilità di fare eventuali ricorsi).
primaria - anni successivi alla prima, per chi ha i figli che già frequentano il modulo o il tempo pieno: chiedere per iscritto il mantenimento del modello orario scelto negli anni precedenti, con gli stessi insegnanti e comprensivo di compresenze, programmazione e tempo mensa.
secondaria di primo grado: chiedere il tempo prolungato di 36/40 ore settimanali o il tempo normale di 32 ore settimanali.
A tutti raccomandiamo di indicare solo ed esclusivamente il modello desiderato, specificandone la scelta con un SI e scrivendo No sulle altre opzioni.
A tutti raccomandiamo di assicurarsi che la richiesta sia protocollata e allegata al modulo di iscrizione e inoltrata al MIUR (Ministero Istruzione).
Preghiamo quindi tutte le forze politiche, sindacali e associazioni di dare la massima diffusione a questo appello facendolo arrivare a tutti i propri iscritti, in tutte le sedi, anche quelle dislocate nei posti più lontani, spiegando che tutto questo serve per difendere i propri diritti e che pretendere di avere una scuola che funzioni al meglio e di qualità è una priorità per il nostro paese.
E’ fondamentale diffonderlo con urgenza perché già ci stanno arrivando da più parti segnalazioni di come vengano forniti dati distorti, di come si obblighi le famiglie a barrare più di una scelta in scuole primarie, di come si stia cercando di imporre una scelta forzata attraverso l’utilizzo capzioso di un ordine di priorità che permetterà alle scuole di offrire i modelli più poveri di orario perché comunque “scelti dalle famiglie”.
Per arginare questa situazione c’è bisogno dell’intervento di tutti: siamo convinti che l’unica forza sia quella di unire esperienze, culture e percorsi anche differenti.
Per questo ci rivolgiamo a tutti voi, nella consapevolezza che la scuola pubblica sia un bene prezioso e che disperderlo renda la società intera e ognuno di noi meno libero.
Coordinamento insegnanti genitori Non Rubateci il Futuro
.......................................................................................................................
Dichiarazione individuale di obbedienza coatta e dissociazione consapevole.in tema di valutazione da chiedere che sia allegata alla documentazione dello scrutinio o da proporre come mozione o come dichiarazione personale accanto alla delibera del collegio sulle modalità di valutazione.
La/il sottoscritta/o…………………......., docente di ......................... presso.................................,
- vista la legge 169/2008 di conversione in legge del decreto n . 137 del 1 sett. 2008, la circolare n. 100 dell’11/12/2008 e lo “Schema di regolamento per il coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni” (questa parte potrà essere modificata dopo l’emanazione ufficiale del Regolamento)
- dichiara di attenersi alle norme citate - con particolare riferimento all’uso della scala decimale e alla valutazione del comportamento - esclusivamente per adempimento di legge e obbligo di servizio;
- dichiara di ritenere in scienza e coscienza quelle stesse norme contrarie ai propri principi educativi, oltre che sbagliate e persino nocive per gli allievi, le allieve e la scuola stessa, e declina pertanto ogni responsabilità rispetto alle conseguenze negative o a eventuali ricorsi che dall’applicazione di tali norme dovessero derivare;
- dichiara che intende avvalersi di sistemi di valutazione in itinere degli apprendimenti e delle prestazioni degli allievi congruenti con l’impostazione della propria progettazione disciplinare e che non prevedono l’uso di “voti” ma di documenti descrittivi che consentano agli allievi di essere esplicitamente consapevoli del loro percorso di apprendimento;
- si dichiara disponibile alla sperimentazione e all’uso di procedure di valutazione descrittiva che consentano di evitare l’uso della scala decimale nella valutazione in itinere, periodica e annuale e in particolare per quanto riguarda la certificazione delle competenze, fatto peraltro palesemente incongruente con il concetto stesso di competenza e con le più diffuse procedure di certificazione;
- auspica un’azione congiunta di più docenti e della stessa amministrazione che solleciti e orienti il Parlamento a una revisione di tale normativa.Data Firma
Trattandosi di una dichiarazione a responsabilità individuale il testo può essere ovviamente modificato sulla base delle proprie personali esigenze e convinzioni
Proposta e prima diffusione a cura del CIDI Torino che ringrazia il gruppo di docenti che hanno collettivamente elaborato il testo

CAMPAGNA ISCRIZIONI INTEGRATIVE E RICONFERME

Caro genitore,
forse non sai che i Regolamenti della legge Gelmini e la circolare sulle iscrizioni prefigurano lo stravolgimento della scuola primaria: già dal prossimo anno cambierà tutto, per tutte le classi e non solo per le prime, con un serio problema per le famiglie, che si vedranno cambiare nella sostanza il modello a suo tempo prescelto. Si configura una situazione di grave confusione e indeterminatezza.
Una sola cosa è certa: questo governo vuole la totale scomparsa degli elementi che ne hanno finora determinato la qualità e cioè le compresenze, la corresponsabilità didattica ed educativa di più insegnanti, la programmazione collegiale, la specializzazione disciplinare.
Cosa vuol dire perdere le compresenze? Le poche ore settimanali di compresenza degli insegnanti su una stessa classe sono quelle che finora hanno permesso una scuola di qualità, attenta alle esigenze ed ai bisogni di tutti e di ciascuno e cioè: le uscite didattiche (teatro, cinema, visite ai musei ecc.), le gite, i laboratori, il lavoro in gruppi, le attività di recupero per i bimbi in difficoltà, le attività di alfabetizzazione per gli stranieri: tutto questo non sarà più possibile!
Noi, come Coordinamento Buona Scuola di Carpi non intendiamo rassegnarci a tutto questo, vogliamo continuare con forza a sostenere la qualità della scuola pubblica. Per questo stiamo promuovendo, come accade in molte altre città italiane, una "CAMPAGNA DI ISCRIZIONI INTEGRATIVE e RICONFERME", affinché siano mantenuti e valorizzati gli attuali modelli di organizzazione e funzionamento, modelli che hanno portato la scuola primaria italiana ad ottenere ottimi risultati a livello mondiale.
Poiché l’offerta formativa delle scuole per il prossimo anno scolastico dipenderà nei fatti dal personale che verrà loro assegnato, occorre che i genitori si mobilitino per ottenere il massimo delle risorse. Per questo ti chiediamo, se condividi questa iniziativa, di contribuire a sostenerla nel seguente modo:
- per l’iscrizione di tuo figlio alla classe prima devi scegliere certamente il massimo delle ore previste sui moduli di iscrizione proposti dalla tua scuola (30 o 40 ore), ma compila anche il modulo di iscrizione ‘integrativo’ (in allegato). Questo modulo è una dichiarazione personale, integrativa all’iscrizione, per richiedere la "Buona Scuola" che è attualmente in vigore, e non quella offerta dal Ministro. L’iscrizione a scuola sarà comunque valida ma questo gesto, unito a quello di centinaia di altri genitori, servirà a dare più forza a questa richiesta.

- se invece tuo figlio frequenta già la scuola primaria firma il modulo collettivo di iscrizione integrativa al modello scolastico prescelto (in allegato) per continuare ad avere una scuola di qualità (con le compresenze, i team e la specializzazione disciplinare), in linea con quanto scelto alla prima iscrizione ed affinché ciò non sia modificato.
In entrambi i casi le tue richieste integrative aiuteranno i Dirigenti Scolastici a richiedere la conferma degli organici di quest’anno in modo da consentire ai collegi, nell’ambito dell’autonomia didattica ed organizzativa, di attivare progetti e azioni didattiche che, dividendo la classe in gruppi, potranno prevedere la "contemporaneità didattica" e salvare quindi le compresenze.
I moduli compilati saranno raccolti e consegnati collettivamente alle Segreterie delle scuole con la richiesta che siano protocollati ed inviati agli organi competenti. Come Coordinamento ci impegneremo a rendere maggiormente visibili le vostre richieste, anche attraverso il coinvolgimento degli organi di stampa.
Se sei disposto a darci una mano a diffondere questa iniziativa nella tua scuola, comunica la tua disponibilità al Coordinamento.
Ti ringraziamo fin d’ora per l’attenzione e la collaborazione che vorrai prestarci.
COORDINAMENTO BUONA SCUOLA CARPI

1° febbraio ASSEMBLEA NAZIONALE PRECARI/E DELLA SCUOLAROMA

ASSEMBLEA NAZIONALE PRECARI/E DELLA SCUOLAROMA DOMENICA 1° FEBBRAIO
Dalle Ore 9.30 alle ore 15.00
(Sala assemblee di “CARTA” - VIA DELLO SCALO SAN LORENZO, 67)

I Regolamenti attuativi della Legge 169/09 (ex DL 137/08) e L.133/08, approvati il 18 dicembre 2008 dal Consiglio dei Ministri, confermano la devastazione della scuola pubblica statale e sanciscono la definitiva perdita di posto per circa 200.000 precari.La riduzione del tempo scuola, la cancellazione delle compresenze, la riduzione degli organici, i tagli dei finanziamenti, il piano di razionalizzazione, l’essenzializzazione dei programmi, la riduzione del tempo scuola, la confusione tra istruzione e formazione/addestramento al lavoro, determinano l’impoverimento culturale della scuola pubblica statale (e delle future generazioni) e il licenziamento dei docenti e degli Ata precari.Nello stesso tempo, all’approvazione dei regolamenti attuativi sta seguendo speditamente la discussione parlamentare in merito alla trasformazione dello stato giuridico dei docenti, dei percorsi di formazione iniziale, delle modalità di abilitazione all’insegnamento e delle modalità di reclutamento. Tali disegni di legge in discussione concorrono alla totale e peggiorativa ridefinizione delle regole sino ad oggi adottate.L’urgenza della discesa in campo dei precari in difesa del proprio posto di lavoro, così come della qualità dell’istruzione pubblica e statale italiana, rende necessario un incontro diretto e immediato di tutti i lavoratori e le lavoratrici precari/e della scuola. Quest’assemblea, indetta e promossa a pari titolo da più soggetti e realtà territoriali, si pone l’obiettivo di delineare un percorso di mobilitazioni e di lotte che sia reale, concreto e condiviso. Ma nel contempo si propone, come obiettivo più alto, quello della lotta alla precarizzazione e della difesa di una scuola pubblica, statale, laica e realmente inclusiva.Non sarà semplice, ma non c’è tempo da perdere.Promuovono:Rete Organizzata Docenti ATA Precari del VenetoCoordinamento Comitati e Collettivi Precari centro-sud:· Comitato Precari Roma· Comitato Precari Latina· Comitato Precari Caserta· Comitato Precari SalernoComitato Precari SienaCoordinamento Docenti delle Scuole di PalermoCesp ( Centro studi scuola pubblica)Cobas-Comitati di Base della ScuolaPer comunicazioniVenezia: Stefano Micheletti mikeste@iol.it Padova: Pasquale Baccilieri tres17@libero.it Siena: Alessandro Pieretti alessandropieretti@libero.it Roma: Francesca Pandolfi franceska28@hotmail.com Giovanna Mazzullo giomazzullo@gmail.com Cobas mail@cobas-scuola.it - tel 06.70452452Latina: Matilde Ricigliano ricigliano1@interfree.it Caserta: Pasquale Borrelli pacoselecta@hotmail.it Salerno: Alessandro D'Auria alessandro_dauria@yahoo.it Palermo: Venere Anzaldi coordinamento_docenti_scuole_palermo@googlegroup.com ASSEMBLEA NAZIONALE PRECARI/E DELLA SCUOLAROMA - DOMENICA 1° FEBBRAIO Dalle Ore 9.30 alle ore 15.00 (Sala assemblee di “CARTA” - VIA DELLO SCALO SAN LORENZO, 67)ProgrammaOre 9.30 Inizio lavori Introduzione 1) Analisi e commento dei Regolamenti del 18 dicembre;2) Analisi e commento dei DDL Aprea e Pittoni (“Nuove norme per il reclutamento regionale del personale docente”); 3) Proposta e organizzazione di campagne, mobilitazioni, iniziative, forme di lotta su scala locale e nazionale riguardo ai seguenti punti: iscrizioni alle primarie, formazioni di classi e cattedre, riduzione del “tempo scuola” alle medie e alle superiori, tagli al sostegno che (soprattutto al sud) incideranno pesantemente sugli organici, agibilità aule con classi numerose, revisione e ridimensionamento dei centri d’istruzione per adulti, ridimensionamento o soppressione degli istituti, riduzione degli organici ATA.
Ore 10.30 Interventi dei Comitati Promotori
Ore 12.30 Inizio dibattito
Ore 14,30 Conclusioni e proposte

APPELLO PER LA STORIA DELL’ARTE NELLA SCUOLA

L’ANISA, Associazione Nazionale degli Insegnanti di Storia dell’Arte, presa visione di un documento in bozza completo di quadri orari, riguardante i nuovi curricula dei Licei, esprime sconcerto e viva preoccupazione in merito alla presenza della Storia dell’arte nella Scuola italiana. Come nostro costume, non vogliamo farne una difesa corporativa, ma solo sollevare un problema di congruità e di qualità formativa.

Per sottoscrivere l'Appello, invia una mail all'indirizzo appello@anisa.it indicando nome, cognome, qualifica e città

La lista aggiornata dei firmatari è disponibile sul sito www.ania.it
Anisa, Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte - www.anisa.it

MOZIONE SULLA VALUTAZIONE 126° Circolo didattico

deliberata dal Collegio dei docenti del 126° Circolo didattico il 7/1/2009

Il Collegio dei docenti del 126° Circolo didattico
Considerato quanto già deliberato dai Consigli di interclasse e dal Collegio dei docenti in data 19//08,
preso atto che lo schema di Regolamento sulla Valutazione, predisposto in attuazione dell’art.3, comma 5 del decreto 137/08, ora legge 169/08 è stato reso noto dal Ministero dell’Istruzione solo pochi giorni prima di Natale ;
preso atto che il testo del suddetto Regolamento non è ancora definitivo, perché deve completarsi l’iter con il passaggio alla Conferenza Stato-Regioni, al CNPI, al Consiglio di Stato e al Consiglio dei Ministri;
considerato che il suddetto testo si pone come “norma di coordinamento” su una materia di grande delicatezza, sulla quale si sono, nel corso degli anni accumulate normative, consuetudini, pratiche e sentenze di diversa natura e peso;
considerata la necessità di raggiungere, sulla tematica “valutazione” un linguaggio comune esauriente e condiviso, ai fini della trasparenza e della chiarezza della comunicazione con le famiglie;
consapevole che il tema “valutazione” riguarda , oltre che l’accertamento e l’apprezzamento dei risultati, l’osservazione dei processi e della evoluzione dei percorsi personali di apprendimento ed è quindi valutazione qualitativa, descrittiva e formativa prima ancora di essere valutazione sommativa, cioè strumento di misurazione e di definizione finale di risultati e che le Scuole la utilizzano in tal senso, dal varo della legge 517/1977;
considerato che il DPR 275/199 sull’autonomia all’ articolo 4 affida alle Scuole l’individuazione “delle modalità e i criteri di valutazione degli alunni, nel rispetto della normativa nazionale”;
in attesa di un piano di aggiornamento del Ministero che chiarisca la relazione fra le modalità e gli strumenti già utilizzati nelle scuole dal 1977, anno in cui venne varata la legge 517 e le modalità e gli strumenti (coincidenti, in definitiva, con il ritorno al voto)che oggi vengono riproposti, senza alcuna premessa pedagogica.


D E L I B E R A
Per il presente a.s. i docenti utilizzeranno gli strumenti e le modalità di valutazione già deliberati e indicati nel POF cioè la scheda con gli indicatori per ogni disciplina e i 5 giudizi di livello.
Contestualmente, e in attesa di nuove indicazioni da parte dell’Amministrazione, verranno avviati percorsi di aggiornamento per i docenti e di informazione per i genitori.

NOTTE BIANCA AL LICEO “NOMENTANO”19 DICEMBRE 2008

IO DIFENDO LA SCUOLA PUBBLICA!
Dalle 20,00 alle 24.00 studenti, genitori e lavoratori della scuola organizzano uno spazio autogestito di istruzione, informazione e socializzazione per approfondire la conoscenza dei problemi della scuola e protestare contro i tagli all’istruzione pubblica e il progetto di dimensionamento dell’Istituto (che perderebbe la sede succursale).
Le attività si svolgeranno nell’Atrio, in Aula Magna, in Aula Falcone, in Aula di Fisica e in Palestra.
Evento Luogo OrarioInformazioni sulla riforma della scuola pubblica
Atrio Centrale 20.00-24.00“L’uomo è ciò che mangia”(punto ristoro)
Atrio Laterale 21.00-23.00Assemblea: “Quale scuola vogliamo?”
Aula Magna 20.00-21.00Spettacolo di poesia, musica e immagini sulla storia dell’emigrazione italiana “Merica! Merica!”
Aula Magna 21.00-22.00Concerto rock
Aula Magna 22.00-24.00Concerto musica classica
Aula Falcone 20.00-21.30Coro Liceo “Aristofane”
Aula Falcone 21.30-22.00Cortometraggi
Aula Falcone 22.00-24.00Tavola rotonda: “Che cos’è filosofia?”
Aula di Fisica 22.00-23.00Spettacolo di danza
Palestra 21.00-21.30Musica popolarePalestra 21.30-22.30
La Biblioteca/Bibliopoint rimarrà aperta dalle 20.00 alle 22.30.

“IL FUTURO DELLA SCUOLA PUBBLICA”:INCONTRO TRA IL MOVIMENTO E LE ISTITUZIONI MARTEDI 16 dicembre 2008

“IL FUTURO DELLA SCUOLA PUBBLICA”:
INCONTRO TRA IL MOVIMENTO E LE ISTITUZIONI
MARTEDI 16/12/2008 H 17,30
Sala Consiliare del Municipio via Acqua Bullicante 2/p.zza della Marranella
Programma:
Quale futuro per la scuola, gli studenti e le famiglie dopo l'approvazione della Legge 169 (ex decreto GELMINI) e della Legge Finanziaria;
Come la L. 169 ridisegna l'intervento degli Enti Locali nel campo dell'Istruzione;
Il punto di vista tecnico sul futuro dell'Istruzione;
Il ruolo dell'Associazionismo dei genitori per la battaglia per qualità della cultura e della democrazia nella scuola.
Partecipano:
M. BASTICO Senatrice, ex vice ministro della Pubblica Istruzione;
S. COSTA Assessore all’Istruzione Regione Lazio;
E. BARBIERI Ex Capo-Dipartimento Ministero Istruzione;
A. NAVA Presidente Coordinamento Genitori Democratici (CGD);
S. SALACONE Coord. Insegnanti-Genitori “Non Rubateci il Futuro”;
Sono stati invitati:
M.L.DE TORRE segretario VII Commissione Camera (Cultura, Istruzione);
Modera: Massimo Lucà

13 dicembre LA SCUOLA SIAMO NOI


SCIOPERO GENERALE DEI CONSUMI DIC 2008

SCUOLA E UNIVERSITA’PROCLAMANO LO SCIOPERO GENERALE DEI CONSUMI DIC 2008

NON PAGHEREMO NOI LA CRISI FATTA DA UNA “CLASSE DIRIGENTE” DI FURBETTI INCAPACI, EGOISTI, INTRALLAZZONI CHE SI SONO RIEMPITI LE TASCHE DI SOLDI

- Il Governo ha varato la “SOCIAL CARD”, un aiuto MISERO Ridicolo e VERGOGNOSO di soli 40 EURO, con un costo nazionale complessivo molto modesto di SOLI 450 MILIONI di EURO mentre ha REGALATO BEN 140 MILIONI di EURO al comune di CATANIA per RIPIANARE I BUCHI DI BILANCIO creati dal precedente Sindaco che è AMICO e MEDICO personale del PRESIDENTE del CONSIGLIO !!!

- Gli IMPRENDITORI AMICI con un gesto di PURA PIRATERIA ECONOMICA hanno DEPREDATO la comp. aerea ALITALIA !!!

- Questa “CLASSE DIRIGENTE” di furbetti ARROGANTI e DECISIONISTI con LE TASCHE PIENE DI SOLDI ha fermamente deciso di TAGLIARE la SCUOLA, l’UNIVERSITA’ e il FUTURO degli STUDENTI e dei LAVORATORI !!!

ORA BASTA! SCIOPERIAMO COMPATTI
CHIEDIAMO SUBITO :
- IL RITIRO IMMEDIATO DEI TAGLI ALLA SCUOLA E ALL’UNIVERSITA’
- IL TAGLIO DEI GUADAGNI DI POLITICI, MINISTRI, DIRIGENTI, TOP MANAGER
CHE SONO I PIU’ PAGATI D’EUROPA
- LA REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO

2 proposte per il 12 dicembre

1 - Su Rete Scuole c'è la proposta di inviare proteste e mozioni delle scuole o del singolo il giorno 12 alla cgil che girerà a Camera e Senato, o a quotidiani e televisioni, oppure inviarle singolarmente (nell'allegato gli indirizzi). Un'insegnante del nostro Comitato propone di inviare anche alle Regioni che giocheranno un ruolo fondamentale nella disposizione degli organici. Per quanto riguarda la Regione Lazio:direzione-lazio@istruzione.ite per la Direzione Ufficio Scolastico Provinciale: segrcsa.rm@istruzione.it
2 - E' da un pezzo che la Garavaglia protesta affinché i soldi sottratti alla Scuola dello Stato vadano alle paritarie ("tutte pubbliche" ha affermato in coro con Gelmini), con un uso anticostituzionale del titolo V della Costituzione contro gli articoli basilari della sua prima parte.
Proponiamo di inviare alla senatrice il testo seguente:
Destinatario: garavaglia_mariapia@posta.senato.it
Cara Ministra Ombra , se hai deciso di farci letteralmente "ombra" per offuscare la nostra protesta è preferibile che ti ritiri a riflettere e meditare prima di parlare; il tuo silenzio sarà meno dannoso delle tue affermazioni.

SCIOPERO GENERALE TOTALE DEI CONSUMI

STUDENTI- INSEGNANTI- PRECARI UNIVERSITARI LAVORATORI DELLA SCUOLA
PROCLAMIAMO
LO SCIOPERO GENERALE TOTALE DEI CONSUMI
DA EFFETTUARE NEI GIORNI DI:
MARTEDI’9 Dicembre
MERCOLEDI’ 10 Dicembre
GIOVEDI’ 11 Dicembre

NON COMPERIAMO NIENTE
DISERTIAMO TUTTI I NEGOZI,BAR IPERMERCATI, RISTORANTI E ALTRO
NON SPENDIAMO NEANCHE 1 EURO FERMIAMO TUTTI I CONSUMI

SCIOPERIAMO COMPATTI
CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA
CONTRO I TAGLI ALL’UNIVERSITA’
CONTRO I TAGLI DEI POSTI DI LAVORO
CONTRO L’ARROGANZA DEL GOVERNO

SCIOPERO GENERALE 12 DICEMBRE

Il Comitato Difesa Scuola Pubblica Liceo Mamiani invita tutti i colleghi a scioperare il 12 dicembre 2008, per i seguenti motivi:

1. Abbiamo il dovere di difendere, con la Scuola Statale, la libertà di pensiero e la possibilità di formare nelle giovani generazioni una coscienza critica.

2. Lo sciopero generale è un’occasione storica per manifestare contro la politica scolastica del Governo, uniti con le altre categorie di lavoratori.

3. È importantissimo combattere la divisione tra Docenti di ruolo e precari, tra Docenti e ATA, tra lavoratori del comparto Scuola e altri comparti del Pubblico Impiego, tra dipendenti pubblici e privati. La difesa della Scuola Statale non è scindibile dalla difesa dei diritti collettivi, duramente attaccati dalla politica governativa in questo momento di crisi.

4. Dal prossimo anno moltissimi docenti di ruolo perderanno la titolarità sul posto di lavoro, diventando soprannumerari; contemporaneamente, nessun docente precario avrà più alcuna possibilità concreta di conquistare la titolarità sulle cattedre vacanti. È l’inizio di quella precarizzazione di massa che troverà il proprio compimento nel ddl 953 (Aprea), in virtù del quale i Dirigenti Scolastici saranno liberi di decidere l’organico delle Scuole-Fondazioni mediante la chiamata diretta. Dobbiamo dimostrare il nostro fermo NO a tutto questo.

5. Lo sciopero e la mobilitazione sono l’unica forma di lotta che incida dal basso sulle politiche del Governo: lo dimostra l’ammorbidirsi dell’arroganza governativa negli ultimi tempi, malgrado le esteriori dichiarazioni di indifferenza. Lo dimostra anche il progetto governativo di limitare il diritto di sciopero.

6. Dobbiamo rifiutare, una volta per tutte, le esternazioni di questo o quel politicante circa la “fannullaggine” di noi Docenti.

Lo sciopero deve essere l’inizio di una nuova fase della nostra protesta. Dobbiamo informare nel dettaglio tutti quei nostri colleghi che non si sono ancora mobilitati per difendere i propri diritti. Dobbiamo capire esattamente chi di noi perderà posto in conseguenza dei provvedimenti governativi, ed uscire tutti insieme dalla passività, perché nessun posto di lavoro è oramai garantito.

SCIOPERIAMO COMPATTI PER LA SCUOLA, PER IL FUTURO, PER I DIRITTI DI TUTTI,
PERCHÉ LA CRISI NON VENGA PAGATA UN’ENNESIMA VOLTA DAI LAVORATORI DIPENDENTI, DAI DOCENTI, DAGLI STUDENTI, DALLE FAMIGLIE

29 novembre LA SCUOLA PUBBLICA IN PIAZZA



PROGRAMMA
SABATO 29 NOVEMBRE DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 14.00
 Laboratori artistici : pittura, decoupage, manipolazione...
 Laboratori musicali curati da insegnanti e artisti
 Laboratori scientifici in collaborazione con l’Universita’ La Sapienza
 Laboratori antropologici in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Antropologia e Studi Orientali
 Visite guidate al Foro Boario (curati da archeologi)
 Maratonina di Lettura
 Tornei di scacchi e Ludobus
 Giocolieri
 Danze popolari e Capoeira
 Punto ristoro
 e....tanta tantissima MUSICA!!!
PERCHE’ IL TEMPO SCUOLA NON SIA TEMPO VUOTO
MA TEMPO PIENO, RICCO DI ESPERIENZE E DI CULTURA
PER UNA SCUOLA DI QUALITA’ E PER TUTTI
CONTRO I TAGLI AL MONDO DELLA CULTURA
LA BUONA SCUOLA SCENDE IN PIAZZA
Per dire no a meno ore d’insegnamento, al maestro unico,al dopo-scuola parcheggio per i bambini svantaggiati, alle classi-ponte per i bimbi stranieri, alla fatiscenza degli edifici
Chi vuole dare una mano può portare dolci (graditissimi se già porzionati!) da vendere al punto ristoro.
E chi proprio non potesse venire???
Può contribuire all’iniziativa preparando dolci (sempre porzionati, grazie!) che saranno raccolti venerdì pomeriggio nei tre plessi e poi portati in piazza .
VI ASPETTIAMO!!!

DOVE STA LA VERITA’?
E’ questa la sfida che ci consegna la piazza dal nome così impegnativo – Bocca della verità – scelta per incontrarci il 29 di novembre, ad un mese esatto dal voto del Parlamento che ha convertito in legge il decreto 137, quello per intenderci sul maestro unico.
Un decreto sbagliato e confuso già nelle parole, gravissimo in sé e tanto più pericoloso perché è solo il primo di una serie di interventi che, dalla scuola dell’infanzia all’università, stanno cambiando il volto della formazione in Italia. Un decreto che non ci ha mai convinto. E dai primi di settembre abbiamo cominciato a dirlo con sempre maggiore forza e chiarezza, arrivando a scioperare più volte e a manifestare, genitori e insegnanti insieme, in centinaia di iniziative territoriali, dibattiti, notti bianche, autogestioni in tutto il paese. Ma continua ad aleggiare la domanda: chi avrà ragione? Le migliaia di insegnanti che quotidianamente fanno quello che possono per dare alle giovani generazioni un futuro degno di questo nome, le famiglie preoccupate dell’avvenire dei loro figli, o chi un giorno dichiara e quello dopo nega tutto?
Ecco perché mai come in questo momento e con questo Governo è necessario fare chiarezza, ripartire dalla realtà, chiederci a che punto siamo e quali risposte dare alle tante domande aperte.
Ecco perché questa non sarà una manifestazione come le altre e tanto più dopo la tragedia di Torino. Prima di quel dramma avremmo voluto che il 29 fosse anche una giornata per festeggiare l’aver impedito, almeno per un anno, la chiusura di tante scuole: il 30 novembre le regioni avrebbero dovuto comunicare le sedi da chiudere, ma poi il governo è tornato indietro. Non sappiamo se andrà così anche per altri provvedimenti, nella speranza che passata l’onda, quello che non è riuscito a fare ora, lo realizzerà l’anno prossimo.
Quel che sappiamo è che chi ha il potere di decidere, deve avere chiaro che non solo le scuole le vogliamo aperte, ma pretendiamo, che siano da subito sicure.
Chi governa non può annunciare un piano di “investimenti anticrisi” da 80 miliardi di Euro, contemporaneamente tagliarne 8 alla scuola in tre anni, cancellando 143.000 persone che lavorano per la scuola e riservare un paio di centinaia di milioni alla sicurezza degli edifici scolastici che intanto crollano tragicamente. Non siamo tutti così imboniti dalla TV e dalle frottole da non chiederci: come è possibile che per la scuola - per la cultura, il benessere, la sicurezza nelle scuole - i soldi non ci siano proprio MAI? Chi dice la verità: chi protesta o chi taglia?
Chiunque sente l’urgenza di questi interrogativi, sia esso mamma o maestra, studente o insegnante, precario o pensionato, bambino o artista, è benvenuto sabato 29 a Piazza della Bocca della Verità, per fare e pensare tutti insieme e gioiosamente, malgrado tutto, la buona scuola di tutti/e e per tutti.
PIAZZA BOCCA DELLA VERITA’
SABATO 29 NOVEMBRE 2008 - DALLE 10 ALLE 14
Coordinamenti genitori – insegnanti di Roma e provincia Non Rubateci il Futuro

L'ONDA PRIMARIA RITORNA

Le piazze italiane per la scuola di tutte/i
Tutto è cominciato con la scuola elementare Iqbal Masih di Roma. Ma poi è dilagata. La voglia, la determinazione, la forza della buona scuola di tutte e per tutti, la scuola della Costituzione, con calma, ma inesorabilmente, ha bucato il muro di falsità. Grazie alle maestre che sicuramente sono uniche, ma non vogliono essere sole. Grazie ai bambini che ci hanno ricordato il senso e il valore dei tempi distesi. Grazie ai genitori che si sono lasciati prendere per mano da chi la scuola la fa, la vive, la pratica quotidianamente: la ama. E così sono nati in tutto il paese comitati di genitori e insegnanti, la spina dorsale di una rete che non accenna a fermare la propria espansione.
E così dopo gli scioperi e i cortei, le notti bianche e le occupazioni, le merende e le manifestazioni molto sonore, a un mese dall’approvazione della legge 169/08 (è solo un numero, non una “riforma”) il popolo della scuola torna a farsi sentire nelle piazze d’Italia. Per reclamare che è pronto, è attrezzato alla sfida di chi vuole distruggere la scuola pubblica, a partire dalle prossime iscrizioni in cui ribadiremo che modelli orari e offerta formativa non saranno ridotti, anzi possibilmente, ampliati. Per ribadire che nelle classi vogliamo i bambini di tutto il mondo perché ci piacciono colorate e meticcie. Per ribadire che la scuola si può e si deve cambiare e migliorare ma con il contributo di tutte/i e per questo servono investimenti, non tagli.
Avremmo voluto che fosse una giornata esclusivamente allegra, ma la morte di Vito getta un velo di tristezza in tutti noi. A lui e alle altre mille fatalità potenziali dedichiamo i nostri cortei.

Qui Torino. Una piazza sempre più grande.
Sono ormai più di due mesi che i cittadini torinesi si mobilitano in difesa dei tagli alla cultura. Il Coordinamento Genitori Nidi Materne Elementari Medie di Torino (COOGEN) ha organizzato la prima assemblea con il Manifesto dei 500 il 17 settembre. È cominciata così una campagna informativa scuola per scuola, comune per comune, tanto che il 4 ottobre ci siamo trovati in 40.000 persone: era il mondo della scuola composto dalle famiglie con i loro bambini e i loro insegnanti. Una giornata indimenticabile. Da lì si sono succedute giornate con una partecipazione sempre in crescita: notte bianca il 15 ottobre, manifestazione del 30 ottobre (100.000 persone).
La volontà di essere presenti in piazza non è diminuita nel tempo. E ora l’Assemblea delle scuole di Torino e il Coordinamento hanno organizzato un presidio in piazza S. Carlo. Sarà dalle 14.30 alle 18 e parteciperanno i genitori e gli insegnanti di tutti gli ordini di scuola. Con il contributo degli studenti e degli universitari a dimostrare che il mondo della scuola e quello dell’università devono essere sostenersi a vicenda: si taglia la cultura. Si dimostrerà come il tempo pieno delle nostre scuole è un tempo che offre grandi occasioni di crescita ai nostri bambini; è un tempo in cui si possono attivare iniziative arricchenti e non si fa solo nozionismo come quello che i nostri figli “subiranno” con le sole 24 ore frontali. In quella giornata si lancerà la campagna iscrizioni, su cui stiamo spendendo molte energie. Non mancheranno ovviamente i momenti di riflessione rispetto alla tragedia del liceo Darwin di Rivoli. Proviamo indignazione per un fatto di tanta gravità. Facciamo davvero fatica a comprendere come sia possibile che la Scuola non possa essere un luogo sicuro in cui i nostri figli trascorrono le ore giornate per imparare e per crescere. I continui tagli alla scuola oltre a distruggere la qualità degli insegnamenti, non garantiscono neppure la sicurezza degli studenti e dei lavoratori. Per questo saranno preparati molti striscioni sul tema e chiederemo due minuti di silenzio.
Silvia Bodoardo - Coordinamento Genitori Nidi Materne Elementari Medie

Qui Roma. Dove sta la verità?
È questa la sfida che ci consegna la piazza dal nome così impegnativo - Bocca della verità - scelta per incontrarci il 29 novembre dalle 10 alle 14, a un mese esatto dal voto del Parlamento che ha convertito in legge il decreto 137. Chi dice la verità: chi protesta contro la distruzione della Scuola o chi taglia senza discrimine e senza progetto? Le centinaia di migliaia di insegnanti che quotidianamente fanno quello che possono per dare alle giovani generazioni un futuro degno di questo nome, le famiglie preoccupate dell’avvenire dei loro figli e oggi anche del presente quotidiano, o chi un giorno dichiara e il giorno dopo nega tutto? E mentre chi ci governa annuncia un piano di “investimenti anticrisi” da 80 miliardi di euro e al tempo stesso taglia 8 miliardi alla formazione nei prossimi tre anni e cancella 143.000 persone che lavorano per la scuola, gli edifici scolastici crollano miserabilmente, sotto il peso di provvedimenti vaghi quali l’art. 7-bis della Legge 169 appena varata o deresponsabilizzanti quali il D.D.L. 81/2008.
Per tutti questi motivi quella del 29 non sarà una manifestazione come le altre, ma un momento per riflettere e chiederci con fermezza: come è possibile che per la Scuola - per la cultura, il benessere, la sicurezza nelle scuole - i soldi non ci siano proprio MAI?
Sarà un momento in cui docenti, genitori, bambini, studenti medi universitari e ricercatori si ritroveranno in piazza attorno a laboratori scientifici e pittorici, animazioni teatrali, letture, musica, giochi, punti ristoro e informativi. Un momento per condividere tutti insieme la Scuola che vogliamo, che abbiamo costruito giorno dopo giorno in tutti questi anni: la buona Scuola di tutti di tutte e per tutti.
Paola Demeo - Non rubateci il futuro

Qui Parma. Un’onda inarrestabile.
La cosa straordinaria che si sta realizzando in città e provincia di Parma è la voglia di partecipare da parte delle famiglie a quest’onda inarrestabile in difesa della scuola, dell’università e della ricerca. Una sinergia entusiasmante, che vedrà susseguirsi iniziative aperte ai genitori e alla cittadinanza in tutte le scuole del territorio fino a Natale, con lezioni di studenti, docenti e ricercatori delle diverse facoltà nelle scuole materne, elementari, medie e superiori, e laboratori degli studenti delle superiori per i loro colleghi più piccoli.
Si comincia sabato 29 novembre, in Piazzale della Pace, dalle 10.30 alle 13 genitori, docenti e alunni delle scuole elementari, medie e superiori si troveranno per dare vita ad alcune iniziative: una lezione all’aperto sulla Costituzione, e in particolare sugli articoli che riguardano il diritto allo studio, tenuta da una laureata in Giurisprudenza e rivolta ai bambini delle scuole elementari. Un coro improvvisato, con cantori di tutte le età e musicisti di accompagnamento, che eseguiranno alcuni brani tra i quali la Marcia dell’Aida. Un volantinaggio in grembiulino e fiocco giallo nel mercato settimanale di via Verdi e nei centri commerciali della città.
Nel pomeriggio, nell’Aula dei Filosofi del Palazzo Centrale dell’Università, alle ore 16.30, si terrà un’assemblea cittadina cui sono stati invitati tutti i parlamentari di maggioranza e opposizione del territorio parmense, al fine di manifestare dalle materne all’università il dissenso del mondo dell’istruzione alle politiche governative.
Roberta Roberti - La scuola siamo noi

Qui Venezia. Dall’infanzia all’università tutta la scuola sulla cresta dell’onda.
Riparte anche l’altra metà dell’onda, l’onda lunga, quella di genitori e insegnanti, lavoratori precari, docenti e non, assieme a quella giovane e tumultuosa del movimento degli studenti. Ma tenere tutto assieme fisicamente è un’impresa difficile. L’attività nella città anfibia, che non ha mai visto sosta nell’ultimo mese, attraversando le grosse manifestazioni del 10 e del 30 di ottobre, si prepara a una nuova settimana di mobilitazioni.
È il tema della cultura a dominare le iniziative infrasettimanali, ma purtroppo anche qui sfioriamo ogni giorno quella tragedia che si è consumata a Rivoli. Nonostante gli sforzi del bilancio comunale, lo stato in cui versano le scuole è spesso penoso e ad alto rischio: è di questi giorni l’evacuazione di 4 classi alla elementare S. Girolamo e mercoledì 26, in mancanza di interventi adeguati, si terrà un presidio al Consiglio Comunale.
L’Istruzione artistica, Licei e Istituto d’arte, scendono in piazza a Mestre mercoledì 26, contro “il ridimensionamento delle discipline artistiche e di laboratorio” nel Paese che conserva la parte più cospicua del patrimonio artistico mondiale. Ancora il 26 scuola aperta al Circolo Diaz. Il 28 novembre l’onda anomala si rovescia a Palazzo Grassi, luogo simbolico di una tendenza globale che si evidenzia anche a Venezia, dove la cosiddetta Cultura con la C maiuscola, diviene un terreno di investimento immediatamente produttivo su cui si dispiega una mole impressionante di lavoro precario e dequalificato, sia cognitivo che materiale, sia indigeno che migrante.
All’IUAV, venerdì 28 dibattito su (D)istruzione pubblica: scuola, università e ricerca nell’era Gelmini. Sabato 29 mattina il comitato genitori del Comprensivo Colombo di Chirignago va  in piazza a con striscioni e gazebo per dibattere, manifestare e giocare con i bambini.
Infine sabato 29 dalle 15.30 alle 19 in piazza Ferretto a Mestre, le due onde, ricche della loro complementarietà, invaderanno e si incontreranno realmente nella storica piazza di Mestre, provenienti da piazzetta Coin e dal park Candiani. Dal palco centrale si terrà una maratona di brevi interventi, alternati da musica, satira e letture. Punti attrezzati: video, animazione piccoli e ristoro/giovani. Poi concerto finale.
Roberto Longo - Movimento veneziano per la difesa della scuola pubblica

Qui Milano. Perché scendiamo in piazza
Sabato 29 novembre partiremo da tre punti della città e attraverseremo il centro con un corteo allegro e colorato, magari giocando con la neve, per dissentire contro i tagli sciagurati alla scuola pubblica. Si scende in piazza per urlare quei no, forti, decisi, competenti, patiti, che spesso non si sentono pronunciati o non si vogliono ascoltare in Parlamento.
Dietro questa massa compatta e coesa che scalpita da settimane pronunciando la propria contrarietà alle politiche scolastiche decise a tavolino, non c’è bandiera. C’è il volto personale, diremmo quasi il viso, di chi aderisce spontaneamente e autonomamente alle plurime e diversificate proteste, di chi ha capito che è in gioco il diritto costituzionale all’istruzione, il futuro dei bambini e dei ragazzi. Tutto ciò dimostra che il classico “furor di popolo”, che in questo caso si potrebbe definire come la giusta e motivata “incazzatura” di gente che lavora e ci capisce contro politici inesperti assoldati e incompetenti, funziona, buca il video, esplica efficacia, viene presa ad esempio, viene ripresa, viene discussa e comunica a tutti le bugie della nuova legge diventate addirittura nuova pedagogia.
Come le motivazioni che ci vengono fornite a giustificazione della reintroduzione del maestro unico nella scuola primaria: egli infatti porterebbe finalmente chiarezza e stabilità nel vissuto emotivo dei bambini, troppo spesso frantumati nella loro identità causa presenza di una moltitudine di insegnanti che non farebbero altro se non danneggiare il fragile io dell’infante in via di costruzione, confondendolo. Balle psicologiche! Gran parte dei bambini di sei anni ha frequentato almeno uno e fino a tre anni di scuola materna prima di accedere alla primaria, confrontandosi e crescendo con più figure di riferimento. L’intelligenza sociale nasce e cresce con l’interazione, e se interagire con una figura è certamente sufficiente, incontrarne due o tre è meglio, abitua a scontri che diventano incontri d’accettazione, sollecita il problem solving relazionale, amplia la conoscenza, col conoscere gli altri, di noi stessi. Non si capisce perché i bambini che hanno già sei anni di vita alle e “sulle” spalle debbano eccepire a un principio ritenuto invece valido e fondante per gli adulti, quello che riconosce l’importanza, l’indispensabilità anzi, di una ricca vita relazionale per crescere in emozioni e cognizioni.
Le manifestazioni contano ancora! È il sano e fisiologico guitto della lucertola che si fa ricrescere la coda dopo che qualcuno gliel’ha tagliata. Noi, coda di questa società, in coda nel sistema dei privilegi e degli sprechi, siamo stati tagliati: ma ricresciamo… Ricresciamo come code per puntare alle teste e diciamo in modo fermo e pacato, a voce alta, magari ballando per le strade, che la legge Gelmini si vuole mangiare in un boccone i migliori risultati del fare scuola. Come buttare il pane, è un vero peccato.
Le/gli insegnanti dell’IC Trilussa di Milano

PSICOLOGIA SOTTO LE STELLE

Lezioni notturne alla Facoltà di Psicologia
Via dei Marsi, 78 ( San lorenzo) - aula 3

*Gli studenti, i ricercatori e i docenti delle facoltà di Psicologia* della Sapienza Università di Roma, tenendo in considerazione del grande successo avuto nelle passate settimane, *invitano *tutti *a partecipare* a un *secondo ciclo di lezioni* *notturne* volte a promuovere un'università pubblica,aperta e di qualità, luogo di scambio di idee e saperi, per tutti coloro che lo vogliono, senza distinzione di età, cultura e... orario!

*PSICOLOGIA SOTTO LE STELLE* - *2° CICLO DI LEZIONI ANCHE DI NOTTE*!
*Dal 26/11/2008 al 17/12/2008* presso l'aula 3 della Facoltà di Psicologia della Sapienza - Via dei Marsi, 78 (San Lorenzo)

PROGRAMMA
Mercoledì *26/11/2008* - *Personalità e trauma* 21.00-22.00 *Vittorio Lingiardi* Di che cosa è fatta la personalità? 22.00-23.00 *Francesca Ortu* Attaccamento sicuro e insicuro: quali effetti sulla personalità? 23.00-24.00 *Silvia Andreassi* Trauma, violenza, personalità
Giovedì *27/11/2008 *- *La notte del cervello...* 21.00-22.00 *Salvatore Maria Aglioti* Il mio corpo e il tuo: rappresentazione cerebrale del corpo umano 22.00-23.00 *Luigi De Gennaro* Inseparabili anche nel sonno: il sonno dei gemelli 23.00-24.00 *Maria Teresa Fiorenza* Il cervello che invecchia
Martedì *2/12/2008* - *Psicologia e qualità della vita* 21.00-22.00 *Fabio Lucidi* Promuovere la salute nell'anziano 22.00-23.00 *Francesco Di Nocera* La Psicologia come scienza del design 23.00-24.00 *Antonino Raffone* Plasticità del cervello lungo l'arco di vita
Giovedì *4/12/2008* - *Dalla neurobiologia alla regolazione affettiva* 21.00-22.00 *Franco Mangia* Il cervello maschile e il cervello femminile: Così uguali e così diversi 22.00-23.00 *Salvatore Maria Aglioti* Le neuroscienze sociali e l'empatia 23.00-24.00 *Anna Maria Speranza* Intersoggettività e regolazione affettiva: i contributi dell'infantresearch e delle neuroscienze
Martedì *9/12/2008* - *Il rapporto mente-corpo tra Psicologia e Medicina* 21.00-22.00 *Maria Casagrande* Psicologia e ipertensione arteriosa: quale relazione? 22.00-23.00 *Luigi Solano* Sulla necessità di un nuovo modello in medicina
Giovedì *11/12/2008* - *La notte delle famiglie e dell'intercultura* 21.00-22.00 *Marisa Malagoli Togliatti* Rapporti familiari 22.00-23.00 *Silvia Mazzoni* I contesti della droga: fattori di rischio e di protezione nell'ecosistema 23.00-24 .00 *Vincenzo Padiglione* Essere individui in altre culture. La nozione di persona in una prospettivaetnografica e comparativa
Martedì *16/12/2008* - *La notte della scuola...* 21.00-22.00 *Clotilde Pontecorvo* Discutere in famiglia 22.00-23.00 *Anna Maria Aiello* Costruire il portfolio digitale degli studenti di Psicologia
Mercoledì *17/12/2008* - *La TV fa bene ai bambini?* 21.00-22.00 *Marisa D'Alessio* TV: "maneggiare con cura" 22.00-23.00 *Roberto Baiocco* IL "cibo" nella pubblicità: nutrimento, gioco o fattori di rischio? 23.00-24.00 *Fiorenzo Laghi* Metacognizione e modelli identificativi proposti in TV

Sulla manifestazione del 29 novembre

da Michele Corsi Retescuole Milano *Sulla manifestazione del 29*

L'assemblea delle scuole del milanese e contemporaneamente il coordinamento di Roma e provincia "non rubateci il futuro" hanno deliberato una manifestazione nelle rispettive città per il 29novembre, un sabato pomeriggio. Altre città hanno già realizzato tra settembre e inizio di ottobre le loro manifestazioni cittadine autonome (Genova, Bologna, Venezia, Torino, Firenze, ecc.) che hanno visto la partecipazione di massa di docenti e genitori. Roma e Milano non l'hanno sino ad ora organizzata perché impegnate nella gestione e nella partecipazione alle enormi manifestazioni del 17 e del 30 che le hanno attraversate e che erano a prevalente composizione docente-studentesca (ovviamente, visto che si svolgevano di mattina). Quindi per queste due città si tratta di una "novità" ed anche di una scommessa: in occasione di movimenti grandi come quello antimoratti, Milano e Roma se ne erano andate un po' per conto proprio, ora fanno una cosa insieme. Questa, già di per sé, è un fatto importante, che dovrebbe preoccupare la controparte. Come Milano e Roma, chiediamo anche alle altre città di fare un "bis" per trasformare questagiornata in un appuntamento nazionale, seppur gestito localmente.Spero che anche i sindacati (tutti) vi aderiscano e la sostengano: sarebbe un segnale molto importante. Cerchiamo di vedere le ragioni e le scommesse implicite di questo appuntamento. Le ultime mosse del governo, quello del "decretino" sull'università e quello sulla "razionalizzazione" della rete scolastica, che in pratica rimandano, limitatamente a questi ambiti, i tagli di un anno, sono evidentemente parte di un disegno teso a dividere ed ammorbidire il movimento. Ammansendo un po' l'università, rassicurando un po' i piccoli comuni, il governo spera di scongiurare una congiunzione dei movimenti di protesta che a tratti s'è vista in alcune piazze, ma che ancora non è, purtroppo, coordinata in un piano di resistenza preciso, condiviso, esteso. Però. Quelle stesse mosse dimostrano chiaramente l'inquietudine che regna in campo avversario. Il disegno governativo era di andare avanti "a prescindere", come rulli compressori, stordendoci con la rapidità dei loro provvedimenti, prima che potessimo organizzarci. Ma la reazione è stata per forza e velocità, pari alla violenza del colpo che intendevano assestarci. E' merito di un popolo della scuola e dell'università non organizzato ma diffuso, radicale nei suoi obiettivi, determinato. Il campo avversario è rimasto sorpreso da questa reazione, cominciano a serpeggiare al suo interno i primi dubbi sull'opportunità di tale attacco, sui suoi tempi e i suoi modi. Sono segnali che devonospingerci ad essere coscienti della nostra forza. Non siamo di fronte a un muro invalicabile: possono cedere e, se continuiamo così, cederanno. Perché siamo milioni e solo la sfiducia nelle nostrepossibilità può farci perdere. Dopo l'approvazione del decreto 137, ora legge 169, nel movimento non serpeggiano disillusione e scoramento, ma domande. Come si va avanti? Le nostre parole d'ordine sono quelle giuste? Come si fa a vincere? E così cominciano le prime divaricazioni, non drammatiche, non paralizzanti, anche sane e opportune poiché nessuno ha la verità in tasca. Ma che, nel caso si cristallizzino, rischiano di dividere e rallentare. Vi è ad esempio chi dice che forse occorrerebbe "ora che il decreto è passato", ridimensionare gli obiettivi per renderli più "realistici", ottenendo ad esempio una sorta di tregua o un decretino anche per la scuola. E' una illusione, credo. Il campo avversario non è spinto al compromesso dal vederci più "ragionevoli". Non possiamo trasformarci da movimento in una sorta di sindacato che contratta sul salario e alla fine "chiude" su una via di mezzo. Non possiamo permettercelo, perché ad ogni nostra proposta di compromesso sui tagli corrisponde l'auto-amputazione di una fetta di movimento. Il compromesso infatti non potrebbe che reggersi sul "sacrificio" di un pezzo di scuola (le elementari? le superiori? accettiamo l'aumento del numero di allievi per classe in cambio del permanere dello stesso tempo scuola?). Un secondo dopo saremmo divisi e arrabbiati tra noi ancor prima che contro il governo. Naturalmente nel corso di questa lotta otterremo dei risultati parziali, ed ognuno di questi risultati dovrà essere valorizzato e rivendicato come frutto dell'impegno e della mobilitazione, ma ciò in nessun modo dovrà spingerci a fermarci.Dobbiamo fermarci solo quando ogni taglio sarà scongiurato. Vi è qualcun altro che dice: non riusciremo a fare più nulla se non coinvolgeremo l'insieme dei lavoratori. E' una posizione abbastanza disarmante per il movimento. Metterebbe tutte le migliaia diattivisti dei comitati, docenti e genitori, in una posizione di attesa salvifica nei confronti delle direzioni sindacali. Tutti in attesa della proclamazione dello sciopero generale. E cesserebbe dicolpo tutto quell'attivismo di base che sino ad ora ci ha caratterizzato e che ha grandemente preoccupato l'avversario. Certo, se le direzioni sindacali maggioritarie avessero un minimo di sensopratico di sopravvivenza avrebbero già da tempo "usato" la scuola come leva per fermare il governo in generale, come accadde a suo tempo con l'art.18. Se imboccheranno questa strada: ottimo. Spingiamo pure perché accada. Ma, realisticamente, se anche uno sciopero generale ci sarà, la scuola sarà solo uno dei suoi temi. Il che va già benissimo, ma davvero mi è difficile pensare che questa inclusione tematica possa essere risolutiva per gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Non è un governo in grado di impensierirsi troppo per uno sciopero generale di chi immagina che comunque gli è già contro. A meno che non sia una tappa di un processo più largo. Seci sarà uno sciopero generale "vero" sarà importantissimo attraversare quell'appuntamento coi colori e le rivendicazioni della scuola, come abbiamo già fatto e come sappiamo fare. Ma vorrei ancheche coloro che tra noi parlano di "classe lavoratrice" come se fosse cosa separata dal movimento della scuola, si rendessero conto che quando diciamo "genitori", stiamo parlando, grosso modo, della stessa cosa. Quello che sta sfuggendo a molti è che il terreno della scuola sta divenendo il terreno di ricomposizione di settori sociali che anni di frammentazioni, ristrutturazioni e precariato hanno devastato. E dire "formiamo comitati genitori" forse non corrisponde precisamente a slogan tipo "uniamo la classe lavoratrice", ma tanto distanti non si va, perché di genitori impegnati nei comitati e che per mestiere fanno i banchieri o gli industriali non ne ho conosciuti molti. Vi è chi riserva molta fiducia nel "risveglio" dell'opposizione politica. Io non ne ho tanta, anche se capisco che è importante mantenere anche i partiti sotto pressione. Quel po' che i partitid'"opposizione" hanno espresso, lo hanno fatto solo sull'onda delle nostre manifestazioni. Appena ce ne stiamo un po' fermi, tornano come prima. Mi sembra sintomatico quel che è accaduto con Camilleri. Questo grande scrittore, uno dei pochi artisti a sfuggire alla tradizione italica di viltà degli intellettuali, ha espresso sulla Gelmini un pensiero che ha attraversato la mente di tanti: lei, laGelmini, è umana? Chi di noi non ha nutrito seri e silenziosi dubbi a tal proposito? Potrebbe essere un cyborg, con un registratore al posto della gola, raggi laser al posto degli occhi e un bancomat alposto del cervello. Nello stesso identico giorno Cossiga è uscito con un'altra intervista in cui chiedeva a gran voce alla polizia un morto per mettere fine al movimento della scuola. Affermazioni di una gravità esorbitante. Eppure chi hanno condannato, indignatissimi, inostri capi delle opposizioni parlamentari e non? Cossiga e la sua arroganza? Ma nooo: Camilleri! Sono terrorizzati (ancora!) di essere additati dai media del Cavaliere (quelli!), ansiosi di essereconsiderati (da lui!) moderati ed affidabili. Poveretti, verrebbe da dire, se col loro comportamento non rendessero poveretti anche noi. Vi è qualcun altro che dice. I tagli colpiscono in realtà anche gli enti locali, spingiamoli a prendere posizione, che facciano ricorso, che blocchino l'attuazione della legge. Ma, anche qui: regioni ecomuni hanno limiti istituzionali oltre i quali ben difficilmente possono andare, ammesso e non concesso che abbiano tale determinazione. E' un terreno importantissimo, e sarebbe davvero pocosaggio se il movimento non esercitasse ogni genere di pressione sugli enti locali. Ma, di nuovo, questi enti non faranno un solo passo avanti in più se verificheranno che il movimento nelle sue autonome espressioni è sparito di torno. Dobbiamo avere chiaro che le mosse che le regioni stanno operando, e che sono estremamente utili alla nostra resistenza, sono state fatte non tanto per ragioni economiche, quanto per la resistenza diffusissima contro i tagli e di cui gli enti locali, più vicini al territorio di quanto lo sia il parlamento, hanno pieno sentore. Se non continuiamo a muoverci autonomamente, anche gli enti locali si fermeranno. Vi è qualcun altro che dice. Beh, le grandi manifestazioni le abbiamo fatte, ora facciamo la resistenza scuola per scuola, approfittando delle preiscrizioni, ecc. Si tratta di forme importanti di lotta in grado di vedere i comitati protagonisti di azioni importanti, chesommate tra loro e coordinate possono in effetti esercitare una pressione molto forte e diffusa. E' anche importante che nei collegi non ci siano atteggiamenti di resa del tipo: ora che la legge èpassata... Non vi è nulla che obbliga, per ora, i collegi ad anticipare la riforma o a "ragionare" su come "gestire" i tagli. E' bene fare campagna su questo prima che prenda piede un malintesorealismo. Ma. Per ogni cavillo che possiamo trovare, il governo sarà in grado di trovarvi rimedio, perché gli strumenti legislativi e regolamentari ce li hanno in mano loro. Possiamo fare quelle cosesolo se non le viviamo come "furbate" che possono "fregare" l'avversario, ma come momenti pubblici di lotta e resistenza. Ma perché questo sia chiaro al governo, occorre che quei momenti siano accompagnati da altri più visibili che continuino a mantenere il movimento sul palcoscenico della scena pubblica. Per riassumere, il movimento dovrebbe essere in grado di tenere tutti questi piani insieme. Non ve n'è uno più importante o decisivo dell'altro. Dobbiamo esercitare pressione sui sindacati, sui partiti,sugli enti locali, su ogni istituzione scolastica... Ma il filo che li lega e li rende utili è l'esistenza di un movimento autonomo che accresce il suo radicamento e la sua estensione. Occorre che medie esuperiori, docenti e ata, entrino in gioco, che il Meridione entri in gioco, occorre che si colga l'occasione della preparazione del 29 per consolidare quel che già c'è a livello di radicamento dei comitati migliorando il nostro sistema di comunicazione e di organizzazione.Occorre fare un salto qualitativo nel coordinamento delle nostre azioni. Non possiamo più permetterci ad esempio di disperdere le energie in una miriade di iniziative locali: è stata la nostraricchezza, ora che la pressione deve aumentare perché l'avversario traballa, può costituire un limite. Il 29 può essere la data che segna l'avvio, non in una qualche assemblea, ma nella piazza, diun'azione coordinata a livello nazionale del nostro movimento. Il che non esclude le iniziative locali, che, a quel punto, potrebbero essere costruite in vista di quello sbocco. Se quel giorno tutte lecittà d'Italia ognuna col suo striscione dimostrasse che il popolo della scuola non si ferma, daremmo impulso anche a tutti quegli ambiti (sindacali, politici, istituzionali...) che sono attivi solo se noi continuiamo ad essere attivi. Il che è fondamentale nel momento in cui la finanziaria coi tagli alla scuola s'avvicina e i regolamenti attuativi stanno per uscire. Il decreto è passato: vero. Ma da qui alla sua applicazione ce ne corre. Per quanto riguarda la 169, non è certo la prima volta che una legge che stabilisce tagli (o investimenti) viene disattesa perchénon escono i regolamenti attuativi, e addirittura anche dopo l'uscita di questi ultimi non mancano i casi in cui si è lasciato correre per opportunità politica. E in questo senso, dopo l'approvazione dellalegge, non cambia molto. Perché vinceremo solo se sul territorio riusciremo a sviluppare una tale resistenza da rendere politicamente troppo oneroso, per il governo, continuare a sostenere i tagli allascuola pubblica.
Michele Corsi

Incontro nazionale delle scuole Firenze 15 novembre 2008

Il 15 novembre si è svolto a Firenze un incontro cui hanno partecipato genitori e insegnanti di coordinamenti, assemblee e scuole di Firenze, Sesto Fiorentino, Valdera, Versilia, Lucca, Pistoia, Pisa, Arezzo, Cavriglia, Perugia, Roma, Napoli, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Milano, Torino, Venezia. Alla fine della discussione l'Incontro nazionale delle scuole dichiara: di opporsi al disegno di distruzione del sistema scolastico italiano e difende l’attuale modello di scuola elementare (il tempo pieno e i moduli) e dell’infanzia che negli anni ha prodotto risultati eccellenti, oltre a sostenere UNA SCUOLA A MISURA DI BAMBINO.Inoltre, l'Incontro nazionale delle scuole ritiene fondamentale battersi affinché:
• la scuola sia di tutti e sia laica;
• sia la scuola della collegialità;
• sia rafforzata e sviluppata la democrazia degli Organi Collegiali; persegue i seguenti obiettivi: • ritiro degli articoli 16, 64 e 66 della Legge 133/2008 e della Legge 169/2008 ( ex D.L. 137);
• ritiro del disegno di Legge Aprea e DL/leggi collegate;
• difesa e applicazione coerente degli articoli 3, 9, 33 e 34 della Costituzione;
• difesa della Scuola della Repubblica e della sua laicità; si oppone:
• alla privatizzazione della Scuola e della Università e alla trasformazione di esse in fondazioni, oltre che a qualunque forma di gestione aziendalistica e privatistica dell'istruzione;
• alla istituzione delle cosiddette classi-ponte, all’emarginazione delle diversità, alle classi differenziali;
• all’istituzione di classi a maestro unico;
• ai tagli di orario e discipline e agli accorpamenti delle stesse alle medie e alle superiori;
• alla cancellazione di 40 anni di percorso delle scuole;
• al ritorno alla valutazione in decimi e al voto in condotta, a maggior ragione in assenza dei regolamenti attuativi;
• all'aumento del numero di alunni per classe.
L'Incontro nazionale delle scuole, per attuare i propri scopi, si prefigge di:
• fare informazione attraverso la distribuzione di volantini, assemblee nelle scuole e dibattiti cittadini;
• di predisporre moduli di iscrizione alle scuole dell'infanzia, elementare, media e superiore che confermino gli attuali modelli didattici e organizzativi;
• di richiedere agli Organi collegiali di ciascuna scuola la conferma degli attuali modelli didattici e organizzativi;
• di promuovere manifestazioni ed eventi come occasioni per parlare di scuola e per sensibilizzare l'opinione pubblica, anche dal punto di vista dell'approfondimento pedagogico;
• di coordinarsi con le altre realtà del movimento (rete degli studenti medi, universitari, docenti, ricercatori, peronale ATA e i precari, oltre che tutti i genitori) per trovare momenti e obbiettivi comuni ;
• di adottare tutte le forme di obiezione di coscienza contro le cosiddette classi ponte. L'Incontro nazionale delle scuole ritiene fondamentale che vengano rispettate tutte le norme di sicurezza stabilite dalla legge 626/1994 e dal decreto legislativo 81/2008. L'Incontro nazionale delle scuole invita genitori e insegnanti a lanciare in ogni città, in ogni circolo didattico, in ogni Istituto iniziative di protesta nella giornata di sabato 29 novembre con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione sulla scuola. Segnala inoltre che in diverse realtà si terranno manifestazioni e incontri anche il 22 novembre. L'Incontro nazionale delle scuole indica nella data del 16 di ogni mese il NO GELMINI AND NO APREA DAY, una giornata di mobilitazione delle singole scuole da attuarsi secondo modalità proprie di ciascuna scuola. L'Incontro nazionale delle scuole invita genitori, insegnanti, assemblee, coordinamenti cittadini e tutto il mondo della scuola e dell'Università a pronunciarsi sullo sciopero generale del 12 dicembre mettendo in rilievo le ragioni della protesta della scuola. L'Incontro nazionale delle scuole lancia un appello a genitori, insegnanti e a tutti i cittadini che facciano pressione su tutte le organizzazioni sindacali per la proclamazione unitaria di uno sciopero generale per la scuola pubblica, laica e di tutti.
Firenze 15 novembre 2008

DOMENICA 16 NOVEMBRE TUTTO IL POPOLO DELLA SCUOLA PUBBLICA INSIEME


invito degli studenti universitari per domenica 16 novembre
DOMENICA 16 Novembre dalle ore 11.30 in poi presso l' UNIVERSITA' "LA SAPIENZA" di Roma(Rettorato o Aula Magna di Lettere )si terrà una Assemblea Nazionale di tutto "il popolo della scuola pubblica" dall'infanzia all'Università.
L'iniziativa, partita dagli studenti della Sapienza, vuole saldare in un unico blocco docenti ed ata della scuola dell'infanzia-elementare-media-superiore con i genitori, gli studenti medi, gli studenti universitari, i ricercatori e docenti dell'università, per dare una risposta comune ai piani distruttivi del governo Berlusconi. Si farà il punto della situazione e si cercherà di delineare le prossime mobilitazioni in tutto il mondo della scuola, dall'infanzia all'università. E' una iniziativa molto importante per cercare di unificare le lotte.VI INVITIAMO PERTANTO A PARTECIPARE (anche se è domenica!), a diffondere il più possibile l'iniziativa nella vostra scuola, in altre scuole, nelle reti. Comunicato dall'Università La Sapienzaoccupata e in mobilitazione.
Gli studenti e le studentesse della Sapienza rilanciano la grande manifestazione del 14 novembre a Roma e le manifestazioni locali previste per il 7 novembre in ogni città. L'onda non si ferma e il 15 e 16 sarà in assemblea nazionale alla Sapienza di Roma. Un'assemblea nazionale delle facoltà in lotta perché il movimento non si arresterà fino al ritiro totale dei tagli contenuti nella legge 133 e del decreto 1337. L'onda anomala che attraversa le università di tutta Italia è la stessa che vede mobilitarsi le maestre elementari contro la distruzione del tempo pieno e del modello pedagogico della scuola primaria, la stessa che parla alle centinaia di migliaia di insegnanti precari delle scuole superiori che perderanno ogni speranza di lavoro e stabilizzazione a causa dei tagli di Tremonti e Gelmini, la stessa che sta mobilitando i ricercatori precari dell'Università e degli enti di ricerca per rivendicare la stabilizzazione e il rilancio della ricerca pubblica. Per questo nella giornata di domenica 16 novembre a partire dalle 11:30 vogliamo costruire una grande Assemblea nazionale di tutto il mondo della scuola e della formazione, con la partecipazione di studenti medi ed universitari, maestre, insegnanti, ricercatori, perché l'onda anomala continui a portare in piazza la rabbia dell'intero mondo della formazione. Perché scuola ed università sono "beni comuni" che non vogliono pagare la crisi.
Studenti della Sapienza in Mobilitazione

IL RETTORE Giulio Ballio SCRIVE Cari Allieve e Allievi del Politecnico di Milano

Cari Allieve e Allievi del Politecnico di Milano,
In questi giorni ho ricevuto molti messaggi da parte Vostra.
In essi vi sono domande volte a cercare di comprendere meglio la attuale situazione, sono espresse preoccupazioni per il futuro di Voi giovani e del nostro Ateneo.
Siamo tanti, più di 2.500 fra docenti, tecnici e amministrativi, quasi 40.000 gli allievi: non possiamo certo riunirci tutti.
Userò quindi il web per mettere a Vostra disposizione quello che so e  che ho imparato in questi anni, presentandovi soprattutto i punti che non sempre appaiono chiari nel confuso dibattito che i media ci presentano. Cercherò di individuare i vostri dubbi e di rispondere alle vostre
domande. Presenterò le mie opinioni e il percorso che stiamo intraprendendo, terminerò con alcune conclusioni.

I decreti Gelmini
Sulla stampa, in molti striscioni, nelle manifestazioni si richiamano  due realtà completamente diverse: la proposta del Ministro Gelmini sulla Scuola elementare e la legge 133/08 relativa al contenimento della spesa pubblica, il cui testo ricalca le proposte del Ministro Tremonti.
Vi intratterrò soltanto sulla seconda che riguarda anche le Università.

La legge 133/08 sul contenimento della spesa riguarda tutte le amministrazioni pubbliche, dai Ministeri alle Regioni, dai Comuni alla Polizia, dalle Università a tutte gli innumerevoli enti che sono prevalentemente finanziati dallo Stato.
Le riduzioni previste sono indistinte e colpiscono indiscriminatamente, senza considerare le differenze di funzioni, compiti e risultati delle varie tipologie di amministrazioni.
Per quanto è relativo alle Università statali come la nostra, le due conseguenze più rilevanti di questa legge approvata prima dell'Agosto  2008 sono le seguenti:
* una riduzione del finanziamento statale al sistema universitario  (FFO = Fondo di Finanziamento Ordinario) a partire dal bilancio 2010 (quindi  dal 1 gennaio 2010);
* la drastica riduzione del turn over (ogni 10 persone che vanno in pensione, ne possono entrare soltanto 2 fino al 2012 e poi 5 dal 2013)
* la possibilità di trasformare le università in Fondazioni di diritto privato.

Il Finanziamento statale del sistema universitario
Ogni anno la Finanziaria stabilisce l'ammontare del Fondo di  Finanziamento Ordinario (FFO), cioè i soldi che vanno al Sistema Universitario  statale. Questa somma è a disposizione del Ministero che la ridistribuisce fra i differenti Atenei. La somma è cresciuta dal 1995 al 2005 ed è  praticamente
stazionaria da tre anni. Vale oggi circa 7 Miliardi di euro. La legge prevede una riduzione di circa il 20% in tre anni di tale somma senza considerare che, nel nostro Paese, il finanziamento alle Università è  fra i più bassi di Europa. (Basta guardare i dati dell'OCSE).
Bisogna combattere affinché tale riduzione non avvenga: ciò è reso difficile non solo dalla situazione economica mondiale che sta  peggiorando di giorno in giorno, ma anche dalla disuniformità e dalla credibilità attuale del sistema universitario.
Vi sono Atenei che hanno utilizzato bene la loro autonomia ed altri meno bene.
Vi sono Atenei che hanno investito per migliorare i servizi agli  studenti e le infrastrutture di ricerca, altri hanno soltanto assunto persone, talvolta calpestando il merito di altre.

Ma non si può fare di tutta l'erba un fascio, altrimenti si finisce col dire che nulla funziona e si butta via il bambino con l'acqua calda!
Gli effetti del taglio di finanziamento possono essere ricondotti a due tipologie differenti.
La prima riguarda quegli Atenei che hanno esagerato nelle assunzioni di personale ed oggi hanno un costo del personale che praticamente mangia tutta la loro dotazione statale (forse avete sentito dire che il  rapporto fra spese di personale e FFO di ogni Ateneo non dovrebbe superare il  90%, che vi sono Atenei che hanno superato tale rapporto, che con gli adeguamenti stipendiali questo rapporto continuerà ad aumentare). Questi Atenei, se la legge venisse mantenuta inalterata, sono destinati,  chi subito, chi fra due - tre anni a fallire perchè non saranno più in grado di pagare i loro dipendenti.
La seconda riguarda quegli Atenei, come il nostro, che, pur avendo aumentato negli anni il loro personale docente, tecnico e  amministrativo, sono stati attenti a non caricarsi da impegni di spesa troppo onerosi  (il Politecnico di Milano ha spese fisse di personale pari al 67% di FFO a
fronte di una media nazionale dell'86%) ed hanno utilizzato la  differenza per investimenti in attrezzature, infrastrutture, creazione e miglioramenti dei servizi offerti. Di fronte a un taglio di  finanziamento statale, questi Atenei non sono condannati al fallimento, ma  dovranno
ridurre spese e servizi. Chi, come noi, ha già fatto ogni tipo di razionalizzazione e di economia, dovrà cercare, in tutti i modi  possibili, di mantenere la qualità di tutti quei servizi che vi fanno apprezzare il nostro Ateneo.
Io confido che, a meno di cataclismi economici, il Governo dovrà  rivedere le sue decisioni, almeno nei riguardi di quegli Atenei che hanno dimostrato di saper bene gestire le risorse loro assegnate.
Se insisterà nella sua decisione, vorrà dire che il Governo desidera uccidere le nostre università, portando il nostro Paese a diventare vassallo di altre Nazioni, in particolare di quelle che molto stanno investendo in formazione e ricerca.

La riduzione del turn over
La riduzione imposta dalla legge per il turn over nasce forse da un ragionamento meramente economico, ma non considera le conseguenze che  sono devastanti per tutti.
Il ragionamento è il seguente: riduciamo le persone, così riduciamo il costo degli stipendi e quindi compensiamo con tale riduzione il minor finanziamento. A supporto di tale ragionamento si portano i difetti del sistema: modalità di reclutamento non sempre irreprensibili, proliferazione di corsi di laurea istituiti per soddisfare più gli interessi dei docenti che le necessità formative degli allievi, scarsa presenza dei docenti negli Atenei, incapacità di auto governarsi correttamente, autoreferenzialità e mancanza di valutazione dei  risultati. In fondo si è contribuito a creare uno slogan che purtroppo sta attecchendo nella opinione pubblica: le amministrazioni pubbliche sono
costose e inefficienti, l'università è una amministrazione pubblica, quindi la università è inefficiente e sprecona.
E' un ragionamento che combatto da 5 anni e che non è facile da  contestare perché l'opinione pubblica è sempre più attenta agli aspetti negativi  che le vengono presentati che a quelli positivi. Basta una truffa a un  test di medicina in un Ateneo per dire che tutti gli Atenei stanno truffando,
basta una assunzione chiacchierata per dire che tutti i concorsi universitari sono truccati, basta dire che una università ha scoperto un buco nel suo bilancio per dire che il sistema delle università  pubbliche è fallito.
Il gusto della generalizzazione purtroppo ormai caratterizza tutti,  molti si accontentano di soli slogan, pochi amano ancora conoscere prima di parlare.
La legge è devastante perché colpisce tutti indiscriminatamente e ingiustamente. Chi ha limitato il numero di assunzioni, chi ha fatto una programmazione attenta dei ricambi generazionali viene colpito irrimediabilmente.
La legge colpisce drammaticamente tutti i giovani che oggi collaborano a vario titolo con i docenti (dottorandi, post doc, assegnisti di  ricerca) e che contavano un giorno non troppo lontano di entrare in una posizione stabile in università.
In definitiva si deve combattere per modificare la decisione legislativa perché è profondamente ingiusta, perché taglia le gambe al ricambio generazionale, perché colpisce le aspettative dei giovani, perché va esattamente nel senso contrario al riconoscimento del merito, perché indebolisce in modo irreversibile l'università che, senza  l'immissione di giovani, diventerà vecchia e obsoleta nel giro di pochi anni.

La possibilità di trasformare le università in Fondazioni
E' stato detto in molti interventi che l'articolo di legge che consente alle università statali di trasformarsi in Fondazioni di diritto  privato e non dice come e con la partecipazione di chi, che è talmente vago da essere non attuabile, che, con esso, si annuncia un cambiamento di strategia da parte del Governo nei riguardi del sistema della  formazione e della ricerca italiano.
Vediamo di ragionarci un attimo. Un Ateneo potrebbe trasformarsi in fondazione se, accanto allo Stato, intervenissero dei partners privati disposti a sostenere economicamente l'Ateneo.
L'On. Mauro, vice presidente del Parlamento europeo, si è chiesto recentemente in un convegno: dove si può trovare un imprenditore così pazzo da caricarsi l'onere di contribuire finanziariamente alle spese correnti di un Ateneo o di una Scuola che, per definizione, non sono in grado di restituire utili? Quale privato può investire a fondo perduto?
Si potrebbe pensare a una Fondazione che veda Stato, Regione, Provincia, Comune insieme a Fondazione Bancarie e Associazioni varie. Ci si  dimentica che è necessario una quota di contribuzione privata maggiore del 50% per rendere "privata" una fondazione e quindi per renderla indipendente  dalle regole imposte dal contenimento della spesa pubblica (i famosi parametri
di Maastricht).
E' oggi impensabile che le Fondazioni bancarie si sostituiscano in larga misura allo Stato per finanziare annualmente  il sistema della  formazione e della ricerca e quindi gli Atenei.
Non vi sono altre alternative: in tutto il mondo le Università  funzionano perché ricevono il loro prevalente fabbisogno finanziario o dalla Collettività Sociale o dalla contribuzione diretta degli Allievi. Nel primo caso l'Università si caratterizza come pubblica, nel secondo come privata (in Italia la prima è denominata statale, la seconda non  statale).
Il primo modello considera prevalente il vantaggio di avere formazione e ricerca a servizio della competitività della intera Comunità sociale. Il secondo modello considera prevalente il vantaggio del singolo (allievo o impresa) che riceve la possibilità di incrementare la propria competitività personale.
In Europa è sicuramente prevalente il primo modello tanto che la quasi totalità di studenti universitari frequentano università pubbliche (in Italia sono oggi il 94%).

Cosa fare
Resta un anno per cercare di rovesciare la situazione e certamente  non si possono aspettare gli ultimi mesi del 2009 per riuscirvi. D'altra  parte è evidente che azioni non coordinate non possono che essere inutili e controproducenti.
Credo che ognuno, prima di partecipare ad una qualsiasi iniziativa, dovrebbe ragionare non in base ai propri sentimenti, bensì valutando razionalmente le possibili conseguenze.
Mi spiego con un esempio: le attuali manifestazioni spontanee  possono essere considerate esaltanti da chi vi partecipa per il loro forte  impatto mediatico, ma il monitoraggio delle loro conseguenze sembra  dimostrare che nella opinione pubblica sta crescendo il fastidio e quindi il rafforzamento delle posizioni più contrarie alla nostra università. Ciò rende ancora meno condiviso dalla maggioranza dell'opinione pubblica il tentativo di mitigare gli effetti della legge e di mantenere pubblico il nostro sistema universitario. Rende invece più condiviso qualsiasi atto
teso a penalizzare i nostri Atenei. Quello che bisogna fare subito, tutti insieme, riguarda soprattutto la politica interna degli Atenei. E' quanto mai necessario che ogni Ateneo risponda, il più rapidamente possibile, alle critiche che vengono  mosse in modo generalizzato, o per dimostrare di esserne esente o per  modificare i propri comportamenti.

Quali sono queste critiche?
a)      Le Università sono accusate di aver prolificato i corsi di  laurea e gli insegnamenti per favorire i desideri dei docenti. Si deve  rimodulare la didattica in modo da erogarla sempre più all'insegna del principio della effettiva centralità della formazione dell'allievo e delle sue concrete possibilità di trovare sbocchi lavorativi soddisfacenti.
b)      Le Università sono accusate di dissipare tempo e soldi in una ricerca inutile e costosa che serve soltanto alla carriera accademica di chi la produce. Si deve  promuovere una ricerca sempre più al servizio della competitività internazionale del  nostro Paese e quindi ci si deve battere affinché il Governo promuova il riconoscimento della qualità  e del merito a seguito di valutazioni attendibili, analoghe a quelle ormai abituali  in molti paesi europei.
c)      Le Università sono accusate di seguire processi poco trasparenti nel reclutamento dei giovani e nell'avanzamento di carriera dei docenti. Si deve promuovere un sistema di valutazione che porti a una qualità certificata da parametri obiettivi e procedure innovative nel  reclutamento
dei docenti e dell'inserimento dei giovani.
d)      Le Università sono accusate di aver prolificato a dismisura le loro sedi didattiche. Si deve promuovere una revisione della  distribuzione a livello regionale o macroregionale della propria offerta formativa e della ricerca nell'interesse dei territori, anche sviluppando  interazioni ed integrazioni forti tra Atenei in un'ottica di complementarietà;
e)      Le Università sono accusate di avere una visione corporativa  nelle proprie modalità di governo. Bisogna testimoniare l'impegno di  modificare il proprio assetto di governance interno per evitare derive autoreferenziali attraverso una netta separazione tra funzioni di indirizzo delle attività didattiche e scientifiche, e responsabilità di gestione delle risorse;
f)        Le Università sono accusate di non riuscire a verificare l'impegno dei propri docenti nella didattica e nella ricerca. Ci deve attivare per garantire sempre di più il rispetto di un codice etico di
comportamento, anche misurando la produttività dei propri docenti

Allora cosa fare verso l'esterno?
Bisogna combattere per convincere tutti gli Atenei ad attivarsi in  queste direzioni. Bisogna combattere perché alcuni imbocchino questa strada fin da subito, nella speranza di essere di esempio per gli altri. Bisogna mettersi in discussione di fronte al Paese all'insegna della  trasparenza e dell'obiettività. Bisogna essere disponibili a confrontarsi con esperti del Ministero dell'Economia e delle Finanze sui propri bilanci e sui criteri di gestione adottati, superando ogni forma di  autoreferenzialità.
Come vedete bisogna imboccare una strada stretta, difficile e in salita che richiede l'impegno di tutti e soprattutto il rispetto delle Istituzioni di appartenenza.
Il Politecnico di Milano, insieme ad altri Atenei, può già dimostrare di essere esente da molte delle critiche che vi ho sopra riportato e di  aver già preso la decisione di attuare processi che gli consentano ulteriori miglioramenti.
Noi, Rettori di questi Atenei, abbiamo il compito di combattere su  diversi tavoli per fare in modo che il Governo possa riconoscere la utilità di queste azioni, per convincerlo a stipulare un "patto di stabilità", cioè un accordo di programma individualizzato Ateneo per Ateneo, che  accordi un
finanziamento dignitoso a fronte di precisi obiettivi da raggiungere  nella didattica, nella ricerca, nella gestione.

Conclusioni
Insieme ad altri Rettori sto combattendo in tutte le direzioni che Vi ho delineato, ho bisogno dell'appoggio di tutti e soprattutto di Voi  allievi.
Se dovessero arrivare dal Governo segnali precisi di non disponibilità alla discussione sulla base delle linee che Vi ho indicato, allora sarà chiara la sua volontà di penalizzare anche gli Atenei più aperti al cambiamento ed i loro Rettori saranno costretti ad assumere tutte le iniziative necessarie per evitare la catastrofe dell'intero sistema universitario pubblico del Paese.
Non possiamo perdere la battaglia volta a migliorare la competitività internazionale del nostro Paese, competitività necessaria per assicurare un futuro a tutti Voi.
Resto a Vostra disposizione per approfondire i temi che più Vi interessano, per confrontarmi con Voi, convinto che soltanto  attraverso il dialogo possiamo costruire un futuro sempre migliore del nostro Ateneo.

Giulio Ballio

rettore

FOGGIA Scuola Statale San Giovanni Bosco

10 piccoli quesiti fatti dal : Il Comitato spontaneo dei genitori della Scuola Statale San Giovanni Bosco di Foggia.

"…ma la riforma scolastica "Gelmini" potrebbe cambiare qualcosa nella mia vita di tutti i giorni? A 10 domande "elementari" che tutti i genitori dovrebbero porsi abbiamo dato altrettante risposte "primarie" da genitori."

…ma la riforma scolastica "Gelmini" potrebbe cambiare qualcosa nella mia vita di tutti i giorni? A 10 domande "elementari" che tutti i genitori dovrebbero porsi abbiamo dato altrettante risposte "primarie" da genitori.

1 - L'orario scolastico sarà sempre lo stesso?
NO. L'orario d'insegnamento sarà ridotto a 24 ore settimanali che significa dalle 8,30 alle 12,30.
Riuscirò ad andare a prendere mio figlio/a per tempo?
Se io non posso farlo chi lo farà al posto mio?
Un nonno, una baby-sitter o chi altro? Quanto mi costerà e chi lo accudirà? La TV , la strada?
Dovrò rinunciare al mio lavoro?

2 - Ma la scuola, nell'ambito della propria autonomia, potrà proporre un'alternativa valida alla riduzione oraria?
SI. Ma ovviamente ad un costo. Per arrivare almeno al monte ore scolastico attuale la scuola potrà proporre un'integrazione da pagare di tasca propria, ovvero attingendo al fondo della cassa d'istituto. Poiché i fondi sono praticamente nulli tale offerta non potrà che ricadere sulle tasche delle famiglie che saranno costrette a versare un adeguato e cospicuo contributo economico.
Posso permettermelo?

3 - I libri di testo saranno sempre gratuiti?
NO. Una delle nuove proposte del ministro Gelmini è la cancellazione della gratuità dei libri di testo per gli alunni della scuola primaria. Un importo che non verrà più girato ai Comuni che ad oggi materialmente procedono, tramite cedola libraria, ad assicurare la gratuità dei testi.
Ma la Costituzione, all'art. 34 non recita:"L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita"?
Perché dovrei pagare questi libri di testo?

4 - Le/i maestre/i saranno sempre le/gli stessi?
NO. Molti docenti di ruolo, individuati come soprannumerari, saranno costretti a cambiare sede che significa che la continuità didattica non sarà garantita e che i nostri figli potrebbero cambiare insegnante anno dopo anno.
Mi soddisfa? E' quello che voglio garantire a mio figlio/a?

5 - Quale sarà il numero di alunni per classe? Sarà sempre lo stesso?
NO. Dagli attuali 25 si passerà ai 27 alunni fino ai 33 per classe. La maestra/o riuscirà a svolgere il proprio lavoro in maniera sufficiente, o comunque dignitosa, con tanti alunni per classe? E per giunta da sola/o?
Al momento dell'iscrizione non mi preoccupava, forse, anche il numero di alunni per classe affinché mio figlio/a potesse avere meno difficoltà di apprendimento e svolgere il programma didattico per intero?

6 - Continueranno le attività di recupero, potenziamento e integrazione?
Si faranno ancora gite d'istruzione e visite guidate?
NO. In assenza di pluralità di insegnanti e di compresenza degli stessi non ci saranno le condizioni per permettere attività a piccoli gruppi di recupero, potenziamento e integrazione di qualsiasi genere per gli alunni.
E' un vantaggio per mio figlio/a?
Per gli stessi motivi descritti al punto precedente e per ovvi motivi di sicurezza in base alla normativa vigente, la classe intera non potrà più uscire da scuola. Addio cinema, visite ai musei, rassegne teatrali, manifestazioni sportive. Non sarà più possibile effettuare gite d'istruzione, visite guidate e una didattica aperta al territorio che tanto hanno caratterizzato l'indirizzo educativo di questa scuola negli ultimi anni.
Sarò tanto bravo/a da far fare le stesse cose a mio figlio/a almeno due o tre volte l'anno?
E se anche lo fossi, spenderei così poco come è sempre stato mandandolo/a con la scuola?
Si divertirà allo stesso modo?

7 - Le ore d'insegnamento di lingua inglese ed informatica saranno sempre le stesse?
NO. Ovviamente, a causa dell'assenza di modularità (gruppo docente), il maestro unico dovrà insegnare tutte le materie in minor tempo. Questo riguarderà sia la diminuzione dell'insegnamento della lingua straniera che l'impossibilità di organizzare attività di laboratorio con metà classe, come quelle nelle aule d'informatica o per le attività scientifiche ed espressive.
Ma questo non contraddice ciò che era stato sbandierato in una precedente legislatura che aveva sottolineato l'importanza delle tre "I", due delle quali proprio inglese e informatica?
Mi conviene? In effetti sono materie abbastanza importanti. Mio figlio/a dovrà rinunciarci? Forse potrei mandarlo/a a frequentare qualche corso privato… Ma quanto mi costerà? Posso permettermelo?

8 - Rimarranno gli insegnanti di sostegno?
Verranno drasticamente ridotti. A causa dei tagli operati con la Legge 112/08, molti alunni non avranno più l'insegnante di sostegno, finora risorsa della classe intera oltre che strumento formidabile d'integrazione sociale e garante del diritto allo studio per gli alunni diversamente abili che, in tal modo, verranno ghettizzati con disastrose conseguenze sul piano sociale e didattico.
Ho un/a figlio/a diversamente abile e lotto quotidianamente contro la disabilità. Ora devo lottare anche contro le istituzioni. E' etico tutto questo? Cosa dovrò fare?
Non ho un/a figlio/a diversamente abile. Non ci avevo mai pensato prima. Posso accettare che per motivi economici da parte del Ministero della Pubblica Istruzione si ribalti in modo negativo la cultura della solidarietà? Mi sta bene far finta di niente?

9 - E se la/il maestra/o unico si assenta o si ammala cosa succede? Se la cattedra è vacante?
La classe sarà in difficoltà per tutto l'anno in tutte le materie, con un continuo susseguirsi di diverse supplenti.
Ci avevo pensato a questa semplice domanda? E' assurdo e sarà mio figlio/a a farne le spese. Posso accettarlo?

10 - Mio figlio/a non frequenta la scuola primaria, quindi non m'interessa questa riforma
Non è così. La riduzione oraria e le probabili integrazioni a carico delle famiglie sono previste dalla riforma "Gelmini" per la scuola dell'infanzia, primaria, secondaria inferiore e superiore. Nonché per le università. Quindi per tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Non ci avevo neanche pensato.
Sarà il caso che m'informi meglio? Probabilmente interessa anche me!

Ci auguriamo che queste 10 semplici domande possano essere 10 piccole punture di spillo, tali da risvegliarci dal torpore di un'indifferenza sempre più diffusa. E che possano moltiplicarsi grazie alla partecipazione di tutti coloro che credono ancora fermamente che la scuola, "bene comune" e quindi "pubblico", sia luogo di incontro, libertà, condivisione e crescita.

MAMIANI DI ROMA COMUNICATO DEL COMITATO DIFESA SCUOLA PUBBLICA

COMUNICATO DEL COMITATO DIFESA SCUOLA PUBBLICA MAMIANI DI ROMA

Il Comitato Difesa Scuola Pubblica Mamiani di Roma continua a manifestare il proprio completo dissenso nei confronti della legge 169/08 (già Decreto Legge 137/08 Gelmini) e delle conseguenze devastanti che la legge finanziaria rovescerà sul mondo della Scuola e dell’Università; ribadisce altresì il proprio stato di mobilitazione permanente in opposizione al disegno di legge 953/08 (disegno di legge Aprea), che di fatto privatizzerà la scuola statale.
Continueremo per questi motivi il blocco delle attività extra-curricolari (previste come non obbligatorie dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Docenti) iniziato il 20/10/08. A questa iniziativa hanno aderito per il momento le seguenti scuole romane: ITIS Enrico Fermi, Liceo Classico Montale, Liceo Scientifico Keplero; inoltre il Liceo Classico Vivona, il Liceo Classico Dante Alighieri, il Liceo Artistico De Chirico, il Liceo Scientifico Pasteur e il Liceo Classico Russell hanno deciso di proporre iniziative analoghe alle prossime riunioni dei rispettivi collegi docenti. Invitiamo tutte le scuole d’Italia a informarci sulle iniziative intraprese per contrastare la “Controriforma Gelmini-Aprea”, onde migliorare il livello di coordinamento della mobilitazione in corso . Per coordinarci meglio sarebbe opportuno che ogni scuola inviasse le modalità della propria protesta alla Rappresentanza Sindacale Unitaria del Liceo Classico Mamiani (lcmamia@tin.it).
Il Comitato Difesa Scuola Pubblica Mamiani ha inoltre avviato una petizione al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere di rinviare alle Camere la Legge 169/08 (ex D.L. 137/08), invitando il Parlamento a un supplemento di dibattito.
Esortiamo infine tutte le scuole d’Italia ad innalzare il livello di mobilitazione sull’argomento e a seguire l’esempio dei Collegi dei Docenti che si stanno mobilitando in difesa della Scuola Statale, bene comune e insostituibile.

PROTESTA A LONDRA


Così abbiamo protestato contro la Gelmini al Tower Bridge di Londra

Con queste foto e questa lettera vorremmo manifestare il nostro dissenso verso la riforma scolastica del nuovo ministro dell Istruzione Maria Stella Gelmini appena approvata in Senato e verso la nuova finaziaria del ministro dell’Economia Tremonti. Siamo due ragazzi romani di 20 anni che si sono trasferiti a Londra per un periodo indeterminato per lavorare e imparare la lingua inglese.

Impossibilitati ad essere fisicamente presenti alle forme di protesta che in questi giorni stanno infiammando le strade e le scuole italiane, nel nostro piccolo abbiamo deciso di far sentire la nostra voce anche dall’estero. Pur lontani,questi radicali e deleteri cambiamenti del sistema scolastico ci colpiscono in prima persona, visto che non escludiamo un ritorno nella nostra patria per intraprendere gli studi universitari nel prossimo anno. Ci colpiscono perché non vogliamo uno Stato che tolga lavoro a migliaia di precari,che tolga fondi alla ricerca e alle già depauperate casse delle Università pubbliche, costringendole a divenire fondazioni private con tasse annuali esorbitanti.

Non solo il nostro incerto futuro ci preoccupa, ma anche quello dei bambini, che dal prossimo anno avranno un maestro unico, come 50 anni fa. Non capiamo come gli occhi di politici e persone possano essere così ciechi nel considerare positivo un cambiamento del genere. Detraendo risorse economiche dalle università, lo Stato provocherà unicamente un generale allontanamento dagli studi post liceali. Quante persone potranno permettersi di pagare migliaia di euro annui per il conseguimento di lauree che come ben sappiamo portano in molti casi soltanto a un infoltimento del già alto numero dei precari? Ben pochi. Gli altri ragazzi di 18/19 anni, conseguito il diploma, avranno di fronte a loro due scelte. O terminare gli studi e accontentarsi di mestieri che non richiedono un titolo di studio superiore. Oppure, chi avrà le possibiltà e il coraggio, sceglierà di trasferirsi all estero, dove è ben rinomata una qualità dell' università superiore e dove in molti casi (come qui in Inghilterra) lo Stato è disposto ad aiutare economicamente lo studente con prestiti e borse di studio più accessibli.

L'Italia si ritroverà quindi privata di un' importante risorsa, le giovani menti, che andranno invece a incrementare lo sviluppo di altre Nazioni.  Uno degli obbiettivi più importanti di ogni governo è favorire lo sviluppo economico del proprio paese;come sarà possibile questo con un ristretto numero di persone laureate? Il cambiamento più radicale è avvenuto però all'interno delle scuole elementari, unico gioiello del sistema Scolastico Italiano, considerato, per qualità, tra i migliori a livello internazionale. La signorina Gelmini ha pensato bene di ritornare ai tempi del 'Libro Cuore', reinserendo il ruolo 'rassicurante' del maestro unico. Non ha considerato però, un 'impercettibile' cambiamento generazionale. Se prima un'unica persona era in grado di gestire 30 bambini, ciò era dovuto al fatto che quelli del passato avevano una più forte concezione del rispetto verso l'adulto. Provando infatti a trasgredire le regole imposte, le conseguenze non erano unicamente note di demerito o un abbassamento di voti, ma soprattutto punizioni fische che non si limitavano all' ambito familiare ma anche a quello scolastico.

Con questo non vogliamo certo dire di essere favorevoli a cotali metodi di educazione, ma sicuramente questi aiutavano un unico insegnate a mantere l'ordine.I ragazzini di oggi invece, anche solo ad una critica verbale da parte di un educatore, sono in molti casi pronti a reagire in malo modo, sicuri del probabile appoggio dei propri genitori. Il maestro di oggi, infatti si trova di fronte non solo ad alunni arroganti, ma anche a genitori inclini a considerare i propri figli perfetti e a difenderli a spada tratta anche davanti a critiche costruttive del docente. Non sarà possibile poi, dedicare maggior attenzione all'alunno con difficoltà di apprendimento, visto che a portare avanti un programma scolastico che non permette rallentamenti, sarà un'unica persona. Perciò chi rimarrà indietro, conserverà le sue lacune e se vorrà colmarle, dovrà usufruire di un aiuto esterno;non ci sarà più modo e tempo di organizzare attività extrascolastiche e di far vivere al bambino esperienze quali campi scuola o visite a musei, altrettanto necessarie per la formazione di uno studente.

Quale insegnante per meri 1.200 euro al mese,si assumerà la responsabilità di portare in gita 30 bambini? Inoltre questo decreto darà la possibilità al direttore scolastico di giudicare l'operato dell'insegnante con note di merito e demerito che determineranno aumenti di stipendio o nel peggiore dei casi il licenziamento. Temiamo che tutto questo potere nelle mani di un singolo comporterà giudizi non obbiettivi. Oltretutto, nonostante in Italia siano già presenti numerosi problemi di integrazione, il decreto Gelmini propone una 'ghettizzazione' delle scuole, con classi formate da bambini unicamente stranieri. Come potranno questi integrarsi senza vivere a contatto con bambini italiani? Come potranno imparare la nostra lingua?

Questi sono alcuni, ma non gli unici,dei punti di un decreto, che (citando la Littizzetto ) 'non è un'idea diversa di scuola,è semplicemente meno scuola' , un decreto che ci lascia increduli e nauseati. Ormai la legge è stata approvata,ma speriamo fortemente in un referendum che dia la possibilità alle migliaia di persone contrarie,di cambiare il futuro dell italia. 

Come si può vedere dalle foto, abbiamo provato in primis a stendere lo striscione di 11 metri sul Tower Bridge, ma sfortunatamente siamo stati interrotti dalla polizia. Quindi abbiamo deciso di posizionarlo sulla banchina sotto il ponte evitando di essere multati. Speriamo che le nostre parole e le nostre foto non vengano ignorate, ma che dimostrino che anche dall'estero la protesta è viva. Grazie per l'attenzione.

Elena Manfredi e Camillo Paquarelli

(2 novembre 2008)

La manifestazione è alle porte;

La manifestazione è alle porte; voglio inviare
qualche riflessione prima dell'incontro di domani.

Aver compagni al duol.... in questo caso, rinforza l'entusiasmo!!
Finalmente, era ora che si ripartisse. La proposta della manifestazione
nazionale che avevo lanciato nella nostra mailing list qualche giorno fa
viene finalmente ripresa e rilanciata. La mia versione prevedeva un'unica grande manifestazione nella
capitale, ma credo che risultasse troppo oneroso per tutti un impegno
simile.

Pertanto, averla spezzettata per provincia va altrettanto bene, anzi per
certi versi potrebbe risultare ancora più efficace a condizione che si
verifichino alcune condizioni e che la cosa venga organizzata tenendo ben
presenti alcuni parametri.

Vengo ora ad illustrarli.
1) Le passate manifestazioni del 17 e del 30, pur non essendo state
organizzate direttamente dai movimenti, hanno fornito lo spunto per rendere
manifesti i numeri che la sola scuola, e non tutta, riesce a mettere in
campo (in queste due occasioni non erano ancora presenti in massa le scuole
superiori e gli universitari). Ora, quindi, credo sia giunto il momento
perché questa del 29 non rappresenti una copia delle precedenti e che debba
dunque marcare delle differenze. Quali differenze? Innanzitutto quella dei
numeri. Siamo tutti noi consapevoli (qualcuno della rete faceva riferimenti ad un paio di milioni,
io sono dello stesso suo avviso) della grandezza dei numeri con i quali
questa volta ci stiamo misurando? Già ai tempi della Moratti eravamo tanti;
sì eravamo tanti, ma eravamo soli. Maggiormente la scuola elementare. Oggi,
lo sappiamo tutti, esistono tre grandi blocchi, universitari-superiori-
elementari, che al momento ancora non marciano compatti perché non hanno
ancora trovato le giuste modalità di coordinarsi, un po' per i tempi un po'
per difetti nella comunicazione. E' arrivato il momento credo di superare
questa difficoltà e soprattutto di non perdere un'occasione importante per
cui questo avvenga: quale migliore circostanza se non in occasione del 29?
E' già questa una grande differenza!!

2) Questa volta, se è vero che siamo tanti, un'altra differenza sostanziale
dovrà misurare senza possibilità di essere smentiti l'entità dei numeri.
Nell'opinione pubblica non dovrà restare solamente l'immagine solita dei
manifestanti che sfilano come sempre avviene, ma un numero. Un numero che
nessun Fede, Feltri o Giordano possa all'indomani mettere in discussione.
Dobbiamo trovare una modalità per contarci. Sì, contarci senza possibilità
di essere smentiti. Dovremo escogitare una modalità perché il numero possa
essere certificato dalla presenza dei media. Ritengo che dei bravi
universitari dell'ambito matematico possano mettere in atto un programma in
grado di operare una simile conta. E' anche questa novità rappresenta
un'altra grande differenza!!

3) Informare i partecipanti che in tale circostanza si andrà alla conta può
rappresentare inoltre dal punto di vista psicologico un'ulteriore
motivazione per esserci. Può spingere gli indecisi, gli sfiduciati, quelli che
pensano che approvato il decreto non ci sia più nulla da fare e gli stessi
attivisti a dare il meglio di se stessi nel coinvolgere quanti ancora non
sono partiti. Può infine essere uno stimolo in più perché le assenze
questa volta finiscono per avere un peso determinante e nessuno credo voglia
portare con sé l'onere di una tale responsabilità per non essere stato
presente. In occasione delle notti bianche e delle fiaccolate del 15 ottobre
si verificò una corsa alle adesioni proprio perché si era fatto leva sulla
motivazione a non dover mancare: ci fu un momento in cui era diventato
difficile stare dietro a tutte le adesioni che arrivavano una dopo l'altra e
il sito di retescuole sembrava essere impazzito a star dietro a tutte le
iniziative che andavano proponendosi. Anche contarsi
verrebbe, quindi, a marcare un'altra differenza!!

4) Queste differenze cos'altro potrebbero causare? Per esempio, potrebbero
interessare una parte dei media a trattare l'argomento in maniera diversa
dal solito. Potremmo indurli se debitamente imboccati a far parlare di noi
facendo leva su queste novità ed avere quindi un ritorno in termini di
visibilità prima ancora dell'evento; anzi rappresenterebbe per noi un
veicolo aggiuntivo oltre alla rete ed ai contatti diretti per raggiungere
quelle scuole e quelle realtà dove ancora non si è arrivati con le nostre
forze (una parte del meridione per esempio).

5) Partiti e sindacati che stanno "vivendo a nostro carico" in questo
periodo e che hanno ricevuto tanto in termini di visibilità dal movimento è
ora che vengano coinvolti e mettano a disposizione le loro strutture e le
loro organizzazioni. Se, per esempio, sarà necessario erigere un palco
nelle piazze delle città ed un relativo impianto voce bisognerà che qualcuno
possa farsene carico. Non credo possa ricadere tutto sulle nostre spalle.


Salvatore Conforti

Liceo Ginnasio Statale “Pilo Albertelli”

Documento del collegio docenti del Liceo Ginnasio Statale “Pilo Albertelli”
Il Collegio dei docenti del liceo classico Pilo Albertelli, riunitosi in seduta straordinaria il 24
ottobre 2008, esprime, unitamente al personale ATA, la sua netta contrarietà alle recenti misure
legislative prese dal Governo in materia scolastica 1.
Per quanto concerne la procedura di tali provvedimenti il Collegio Docenti rileva come la
modalità per Decreto Legge, con la quale vengono assunte decisioni così rilevanti per il paese,
impedisca qualunque confronto costruttivo sia in parlamento che nella società.
Il Governo, inoltre, attraverso lo strumento del regolamento riserva a sé e sottrae al Parlamento,
sede naturale per decisioni tanto delicate, la potestà di decidere sui futuri assetti ordinamentali,
senza neppure indicare quali “disposizioni legislative attualmente vigenti” siano oggetto di
delegificazione.
Per quanto concerne il contenuto, tali provvedimenti nascono da esigenze di contenimento della
spesa pubblica, come risulta evidente dall’art. 64 già citato e dallo Schema di piano programmatico,
i quali prevedono fra l’altro:
- l’aumento degli alunni per classe, senza peraltro tenere conto dell’inadeguatezza
degli edifici scolastici e delle condizioni di sicurezza imposte dalla legge 626 e, soprattutto,
della necessità di recuperare gli alunni in difficoltà e promuovere le eccellenze;
- la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, che non tiene conto
della professionalità acquisita e delle competenze specifiche sviluppate nell’esercizio della
professione docente e pone il docente nella condizione di dover frequentare corsi di
riconversione obbligatori;
- tagli consistenti del personale ATA, con un conseguente peggioramento dei servizi a
tutti i livelli, mentre da tempo vengono richieste prestazioni sempre più complesse agli
uffici di segreteria non accompagnate da adeguati investimenti in formazione;
- reinvestimento nella scuola del solo 30% delle economie derivanti dall’attuazione
della riforma, così da acuire le già gravi carenze dei finanziamenti necessari all’ordinario
funzionamento.
- la “ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la
razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari” (previsti dalla riforma
Moratti), che si concretizza essenzialmente nel taglio di tempo scuola in tutti gli ordini della
secondaria superiore e soprattutto negli istituti tecnici e professionali;
In particolare non pare condivisibile il contenuto del D.L. n. 137/2008 che, fra l’altro, prevede
l’introduzione nella scuola primaria del maestro unico e la riduzione del tempo scuola a 24 ore
settimanali. Si svaluta il prezioso patrimonio di competenze dei docenti elementari, che hanno
acquisito la capacità di lavorare in team, una specializzazione disciplinare e pedagogica
fondamentale per affrontare in modo efficace una realtà complessa che prevede anche la presenza di
bambini diversamente abili, con disagio e bambini stranieri.
Inaccettabili appaiono, poi, le proposte contenute nel Progetto di legge 953 Aprea, all’esame
della Commissione Cultura della Camera dei Deputati dal 12/05/08. Esso prevede tra le altre cose:
- La possibilità di trasformazione delle scuole statali in fondazioni, ovvero in Enti di
Diritto Privato;
- la trasformazione del consiglio di istituto in un consiglio di amministrazione e la
partecipazione agli organi di governo della scuola di partner esterni ;
1 Cfr art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e D.L. 01/09/08 n.
137, nonché Schema di piano programmatico previsto dal comma 3 dell’art. 64, che prevede al comma 4 del
medesimo articolo “uno o più regolamenti” finalizzati ad una revisione dell’attuale assetto ordinamentale; tali
regolamenti possono “modificare, ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto n. 400, le disposizioni legislative
attualmente vigenti”.
- una procedura di reclutamento del futuro personale sulla base di concorsi indetti
dalla singola istituzione scolastica, privi di una garanzia di oggettività ed omogeneità a
livello nazionale ed estremamente costosi sia per le istituzioni stesse che per i docenti;
- la soppressione delle R.S.U. di Istituto e la istituzione in loro vece di referenti
sindacali regionali.
Il ministro ha, inoltre, preannunciato il blocco totale delle assunzioni già previste ed approvate
nel Dpef dal precedente governo. Anche senza considerare i provvedimenti solo annunciati, nella
legge 133 già citata è stato effettuato un taglio di 8 miliardi di euro alle risorse previste per
l’istruzione. Sono previsti infatti, per il triennio 2009-11, tagli per circa 87400 docenti e 44500
ATA, e la chiusura di oltre 2000 sedi scolastiche (fonte governativa). Ed infine, con una mozione
approvata dal parlamento si impegna il governo alla formazione di “classi ponte” per i bambini
immigrati.
Il Collegio Docenti, unitamente al personale ATA, ritiene:
- che questi tagli, avranno come unico effetto l’impoverimento della scuola italiana a
cominciare dalle sue risorse professionali;
- che l’incremento del numero degli alunni per classe vada a discapito della qualità
della funzione docente e della possibilità degli alunni di accrescere le competenze;
- che la reintroduzione del maestro unico rappresenti - senza nessuna pregiudiziale
ideologica - un’involuzione pedagogica, didattica e professionale per la scuola primaria
italiana che secondo i dati dell’OCSE risulta essere al 6° posto nel mondo;
- che il previsto blocco delle assunzioni (a fronte di un’età media dei docenti di 50,8
anni nelle scuole superiori) non favorisca l’utile confronto di esperienze culturali e
generazionali diverse, oltre a non tenere conto dell’enorme numero di docenti e non docenti
precari che dopo anni di lavoro nella scuola si troveranno di fatto senza prospettive di lavoro
futuro;
- che la scomparsa della scuola pubblica in molte aree del territorio nazionale –
conseguenza della chiusura di molte piccole scuole – determinerà, oltre al disagio delle
famiglie, un intollerabile impoverimento culturale nelle tante zone periferiche presenti sul
territorio nazionale;
- che la formazione di classi ponte per bambini stranieri sia un provvedimento il quale
ostacola l’educazione all’integrazione e alla interculturalità professata da ogni parte politica
e realizzata con successo da anni con le classi indifferenziate (modalità che andrebbe al
contrario potenziata con ulteriori risorse, conservando la condivisione quotidiana delle
conoscenze e della socialità).
In ragione di quanto esposto si chiede la revoca delle misure legislative adottate e l’apertura di
un serio dibattito su un sistema scolastico bisognoso di innovazioni di cui siano protagonisti e non
terminali passivi gli operatori della scuola, le famiglie e gli studenti.

29 novembre manifestazione nazionale

*Lettera aperta agli studenti in lotta*
Sabato 29 novembre prossimo a Roma ci sarà una manifestazione nazionale di
solidarietà con il popolo palestinese. Noi saremmo felici che a questa
manifestazione partecipassero anche gli studenti che in queste settimane stanno lottando per affermare il loro diritto al futuro, per difendere la loro dignità e per ribadire che la crisi non devono pagarla coloro che ne sono vittime. Ma diritto al futuro, difesa della dignità e rifiuto di essere vittime di decisioni inaccettabili sono gli stessi obiettivi su cui si battono da generazioni i giovani palestinesi. Da anni infatti i palestinesi stanno combattendo per non scomparire dalla carta geografica del Medio Oriente e dall'attenzione politica internazionale. Il colonialismo israeliano, sostenuto dagli USA ma anche dall'Unione Europea, sta
cancellando i palestinesi. La manifestazione nazionale del 29 novembre vuole
impedire che questo avvenga in silenzio e sotto gli occhi del mondo.
*Il 29 novembre,** in* occasione della Giornata Mondiale di solidarietà con
il popolo palestinese, le comunità, le associazioni, le organizzazioni palestinesi in Italia si appellano all'opinione pubblica italiana, alle forze politiche, a tutti gli amanti della giustizia e della libertà – e dunque anche agli studenti che rappresentano tutto questo - perché dimostrino di essere a fianco della giusta causa del popolo palestinese.
Oggi, mentre assistiamo all'orrore del ritorno di certi rigurgiti razzisti in Europa, intravediamo il pericolo di nuove guerre e stragi di civili in Medio Oriente. Vorremmo vedere gli studenti, i cittadini, le associazioni, i comitati di solidarietà, gli immigrati, manifestare tutti insieme per il diritto all'autodeterminazione dei popoli oppressi e il trionfo della pace e della giustizia.

*Sabato 29 novembre vorremmo* *vedere nel corteo di solidarietà con la Palestina a Roma tanti operai, tanti giovani, tante donne; vi invitiamo tutti a manifestare con noi:*
*per la fine dell'occupazione coloniale e militare israeliana della Palestina*
*per il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi, come previsto dalla risoluzione Onu 184 *
*per uno stato palestinese sovrano con Gerusalemme capitale*
*per la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane*
*per lo smantellamento del regime di apartheid e delle colonie israeliane *
*per lo smantellamento dell'assedio imposto alla Striscia di Gaza*
*per la revoca degli accordi di cooperazione militare Italia – Israele e il ritiro delle truppe dai vari teatri di guerra *

*Campagna "2008 anno della Palestina"*
*Per informazioni :
*scrivete e chiedete a :annodellapalestina@libero.it, chiamate il 377
1153384 – 347 1845229*
*Consultate il sito: www.forumpalestina.org *

Mozione blocco attività aggiuntive Liceo "Giordano Bruno" Roma

Mozione blocco attività aggiuntive Liceo "Giordano Bruno" Roma

Il personale docente e non docente del Liceo ³Giordano Bruno² di Roma,riunito in assemblea sindacale il giorno 10 novembre 2008, esprime grandepreoccupazione per le proposte legislative di politica scolastica delGoverno Berlusconi, ritenendo che la loro attuazione possa costituire, daora e per i prossimi anni, un forte danno per tutto il sistema pubblicod¹istruzione, per la qualità della scuola, per l¹occupazione e la dignità ditutti i lavoratori della stessa.Consapevoli che l¹attuale situazione sociale ed economica richiede unprofondo ripensamento del sistema scolastico italiano, esprimiamo la nostracontrarietà rispetto a quanto sta avvenendo a seguito della conversione inlegge 133/2008 del decreto 112/2008 e con la prevista prosecuzione di talilinee guida nell¹ambito della scuola superiore, situazione aggravatadall¹ultimo definitivo attacco alla scuola pubblica messo in atto dal P.d.L.953, a firma Aprea.Gli aspetti che riteniamo inaccettabili dei documenti citati sono iseguenti: 1. In questi provvedimenti non vediamo nessun progetto didattico e formativoma il criterio prevalente è la realizzazione di un¹economia di spesa cheporterebbe a un taglio di 7 miliardi e 800 milioni di euro delle risorsescolastiche per i prossimi tre anni. Questi ³risparmi² inciderannopesantemente sulla qualità della scuola in un momento in cui è inveceindispensabile investire nella formazione dei nostri studenti.2. Più in particolare i tagli del personale della scuola produrranno:€ aumento del numero di studenti per ogni classe (oltre i 32 alunni perclasse)€ difficoltà a garantire la continuità didattica negli anni€ un rallentamento, se non un blocco, nel rinnovamento del personale: moltoscarsa sarà la possibilità di assunzione di docenti più giovani.€ trasformazione degli insegnanti in una sorta di ³tuttologi² che potrannoessere chiamati ad insegnare materie per le quali non sono competenti aseguito dei ventilati accorpamenti delle classi di concorso€ drastica riduzione del tempo scuola (30/32 ore dalle attuali 36 di media)3. Per quanto riguarda più direttamente il nostro Istituto esprimiamo vivapreoccupazione perché:€ la prevista cancellazione delle nostre maxisperimentazioni del Liceo dellescienze sociali, Liceo linguistico e Liceo Scientifico, non tiene contodelle buone pratiche attuate e dello sforzo di progettazione autoriformatoreche ha supplito alla mancanza di una riforma organica della secondariasuperiore. Ribadiamo, perciò, la nostra contrarietà rispetto a cambiamentidi sistema che non si fondino sulla valorizzazione di esperienze giàesistenti e pagate, negli anni, con i soldi dei contribuenti.€ a tutt¹oggi, vista l¹assenza di un preciso progetto di riassetto dellascuola superiore, non siamo in grado di presentare alle famiglie un¹offertadei corsi attuabili nel prossimo anno scolastico.In conclusione siamo contrari a questo modello di scuola che non èinclusivo, accogliente e attento ai bisogni dei singoli studenti, anche deipiù deboli.Se a questo aggiungiamo il Protocollo di intesa sui contratti del pubblicoimpiego firmato da Cisl, Uil, Ugl, Confsal il 30 ottobre, che apre scenarifuturi estremamente preoccupanti sul sistema di regole per i rinnovicontrattuali del comparto, e i risibili aumenti previsti dall¹atto diindirizzo del Dipartimento della funzione pubblica per aprire la trattativatra sindacati scuola e Aran sul rinnovo della parte economica (il biennio2008-2009), il quadro dell¹attacco ai lavoratori e alla scuola pubblica ècompleto. In conseguenza della situazione descritta, in linea con le altre scuoledella città e del paese, proclamiamo fino alla fine del I quadrimestre,IL BLOCCO TOTALE DELLE ATTIVITA¹ EXTRACCURRICOLARI ED EXTRACONTRATTUALI NONOBBLIGATORIE E, CONCRETAMENTE: BLOCCO DEI PROGETTI SCOLASTICI EDEXTRASCOLASTICI (ESCLUSO QUELLI RIGUARDANTI GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI),DELLE RIUNIONI DEI DIPARTIMENTI, COMMISSIONI, GRUPPI DI LAVORO. BLOCCO DELLEORE ECCEDENTI L¹ORARIO DI CATTEDRA PER LA COPERTURA DI SUPPLENZE, BLOCCO DEIVIAGGI DI ISTRUZIONE E DELLE VISITE GUIDATE, L¹AUTOSOSPENSIONE DALLAPARTECIPAZIONE AI LAVORI DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO DEI PROPRIRAPPRESENTANTI.Si chiede inoltre, in primo luogo ai suddetti rappresentanti ma anche atutte le altre componenti, di non votare nel Consiglio di istituto dell¹11novembre 2008 nessuna delibera che autorizzi alcuna delle attività di cuisopra.La Rappresentanza Sindacale Unitaria è invitata a diffondere questodocumento in tutte le sedi opportune.Roma, 10 novembre 2008

LA CONTROINFORMAZIONE

LA CONTROINFORMAZIONE
La mobilitazione contro le misure del governo deve continuare, ma non si può prescindere dall'informazione, anzi direi dalla controinformazione, visto quello a cui assistiamo su tutti i media. La controinformazione nel nostro caso è lettura delle norme, che per i docenti "non dovrebbe" essere un problema, per cui essi possono essere guida e supporto per tutto il resto dei soggetti coinvolti nella scuola. Le norme in questione sono:

1) legge 133/08 (la cosiddetta finanziaria d'estate) e in particolare gli articoli:

art 15) costo dei testi scolastici

art 16) trasformazione delle università in fondazioni

art 64) entità (7,830 miliardi ? in tre anni, comma 6) e criteri (comma 4) per tagliare risorse alla scuola statale

art 66) blocco del turn over nella pubblica amministrazione e in particolare entità (1,450 miliardi ? in tre anni, comma 13) dei tagli nel Fondo di Funzionamento Ordinario per le Università

2) Schema di piano programmatico del MIUR: è previsto dalla L133/08 (art 64 comma 3) ed elaborato dal MIUR; esso passa in rassegna, nel dettaglio, tutti i provvedimenti che il ministero dovrà adottare per tagliare nella scuola statale nei prossimi tre anni scolastici. Di ciascun provvedimento vengono dettagliati i risparmi di spesa conseguenti, in termini di posti di lavoro in meno per un ammontare complessivo di 87.400 docenti e 44.500 ATA. Converrà far comprendere bene che a pagare questa stretta saranno quasi soprattutto docenti e ATA precari.

3) legge 169/08 (ex DL 137 o decreto Gelmini): rappresenta il primo passo del percorso che porterà ai risparmi di spesa previsti. Questo primo passo tocca per ora solo le scuole elementari (insegnante unico, orario di 24 ore). Esso contiene anche altre norme che riguardano argomenti di cornice (voto in condotta, voti in scala dieci, studio della costituzione, testi scolastici, graduatorie .)

4) disegno di legge Aprea n° 953 di prossima approvazione: si tratta della vera e reale riforma della scuola di questo governo e prevede che le scuole diventino fondazioni con l'ingresso di sponsor privati nel suo governo e la trasformazione dei consigli di istituto in consigli di amministrazione. Inoltre si rivoluziona lo stato giuridico dei docenti e si istituiscono sistemi di assunzione a chiamata diretta con i concorsi di scuola. Si separano i contratti di lavoro tra docenti e ATA e si aboliscono le RSU di istituto.

La controinformazione ha lo scopo di rendere consapevoli settori sempre più ampi di cittadini di qual è il disegno di questo governo per la Scuola Statale ed avviare quel dibattito nel paese che ci è stato negato. Solo così ognuno potrà formarsi un'idea, un'opinione e condividere o contrastare tali provvedimenti.

Allora, secondo il mio parere, occorre prevedere momenti assembleari con i genitori che vanno organizzati al più presto in orario serale e potrebbero prevedere la produzione di documenti snelli informativi da far pervenire a coloro che non riusciranno ad essere presenti.

Inoltre, a mio avviso, occorre dare tutto il nostro contributo ai momenti assembleari degli studenti, sia di istituto che di classe. Questi momenti di confronto vanno stimolati, supportati e ricondotti ad un uso civico, perché rappresentano un momento fondamentale di educazione alla partecipazione attiva dei futuri cittadini. E' scontato che il nostro apporto a tali momenti di confronto e approfondimento dovrà garantire voce alla pluralità di posizioni che esistono su questi temi.

LE FORME DI LOTTA

Occorre pensare a forme di lotta che siano sostenibili nel lungo periodo, perché lunghi saranno i tempi della resistenza a questa azione demolitrice della Scuola Statale Italiana.

Non possiamo pensare che siano solo gli scioperi lo strumento di lotta a questo disegno del governo; essi potranno essere i brillanti che impreziosiscono, a scadenze ragionate, lunghe catene preziose di eventi di resistenza quotidiana.

Allora occorre dare libero sfogo alla creatività e pensare a tante iniziative da realizzare nel tempo, che a mio avviso dovrebbero avere queste caratteristiche:

a) diffondere sempre di più la conoscenza dei piani del governo sulla scuola statale italiana, tra tutte le componenti dell'istituto

b) rendere più ampia possibile la rete di alleanze nel tessuto della cittadinanza, perché la scuola è un bene comune, anche di chi non ha figli o nipoti che la frequentano

c) dare risonanza mediatica al nostro disaccordo e avere la funzione di raggiungere il maggior numero possibile di cittadini, a partire dai genitori dei nostri ragazzi ma non solo.

d) rendere evidente a tutti il drammatico disagio in cui versano le scuole a causa di un continuo impoverimento delle risorse che negli ultimi 20 anni ha pesantemente colpito ogni istituzione scolastica (almeno 70 miliardi di euro in meno in quest'arco di tempo) e costretto le famiglie ad un'autotassazione volontaria che nessuna statistica prende in considerazione e che sarà sempre più pesante a causa degli ulteriori tagli previsti.

e) rendere evidente a tutti che buona parte della riuscita dell'azione delle scuole è affidata al volontarismo, sempre mal retribuito e spesso non retribuito affatto, del personale della scuola (docenti e ATA). Occorre cioè rendere evidente che quanto previsto dagli obblighi di servizio non è sufficiente a perseguire gli obiettivi di un'istituzione scolastica e che negli anni piuttosto che regolamentare e adeguatamente compensare nello stipendio base tali necessità si è preferito affidarle alla buona volontà e alla coscienza di pochi, che spesso hanno lavorato gratis e per il resto vergognosamente sottopagati.

f) coordinarsi nel territorio con tutti gli ordini di scuola, perché non si tratti di iniziative isolate; ma il coordinamento è necessario anche ai livelli superiori, provinciale, regionale, nazionale; per questo può essere utile un Coordinamento Scuole Cittadino che si occupi di armonizzare e far circolare le proposte delle diverse realtà e si tenga in stretto contatto con le altre iniziative provinciali, regionali, nazionali.

g) per rinforzare ciascuna delle cose fin qui scritte si potrebbe pensare ad un sito locale autogestito (blog o altro) che diventi punto di riferimento per il territorio e luogo di coordinamento col resto del paese. Esistono già piattaforme predisposte a questo scopo; ad esempio il sito Retescuole ne propone una che potrete vedere all'indirizzo www.forumscuole.it , con ancora solo poche città che l'hanno adottata (Napoli, Venezia, Padova, Senago).

Dai criteri elencati si capisce che a differenza di altri settori, a mio avviso, non si può pensare ad azioni di lotta che creino disagio, perché esso sarebbe tale solo per coloro che dovremmo avere al nostro fianco come alleati. Per come la vedo io siamo condannati a diventare maggioranza, a far sì cioè, che le nostre ragioni (le ragioni della Buona Scuola della Repubblica intendo non quelle sindacali del personale) siano patrimonio della maggioranza dei cittadini.

Non sono un grande creativo, ma penso che già a partire dai prossimi consigli di insediamento dei rappresentanti dei genitori o meglio ancora dai ricevimenti generali, dovremmo trovare modalità discrete e non invasive per rendere palese il nostro disagio (fascia nera al braccio, volantone fuori dalla porta della scuola, adesivi in difesa della scuola statale .).

La proposta di bloccare le gite di istruzione mi trova d'accordo solo se inserita in un quadro più ampio di azioni e se concordata e condivisa preventivamente con studenti e famiglie. Non credo - e non penso che dovremmo perseguirlo in tempi di crisi come questi - che mettere in crisi un settore economico - le agenzie di viaggio - dia forza alle nostre ragioni né penso che i lavoratori di quel settore siano stimolati per questo a scendere al nostro fianco.

Se si vuole tessere una rete di alleanze con gli altri settori del mondo del lavoro sono altre le strade da seguire e, qui sì, non possono che portare ad uno sciopero generale nazionale di tutte le categorie in difesa della scuola statale come bene costituzionale di ogni cittadino. Un grande ruolo potrebbero svolgerlo le OOSS e se anche tutte non dovessero starci occorrerebbe che qualcuna di esse trovasse il coraggio di intraprendere questo percorso. Il ruolo dei docenti in questo senso potrebbe essere fondamentale e penso ad esempio alla partecipazione di "docenti informati sui fatti" ad assemblee di fabbrica o di settore in preparazione dello sciopero generale.

La proposta che io faccio è di un blocco temporaneo (in termini di settimane) di tutte le attività aggiuntive della scuola, che essendo facoltative non possono essere considerate come interruzione di pubblico servizio. L'azione dovrebbe essere preceduta e accompagnata da azioni tese ad ottenere la compartecipazione e la condivisione di studenti e genitori. I Dirigenti Scolastici, per il loro ruolo istituzionale dovranno essere i mediatori col ministero, attraverso la catena gerarchica, delle ragioni di tali azioni, e ciascun istituto dovrà pretendere che di queste giunga notizia ai piani alti tramite il dirigente scolastico, pena l'allungamento temporale del blocco.

hasta siempre

francesco Carpi (MO)

LETTERA APERTA AI GENITORI DELLA GIAN BATTISTA VICO

AI GENITORI
DELLA GIAN BATTISTA VICO
La questione è semplice: la scuola pubblica rappresenta per tutti i cittadini, l'unica vera possibilità di crescita sociale ed economica.
Senza istruzione non esiste futuro.
Una società che non garantisce l'istruzione a tutti, senza alcuna distinzione di razza-religione e stato sociale, genera ingiustizia e prevaricazione.
Tenere un popolo nell'ignoranza è lo strumento più efficace che da sempre gli oppressori usano per mantenere e consolidare il proprio potere.
Ora è necessario capire che dietro il decreto legge 137, attraverso il quale il ministro della pubblica istruzione Gelmini pretende di riformare la scuola, c'è il vuoto assoluto:
manca un progetto didattico e la scelta di tornare all'insegnante unico, oltre ad essere priva di qualsiasi fondamento pedagogico, non corrisponde alla vera sostanza della manovra legislativa che in realtà mira a sottrarre alla scuola, otto miliardi di euro in tre anni.
Anche noi pensiamo che ci sia bisogno di riformare la scuola pubblica italiana, ma al contrario del nostro ministro, pensiamo che si possa e si debba migliorare possibilmente investendo denaro, di sicuro non sottraendone.
Pensiamo che, all'interno delle nostre scuole, si debbano costituire delle biblioteche con annessi bibliotecari che possano stimolare alla lettura i nostri ragazzi.
Pensiamo che si debbano realizzare dei laboratori informatici e di lingue straniere .
Pensiamo che si debbano sviluppare ed intensificare progetti legati allo sport, al teatro, alla musica, alla conoscenza e alla tutela del nostro territorio.
Pensiamo che debbano essere previste nuove figure pedagogico-professionali, capaci di incoraggiare l'integrazione dei giovani studenti stranieri con i nostri bambini, attraverso la conoscenza delle varie culture e religioni di appartenenza.
Pensiamo quindi, che le basi di una riforma scolastica seria, debbano essere costituite da un progetto ampio ed approfondito, attraverso il quale la scuola possa evolvere e sia capace di formare ragazzi e ragazze pensanti, non automi allineati per due con fiocco, grembiule e riverenze, come unico bagaglio culturale.
Questo decreto legge, illecitamente chiamato riforma, mina alle fondamenta la nostra libertà.
Quando le scuole si chiameranno "fondazioni", quando i coordinatori scolastici si chiameranno manager, non esisterà più alcuna possibilità di scelta.
Tutti noi saremo schiacciati da una volontà omologatrice e ci verrà imposto come e cosa pensare e quanto pagare!
Forse qualcuno si potrà sentire alleviato dalla fatica del lavoro celebrale?
Certamente saremo soverchiati da un peso enorme, il peso della volontà altrui.
Non lasciamo che tutto ciò avvenga senza alcuna forma di ribellione consapevole e pacifica.
Incontriamoci, parliamo, informiamoci, è in gioco la nostra libertà e il futuro dei nostri figli.

In un periodo di crisi economica, un popolo deve necessariamente confidare nell’unico salvadanaio possibile: la scuola, luogo in cui le piccole menti diventano grandi.

INCONTRO DI RETE SCUOLE ROMA NORD

INCONTRO DI RETE SCUOLE ROMA NORD
28 ottobre 2008– liceo Mamiani

Si è svolta oggi, nell’Aula Magna del Liceo “T. Mamiani” di Roma, un’affollata assemblea di docenti, genitori e studenti delle scuole dei Municipi XVII, XVIII, XIX e XX, per discutere una strategia di difesa della Scuola Statale dalle attuali politiche governative; si sono anche concordate delle linee generali da seguire per costituire un Coordinamento di Roma Nord-Ovest. Dal dibattito sono emerse le seguenti proposte:
I. Politica scolastica:
a)È prioritario impedire che venga approvato di Disegno di Legge 953/2008 (Aprea), che segnerebbe la fine della Scuola Statale prevista dalla Costituzione.
b)Occorre investire massicciamente nella Scuola Statale, invertendo la rotta che sta per portarla al naufragio. Bisogna pertanto individuare altri settori cui tagliare i fondi, come ad esempio le spese militari, gli stipendi d’oro di alcune categorie, gli sperperi per il mantenimento della classe politica; urge una lotta veramente efficace contro la corruzione, l’evasione fiscale, la criminalità organizzata).
c)È assolutamente necessario aumentare sensibilmente i salari di tutto il personale scolastico (docenti e ATA), controllandone altresì l’operato sotto l’aspetto dell’impegno e della dedizione al lavoro, nel più profondo rispetto, comunque, della libertà d’insegnamento sancita dalla Costituzione.
d)Bisogna potenziare l’accoglienza dei migranti e dei disabili, non discriminarli, onde realizzare una scuola dell’accoglienza, non della separazione.
e)È necessario assumere i precari fino a copertura dei posti vacanti, per aumentare la stabilità delle cattedre e quindi la qualità del servizio scolastico. Bisogna inoltre aumentare il numero dei docenti in servizio, al fine di diminuire sensibilmente il numero di alunni per classe.
f)Occorre riprendere, adattare e presentare di nuovo la legge di iniziativa popolare fatta pervenire in parlamento nel febbraio 2006 dopo la raccolta di centomila firme (Norme generali sul sistema educativo di istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. Sito web: http://www.leggepopolare.it/ieri/ ).

II. Proposte operative per le prossime azioni del Movimento:
1.Raccogliere le firme per promuovere il referendum abrogativo della cosiddetta “Riforma” scolastica che sta per essere approvata dal Parlamento.
2.Portare fiori durante le manifestazioni per testimoniarne l’aspetto non violento.
3.Scrivere una lettera chiedendo le dimissioni di Cossiga dalla carica di senatore a vita, a causa della gravità delle sue recenti dichiarazioni.
4.Contrastare i decreti attuativi della legge di riforma della scuola; continuare a tenere vivo l’interesse per questo problema con riunioni ed assemblee di rete di scuole; creare un monitoraggio dei servizi scolastici.
5.Creare un dossier sugli aspetti finanziari che caratterizzano lo Stato italiano, e diffonderlo mediante collegamenti in rete e comunicati esterni; potenziare la comunicazione a livello locale mediante le mailing list; proporre agli amministratori locali la disobbedienza civile, ossia il rifiuto di firmare decreti e ingiunzioni iniqui.
6.Istituire un Coordinamento permanente della rete di scuole, per organizzare le forme di lotta spontanee e per costruire un osservatorio permanente; promuovere assemblee che informino e diffondano idee e iniziative; raccogliere i documenti prodotti finora e in futuro dalle scuole per creare un documento unico con proposte operative.
7.Organizzare una grandissima manifestazione nazionale, curata in maniera capillare, e trovare il modo di contare tutti noi partecipanti, vista e considerata l’importanza che i numeri rivestono nella propaganda dell’attuale Governo. L’idea della manifestazione nazionale in questo momento rappresenta il punto più alto di coincidenza della protesta da parte di tre grossi protagonisti: i genitori e gli insegnanti della scuola elementare; gli studenti e i prof. delle scuole superiori ed infine gli studenti e i professori universitari.
8.Portare la nostra protesta fuori dai confini nazionali, chiedendo aiuto all’Unione Europea.

Nel corso dell’Assemblea si è anche ribadito che l’approvazione della “Riforma” Gelmini da parte del Senato non sarà una sconfitta del Movimento di protesta, ma un grande autogol del Governo: un boomerang, che metterà in luce l’arroganza di chi ha deliberatamente ignorato la voce di milioni di persone in tutto il Paese, dimostrando di non tenere in alcun conto la volontà popolare. Questa prepotente casta di intoccabili, pronta in passato a legiferare per garantirsi l’impunità da qualsiasi illecito, dovrà proseguire il proprio cammino come in questi giorni, fisicamente assediata dall’ostilità di un numero sempre maggiore di cittadini di ogni tendenza politica, disillusi dalla disonestà intellettuale dei propri governanti. Continuino pure, come stanno facendo, con sfrontatezza e boria, a manipolare l’informazione, definendo chi protesta “frange di sbandati estremisti”; sarà l’evidenza stessa dei fatti a smentirli in modo clamoroso e grottesco.
Il Coordinamento Scuole Roma Nord-Ovest

DOCUMENTO DELL’ ITIS “ENRICO FERMI” DI ROMA

DOCUMENTO DELL’ ITIS “ENRICO FERMI” DI ROMA

“Il nostro sistema d’istruzione sta vivendo da anni una preoccupante crisi”. Così si apre lo Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione (articolo 64 del Decreto Legge 25/06/2008 n. 112 convertito in legge 06/08/2008 n. 133). E’ vero!
Ma questo Decreto è l'orazione funebre della scuola pubblica statale italiana!
Il valore dell'istruzione e il valore della cultura non appaiono più come assi portanti della scuola, diventano solo elementi di facciata per coprire i veri obiettivi del governo, quelli economici.
Otto miliardi di euro di tagli in tre anni e centotrentamila posti di lavoro in meno.

In questo clima di incertezza e di preoccupazione per il futuro della scuola pubblica italiana il personale dell’ITIS Enrico Fermi esprime la propria preoccupazione rispetto al “piano di riforma Gelmini”, sottolineando il proprio dissenso sui seguenti punti:
1La modalità per Decreto Legge con la quale vengono prese decisioni così rilevanti per il paese che impedisce qualunque confronto costruttivo; assoluta mancanza di un dibattito parlamentare o di contrattazione sindacale
2L’approssimazione con cui vengono proposte nuove riforme senza alcuna discussione dei principi pedagogici sottesi, nascondendo la mera motivazione finanziaria di ridurre l’impegno pubblico nella scuola
3Il peggioramento progressivo della qualità dell’istruzione e della cultura nazionali che tale piano di riforma avvierà
4L’incremento del numero degli alunni per classe, a discapito della qualità della funzione docente e della possibilità degli alunni di accrescere le competenze
5Il drastico taglio dei già scarsi finanziamenti destinati all’Istruzione Pubblica Statale
6La difficoltà e onerosità del lavoro del previsto “maestro unico” nelle Scuole Elementari, in un’epoca in cui sarebbe semmai auspicabile una maggiore differenziazione delle competenze
7L’esclusione di fatto dal lavoro di migliaia di lavoratori precari che costituiscono una componente essenziale per il funzionamento ordinario della scuola
8La prevista riduzione oraria negli istituti secondari superiori, con riferimento in particolare agli istituti tecnici che subiranno un taglio dell’orario di lezione da 36 a 32 ore, che denota una visione dequalificante del valore dell’istruzione
9Il taglio delle compresenze nelle attività di laboratorio, fino al 30% dei posti degli insegnanti tecnico pratici e assistenti tecnici
10La netta riduzione del riconoscimento economico per le attività prestate dal personale non docente, che viene decurtato nel numero e dequalificato nelle funzioni
11La procedura per il reclutamento del futuro personale della scuola che prevede l’assunzione diretta da parte del Dirigente Scolastico
12L’accorpamento delle classi di concorso, finalizzato alla massima mobilità dei docenti
13La chiusura di scuole che non rispettino i tetti fissati per le iscrizioni, i tagli per l’educazione degli adulti con conseguente soppressione di numerosi corsi serali
14La progressiva sottrazione di fondi che costringe le famiglie ad intervenire economicamente per rendere possibili attività di sviluppo dell’offerta formativa
15La possibile trasformazione delle scuole in Fondazioni, premessa, al processo di privatizzazione, così come sta avvenendo per le Università

Per questi motivi chiediamo la revoca dei provvedimenti legislativi annunciati e l’apertura di un serio dibattito sul sistema scolastico italiano.
Il diritto a manifestare il nostro dissenso si esprimerà attraverso le seguenti modalità:
iniziative in difesa del valore della cultura
partecipazione alle diverse iniziative e mobilitazioni indipendentemente dalle sigle da cui sono state indette
intensificazione del confronto e del dibattito tra le scuole del territorio
sospensione delle attività non previste dal contratto nazionale
assemblee pubbliche per realizzare una corretta informazione,in quanto la scuola è bersaglio, da tempo, di una sistematica opera di denigrazione e svalutazione
coinvolgimento delle famiglie e degli studenti

MOZIONE del Collegio dei Docenti L. Lombardo Radice

MOZIONE
del Collegio dei Docenti dell' I.T.C.S. L. Lombardo Radice e Liceo Linguistico

Il Collegio dei Docenti dell'Istituto Tecnico Commerciale Statale per Programmatori e Liceo Linguistico “ Lucio Lombardo Radice” di Roma

ESPRIME

il proprio dissenso nei confronti del decreto del ministro Gelmini, sia nel metodo che nel merito. Il metodo,  cioè  l'uso del decreto legge, è criticabile in quanto lo strumento legislativo scelto evidenzia un approccio semplificatorio e autoritario ai problemi della scuola. L'uso del  decreto legge per imporre dall'alto, senza una discussione  tra le forze politiche in Parlamento, tra le forze sindacali,  le associazioni professionali, tra i genitori e tra i docenti in generale, è molto preoccupante. I cambiamenti della scuola, che riguardano gli  assetti presenti e futuri della nostra società e il futuro delle nuove generazioni, devono essere oggetto di discussione seria, profonda e competente e non possono essere affidati agli umori di un'opinione pubblica distratta e manipolata. In generale il decreto si inserisce sulla scia di un'onda lunga neo-liberista, peraltro declinante a livello mondiale come dimostra l'intervento, effettuato in Usa e in Europa dalle banche centrali,  con centinaia di miliardi di dollari  e di euro per salvare le banche dal collasso finanziario. L'attacco alla scuola pubblica è parte di un attacco allo stato sociale e ai diritti conquistati, con lotte e sacrifici, a partire dagli anni '60 del Novecento. Nel merito il Collegio dei Docenti esprime una posizione di deciso dissenso per i contenuti del decreto e complessivamente dell’azione legislativa posta in essere nei confronti della scuola. I recenti interventi legislativi non sono ispirati né da motivazioni didattiche, né da istanze pedagogiche, né da sensibilità educativa, e sono palesemente incoerenti con gli obiettivi europei definiti dal Trattato di Lisbona.
In particolare:

la riduzione del tempo scolastico, a qualunque grado del curricolo, è considerata fortemente lesiva del diritto allo studio e all’istruzione acquisito negli anni dagli studenti della scuola italiana;

la proposta di restaurazione del “maestro unico” non risulta confortata da alcuna riflessione pedagogica unanimemente accettata, anzi appare in contraddizione con i risultati dell’analisi comparativa dei sistemi scolastici europei, dai quali risulta l’efficacia dei processi didattici ed educativi della scuola primaria italiana;

i pesantissimi tagli dei finanziamenti all’Università e alla Ricerca, comprometteranno un settore essenziale per lo sviluppo economico-sociale del nostro Paese;

la trasformazione degli istituti scolastici in fondazioni, indebolirà il ruolo fondamentale e unico di formazione della cittadinanza attiva svolto dalla scuola italiana, contribuendo di fatto allo scardinamento della sua funzione di istituzione pubblica;

il ridimensionamento del monte orario curricolare di tutti gli ordini di scuola, che,sottraendo opportunità agli studenti, risulta contraddittorio con le necessità di una formazione adeguata ad un contesto complesso come quello della società attuale;

l’incremento del rapporto alunni/docente, renderà difficile o addirittura impossibile qualsiasi intervento didattico individualizzato;

la riduzione della dotazione organica del personale ATA comprometterà il normale svolgimento dell’attività didattica;

il ridimensionamento della rete scolastica, con la soppressione di importanti presidi culturali
in aree sensibili del paese, e il ridimensionamento dei corsi di istruzione per gli adulti;

il superamento delle attività di co-docenza e il contenimento delle attività in compresenza.

Pertanto questo Collegio

PROTESTA

fermamente contro l’approvazione del Decreto Gelmini.


I Docenti del Collegio dei Docenti dell'Istituto Tecnico Commerciale Statale per Programmatori e Liceo Linguistico “ Lucio Lombardo Radice” di Roma.

Approvato all’unanimità nella riunione del Collegio dei Docenti del 29 ottobre 2008.

PIANO DEI MINISTRI TREMONTI E GELMINI

Il documento e' stato elaborato da un gruppo di docenti del Liceo Kant Roma
PIANO DEI MINISTRI TREMONTI E GELMINI PER LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ

Il piano dei ministri Tremonti e Gelmini per la scuola e l’Università italiana non costituisce un serio disegno di riforma. Si tratta di un taglio di risorse massiccio e indiscriminato.

Tutto è stato o sarà imposto e approvato attraverso voti di fiducia che impediscono qualsiasi dibattito o modifica in Parlamento e qualsiasi confronto con i docenti, le famiglie e gli studenti.

Alle Università saranno sottratti 1,44 miliardi di euro di finanziamenti pubblici in 5 anni. Le Università saranno obbligate a trasformarsi in Fondazioni che dovranno reperire autonomamente le risorse necessarie al loro funzionamento. In pratica, è facile prevedere che saranno le famiglie a dover pagare diverse migliaia di euro all’anno per permettere ai propri figli di laurearsi.

Alla scuola elementare, media e superiore saranno sottratti 7 miliardi e 800 milioni di euro in 3 anni attraverso una subdola e pericolosa manovra che prevede:

1 – aumento del numero di alunni per classe;

2 – riduzione di fatto dell’obbligo scolastico a 14 anni dai 16 attuali;

3 – trasformazione delle scuole in Fondazioni, che saranno di fatto obbligate a reperire autonomamente almeno una parte delle risorse loro necessarie, con il conseguente prevedibile aumento dei “contributi” a carico delle famiglie;

4 – ritorno al maestro unico nella scuola elementare, distruggendo una scuola considerata da tutti gli studi internazionali fra le dieci migliori al mondo;

5 – eliminazione di fatto del tempo pieno nella scuola elementare o sua trasformazione in un “parcheggio bimbi” privo di qualsiasi valore educativo;

6 – affidamento dell’insegnamento della lingua inglese nella scuola elementare a una maestra non laureata in lingue, ma “opportunamente specializzata” attraverso un ridicolo corso di 150-200 ore;

7 – eliminazione di fatto del tempo prolungato nella scuola media;

8 – riduzione dell’orario scolastico standard nella scuola media;

9 – riduzione dell’orario scolastico standard nei Licei;

10 – riduzione dell’orario scolastico standard negli Istituti Tecnici e Professionali;

11 – drastica riduzione degli indirizzi di studio degli Istituti Tecnici e Professionali;

12 – eliminazione indiscriminata di tutte le sperimentazioni scolastiche;

13 – riduzione del numero di scuole serali per adulti e del numero di materie in esse insegnato;

14 – accorpamento delle cosiddette classi di abilitazione (in sostanza delle materie di insegnamento) con il risultato che decine di migliaia di docenti saranno costretti ad insegnare materie di cui non sono specialisti;

15 – la prevista eliminazione dei concorsi e delle Scuole di Specializzazione per l’accesso alla professione docente. I professori del futuro saranno scelti direttamente dai Presidi con il rischio di sprofondare nel più squallido clientelismo e malaffare;

16 – la prevista chiusura di un gran numero di scuole situate in piccoli centri o in zone isolate.

Tali scelte porteranno, in soli tre anni, al taglio di almeno 87.000 docenti e di 44.000 lavoratori amministrativi, tecnici e ausiliari. Si tratterà nei fatti del blocco di qualsiasi assunzione di nuovo personale e dell’espulsione dal sistema scolastico di quasi tutti i cosiddetti “precari” (e dei supplenti) i quali, nel corso degli ultimi anni, a costo di duri sacrifici personali, hanno garantito il buon funzionamento di tutte le scuole.

Di fronte a un tale quadro, e’ facile intuire come una serie di misure sbandierate a destra e a manca come un positivo ritorno ai “bei tempi antichi” (il voto in condotta, il grembiulino per i bimbi, i voti espressi in numeri) siano solo uno specchietto per le allodole.

VOGLIAMO PIU’ FUTURO PER TUTTI

Assemblea delle Scuole del IX Municipio

Mercoledì 12 ore 16:30
Assemblea delle Scuole del IX Municipio
c/o liceo BERTRAND RUSSELL
Via Tuscolana 208, 00182 Roma

Ordine del giorno
-costituzione coordinamento municipale e partecipazione al coordinamento cittadino
- aggiornamenti sull' iter della riforma
- resoconto assemblea cittadina
- programmazione prossime iniziative a livello municipale e cittadino e costruzione di una rete municipale
di opposizione alle politiche del governo n materia di scuola, istruzione e ricerca.

COORDINAMENTO SCUOLE ROMA NORD 11 NOVEMBRE

ASSEMBLEA DEL COORDINAMENTO SCUOLE ROMA NORD,
11 NOVEMBRE 2008, LICEO “MAMIANI” DI ROMA

Manifestazione nazionale in difesa della scuola pubblica del 29.11.2008;

MOZIONE FINALE DELL’ASSEMBLEA:
1.Ogni scuola diventi un presidio per la difesa del diritto allo studio, delle pari opportunità e della democrazia, così da far capire che i Docenti, i Genitori e gli Studenti sono in prima linea nella difesa della Scuola Statale, dell’Università Statale, del futuro di tutti e della democrazia garantita dalla Costituzione del 1948, nata dalla Resistenza e dall’antifascismo.
2.L’Assemblea aderisce alla manifestazione del 29 novembre promossa dai movimenti di Roma e di Milano; propone di trovare il modo per contare i partecipanti, al fine di smentire, una volta per tutte, le menzogne di chi continua a definire “sparuta minoranza di facinorosi” i milioni di persone in lotta in tutta Italia; propone altresì che ogni bambino porti un mazzo di fiori da offrire a tutti i manifestanti, come segno di lotta nonviolenta e come visibile e colorato segno di presenza.
3.Porteremo nelle assemblee le istituzioni e stringeremo un forte rapporto con loro, invitando gli amministratori locali alla disobbedienza civile laddove le norme governative confliggano con la Costituzione e con i diritti dei cittadini all’istruzione, alla cultura e alla libertà d’insegnamento.
4.Proporremo ai genitori delle Scuole Primarie un modello di domanda d’iscrizione che permetta loro di richiedere il tempo pieno e la scuola di quaranta ore; proporremo di usare la scheda di valutazione dell’anno precedente.

9 Novembre Difendiamo la "Sapienza*Giornata dedicata alla cultura e alla valorizzazione dell'istruzione

Università la Sapienza di Roma *Difendiamo la "Sapienza"*
*Giornata dedicata alla cultura e alla valorizzazione dell'istruzione*

*Alla cortese attenzione dei Dirigenti Scolastici
Come successo domenica 26 ottobre 2008, l'Università Sapienza di Roma accoglie tutti gli studenti di scuole elementari e medie, con i rispettiviinsegnanti e genitori, all'interno dell'ateneo per divulgare la cultura edinformare circa lo stato attuale dell'istruzione pubblica.Dato il grande successo dell'evento del 26/10, organizzato dagli studenti del dipartimento di Fisica, si è pensato di riproporre l'evento, al qualeparteciperanno questa volta quattro differenti facoltà. Un incontro della durata di una giornata da svolgersi all'internodell'ateneo, organizzato e autogestito dai ragazzi dell'Università Sapienza,con la collaborazione di Professori e Ricercatori.Le finalità dell'evento sono: - - L'informazione ad ampio raggio circa l'aggravarsi della situazionegià preoccupante in cui versa l'istruzione pubblica italiana.- - Sensibilizzare la società civile romana riguardo alcuni aspetti dellacultura scientifica ed umanistica L'iniziativa prevede attività mirate a far entrare i bambini delle scuoleprimarie e medie inferiori in contatto diretto con il mondo culturaleattraverso appositi esperimenti scientifici e attività ricreative volte allosviluppo dell'immaginazione, della fantasia e della creatività. Sonopreviste conferenze rivolte alle famiglie lungo tutto l'arco della giornatache vedranno dibattere illustri esponenti del panorama culturale italiano.La giornata si concluderà con un concerto tenuto dai membri dell'Orchestradella Sapienza (MuSa) ad ulteriore riprova dell'importanza della produzioneculturale che la nostra università promuove. Segue un programma con informazioni dettagliate riguardo la giornata e unsito web all'interno del quale troverete una pagina in cui vi invitiamo aiscrivervi per poterci permettere di avere una stima dell'affluenza. Visaremmo grati se nel frattempo vogliate informare le famiglie e ilpersonale scolastico dell'iniziativa in oggetto.
Distinti saluti. Gli studenti in mobilitazione.
***PROGRAMMA*
Ore 9.30 Incontro con i ragazzi provenienti dalle scuole a piazzale AldoMoro 5 eintroduzione alle attività da svolgere durante la giornata
Ore 10.00 - 13.30 Svolgimento degli esperimenti organizzati dalle facoltàdi:Scienze MM. FF.NN, Medicina, Ingegneria, Psicologia, Lettere e Filosofia Conferenze tenute dai dipartimenti di :Psicologia, Antropologia, Economia, Medicina e Fisica; Merenda* per i bambini;
Ore 12.00 - 15.00 Pranzo*; Ore 13.30 - 15.00 Intrattenimento con gruppi di ballerini professionisti diHip-hop, Breakdance, giocoleria;
Ore 15.00 - 18.00 Dibattito sull'evoluzione dell'istruzione pubblicaitaliana negli ultimi ventianni tenuto nell'Aula Magna del Rettorato al quale interverranno:*Angelo D'Orsi**Paolo Flores D'Arcai*,*Roberto Petronzio*,*Marco Cattaneo*; Una fiaba e...(laboratorio)": incontro tra ibambini e Daniela Bruno (psicologa-psicoterapeuta membro dell'AssociazioneItaliana di Psicoterapia Psicoanalitica Infantile);
Proiezione di un film per bambini Giochi per i bambini;
Ore 18.00 Concerto tenuto dall'orchestra della "Sapienza";
*Per la merenda e per il pranzo saranno serviti piatti per diabetici eciliaci Nell'arco della giornata verrà inoltre proposta una "maratona della lettura" alla quale parteciperanno attori, giornalisti e comici italiani.In caso di pioggia sarà comunque garantito lo svolgimento della giornata!
Per maggiori informazioni e l'iscrizione, visitare il sito: www.accatagliato.org/9novembre

Giornata del 9 conferenza:psicologia e classi differenziali nella scuola pubblica

Giornata del 9 conferenza:psicologia e classi differenziali nella scuola pubblica

intervengono:-Maurizio Andolfi: bambini e famiglie immigrate:un'integrazione possibile?-Traute Taschner: modelli linguisitci per l'inserimento dei ragazzi stranieri nella scuola italiana-Viviana Langher: il modello italiano dell'inclusione scolastica nel panorama europeo-Renato Foschi: il contributo della pedagogia e della pedagogia scientifica per l'educazione a misura di bambino(la conferenza sarà unica e durerà due ore. l'aula è da decidere molto probabilmente sarà nel dipartimento di fisica) esperimenti:giochiamo con la nostra mente -giochiamo con le emozionil'importanza di riconoscere ed esprimere le emozioni nel benessere dei bambini-cronometramentedalla registrazione dei tempi di reazione alla comprensione della mente-le trappole del pensiero comprendere come ragioniamo tramite i nostri errori-la guerra dei mondirealtà fisica e realtà psicologica a confronto(gli esperimenti dureranno massimo 15 minuti, e si svolgeranno dalle 10:00 alle 15:00)

Lezioni aperte del Liceo Montale a Villa Pamphili 9 novembre

Lezioni aperte del Liceo Montale a Villa Pamphili

Domenica 9 novembre, a Villa Pamphili, dalle 11,00 alle 13,00, un gruppo di professori del Liceo Classico “E. Montale”, accompagnato da alunni e genitori, terrà “lezioni aperte all’aperto” ai cittadini romani per sensibilizzarli sull’importanza della scuola pubblica italiana e sulle gravi conseguenze dei tagli che la colpiranno per effetto della cosiddetta “riforma” della scuola Gelmini/Tremonti (art. 64 della legge 133/08; art. 3 del D.L. 154 del 7 ottobre 2008; legge 169 del 31 ottobre 2008).
Di fronte alla campagna denigratoria di cui sono stati oggetto gli insegnanti e la scuola in generale, l’iniziativa vuole recuperare il valore della scuola come istituzione fondante della nostra Repubblica e dimostrarne la centralità nella vita quotidiana di un Paese democratico. Fare lezione in un luogo pubblico e in un giorno festivo significa rendere visibili il lavoro e la cura che sottostanno ad ogni processo di apprendimento e alla relazione docente-discente, dimostrare con un gesto simbolico che insegnamento e apprendimento vanno al di là dell’orario di lezione: insegnanti e studenti non sono numeri da accorpare, spostare o tagliare ma sono persone.
La riforma generale del sistema educativo deve essere il frutto di un lavoro approfondito, condotto da esperti affiancati da docenti di provata esperienza e professionalità, e deve essere realizzata nel tempo in modo continuativo, organizzato e coerente.
Lo spazio nel quale verranno svolte le lezioni si trova tra Viale 8 marzo-festa della donna e Viale Vittoria Nenni, vicino al Centro Anziani.
L’appuntamento per i docenti, studenti e genitori del Montale è su Viale Leone XIII, ingresso laterale nei pressi del ponte Artemisia Gentileschi, lato viale Vittoria Nenni, ore 10.30.

Referenti del progetto: Prof.ssa Maria C. Zerbino 3396866583; Prof.ssa Laura Turconi 3494691889

lettera aperta a chi difende la scuola

*Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l'università*

** Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Abbiamo incrociato i vostri sguardi e abbiamo ritrovato la nostradeterminazione: quella di chi non cerca un privilegio ma con il proprioimpegno difende l'oggi di se stesso e il domani di tanti altri. Siamo donne e uomini di Vicenza, della Val di Susa e di tante altrerealtà riunite nel Patto di Mutuo Soccorso mobilitate in manierapermanente per difendere la nostra terra e la nostra acqua, le nostrecittà, le nostre valli e il nostro futuro: che si tratti di nuove basimilitari, di nuove linee ad alta velocità, di nuove discariche e nuoviinceneritori, di sorgenti svendute al miglior offerente o diquant'altro poco cambia: beni comuni sottratti alla collettività, spazidi democrazia cancellati. In questi anni abbiamo imparato a guardarci intorno, a conoscere einterrogare. Vogliamo capire e imparare, costruire e creare. Come voi ciriuniamo in assemblea. Come voi cerchiamo di valorizzare la nostracreatività e la nostra diversità. Come voi difendiamo beni comuni che igoverni vorrebbero sottrarci: l'accesso ai saperi per regalarlo aiprofitti dei privati, il territorio per svenderlo ai militaristatunitensi o al partito del tondino e del cemento, l'acqua perconsentire nuovi enormi profitti alle grandi multinazionali. Come voipuntiamo sulla forza della ragione e della verità e pratichiamo metodidi lotta pacifici. Nella nostra mobilitazione abbiamo conosciuto l'utilizzo distorto delleinformazioni e delle conoscenze; ci vorrebbero disinformati e ignorantiper imporci scelte devastanti a nostra insaputa. Difendere l'accesso aisaperi e l'istruzione, allora, significa difendere la possibilità diognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioniquotidiane ai danni delle donne e degli uomini che vivono le nostrecittà, le nostre campagne, le nostre valli e le nostre montagne. Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città e comeun'onda travolgere silenzi compiacenti e sguardi indifferenti. La vostraonda incrocia le nostre onde, le risorse che vogliono sottrarre allascuola e all'università vorrebbero utilizzarle per nuove devastantigrandi opere inutili e dannose; difendere la scuola pubblica da questoennesimo tentativo di scippo è il vostro e anche il nostro obiettivo, lavostra resistenza rafforza le nostre resistenze e viceversa. Le nostreonde seguono la stessa rotta: quella che ha come meta la difesa dei benicomuni, della partecipazione e della democrazia. Il futuro è nelle nostre mani. 6 Novembre 2008

RESOCONTO SULLA RIUNIONE DI COORDINAMENTO DELLE SCUOLE DI ROMA E PROVINCIA 5 NOVEMBRE

RESOCONTO SULLA RIUNIONE DI COORDINAMENTO DELLE SCUOLE DI ROMA E PROVINCIA SVOLTASI MERCOLEDI’ 5 NOVEMBRE.

P. Demeo della scuola Iqbal introduce l’ordine del giorno:
1) Discutere i criteri per organizzare le forme di lotta dei Coordinamenti.
2) Iniziative di lotta.

Alla riunione sono presenti docenti rappresentanti di ogni ordine e grado di Roma e provincia, movimento insegnanti precari i quali sottolineano la loro presenza in questo Coordinamento, genitori, rappresentanti Cobas e Cgil (almeno quelli che io ho riconosciuto perché non sono stati nominati).

La riunione inizia con alcuni ragazzi del liceo Mamiani che ospita la riunione. Essi ci informano che hanno costituito un Coordinamento genitori/docenti/studenti, che questo Coordinamento ha intenzione di raccordarsi sia con l’Università che con le scuole elementari, che il Coord. ha contattato il Municipio per proporre un documento di richiesta di blocco della legge Gelmini. Venerdì 7 novembre faranno manifestazione unitaria (studenti medi) con partenza 9,30 da piazza della Repubblica.

Successivamente parla una studentessa di Lettere della Sapienza e invita tutti i genitori, docenti e bambini domenica alla Sapienza: 9,30 – laboratori per bambini con esperimenti scientifici di fisica e musicali. Contemporaneamente conferenza per gli adulti anti Gelmini. Alle 12,30 pranzo collettivo preparato dagli studenti. Alle 15,30 continua la Conferenza e si apre un’area giochi per i bambini con giocolieri. Ore 18 concerto con la banda.

Il primo punto all’ordine del giorno prende gran parte del tempo della riunione. Si segnalano otto temi da affrontare per Coordinamenti (poi ritenuti troppi dalla maggioranza).
Essi sono: 1) coordinarsi con altre città e in rete;
2) il piano legale e legislativo (analisi di documenti);
3) coord. tra ordini di scuola;
4) coord. con studenti univers.;
5) relazioni esterne (sindacati, associazioni, ecc.)
6) manifestazioni e proposte cittadine;
7) stampa e propaganda;
8) autofinanziamenti.
Si innesca una lunga discussione sui criteri attraverso i quali stabilire la formazione di otto tavoli, che lavorano su Roma e provincia (num. partecipanti rappresentanti, ampiezza del territorio rappresentato dal tavolo, troppi temi, vanno snelliti).



La Salacone (Preside Iqbal), prende più volte la parola per sottolineare il valore di questo punto poiché l’organizzazione del Coord. Roma e provincia è qualcosa di molto delicato: esclude infatti sigle sindacali e politiche e dovrà prendere delle decisioni collettive rispetto alla gente e al paese, insomma avrà una sua identità. Altri coordin. sono sorti a Milano e in altre città.
Dopo svariati interventi si mettono ai voti due proposte:
1)Un primo Coord. delle scuole Roma Nord (formato da genitori e docenti della scuola primaria) si offre di elaborare i criteri della formazione dei tavoli affrontando i problemi a cui accennavo sopra. Altri possono partecipare. La Salacone propone di rivedersi entro una settimana per esaminare questo lavoro e eventualmente approvarlo. Per comunicazioni con questo Coord. http://scuoleromanord.wordpress.com. Cell.3384729443.
2)Creare immediatamente i tavoli.

Passa la prima proposta anche per permettere ai genitori e ai docenti di relazionare con gli altri su questo argomento.

Secondo punto all’ordine del giorno: iniziative di lotta:

Non come sciopero ma come adesione per le maestre e i genitori che possono, si propone di far partecipare la scuola primaria e dell’Infanzia alla giornata di mobilitazione nazionale dell’Università, venerdì 14 novembre, alla quale parteciperanno anche i licei.
Viene raccolta l’iniziativa che parte da Milano: sabato 29 novembre in contemporanea in tutte le città, manifestazioni cittadine. A Roma si propone di andare tutti sotto la Regione Lazio in segno di appoggio con la disobbedienza della Regione che non accetta (come altre regioni) l’art.3 dec.154 (chiudere scuole o accorparle).
Il 15 e il 16 novembre Assemblea Nazionale.

ALTRE INFORMAZIONI RACCOLTE DAGLI INTERVENTI

La Gelmini ha incontrato ieri (5 nov), i genitori di varie scuole che hanno costituito un gruppo chiamato Coord. Democratico (contemporaneamente ha ricevuto anche il Coord. genitori cattolici MOIGE). La Gelmini ha fatto slittare le iscrizioni almeno di un mese facendo capire che ci sono problemi (vedi Regioni). Si è detta disponibile a discutere il piano attuativo con i Coordinamenti e il 18 riceverà di nuovo il gruppo dei genitori democratici. Servono proposte da inviare.
Un’insegnante precaria del Mamiani rende nota la presenza del Movimento degli insegnanti precari in questa lotta. Invita tutti alla manifestazione nazionale dei precari del 30 (per inform. Martedì 11 nov., ore 18, 30, via Otis 38).
Un docente della Andersen dice che il personale Ata è in lotta con loro attivamente.
Docente di Tivoli avvisa che oltre a bloccare tutti i progetti, le scuole e la cittadina di Tivoli, manifesteranno ven. 7 alle 16,30.
Genitore fa un appello per rai 3: stanno raccogliendo altro materiale sui fatti di piazza Navona. Chiunque avesse foto, filmati è pregato di inviarli a pinofinocchiaro@iol.it
Varie scuole hanno deliberato come Collegio il loro dissenso alla legge (v. la copia della mozione Iqbal).
Continuare a informare nelle scuole genitori e docenti, fare assemblee con rsu;
Il gruppo genitori democratici che sta incontrando la Gelmini deve chiedere assunzioni certe.

VOTAZIONI FINALI

ADESIONI alle giornate di mobilitazione del 7 novembre degli studenti medi e del 14 università (non come sciopero della scuola);
Il 29 novembre manifestazioni cittadine in tutta Italia;
Assemblea nazionale 15 e 16 da confermare;
La Preside Salacone verrà considerata la portavoce del Coordinamento.

Prossimo appuntamento del Coordinamento delle scuole di Roma e provincia in via Bixio, alla Di Donato, venerdì 14, ore 17,30.

Disobbedienza civile

Disobbedienza civile
La vispa Mariastella, nota pure come Beata Ignoranza, ha fatto il miracolo.

Venerdì 30 ottobre Roma ricordava la città del 15 febbraio 2003, quando tre milioni di persone parteciparono non a un corteo contro la guerra in Iraq,ma a decine di cortei, che dilagarono ovunque. Stavolta c’era un po’ menogente, ma nelle stesse ore giganteschi cortei si sono fatti in decine dicittà italiane. E che cortei: insegnanti e maestre, genitori e lavoratoridella scuola e bambini delle elementari, studenti medi e universitari, aTorino c’erano metalmeccanici, dopo che studenti – non succedeva dadecenni – erano andati a distribuire volantini a Mirafiori, accolti conabbracci dagli operai. Il miracolo è aver sommato di colpo tutta la scuola etutti i dintorni, rendendo la formazione – in modo evidente come non era maistato – un bene di tutti.Può essere – ce lo auguriamo – che Beata farà un altro miracolo. Spingere adisobbedire a leggi ingiuste. Se il decreto sul «maestro unico» è statoapprovato da un senato la cui maggioranza non rappresenta che i sondaggi eil marketing elettorale, allora è necessario – e si può – disobbedire.Mantenere il tempo pieno e il maestro non unico, facendo sì che lostraordinario affetto che la lotta di maestre e maestri ha suscitato nellecittà diventi sostegno pratico: comuni, Province e Regioni possono esserespinti a finanziare quel che il governo vuole distruggere [il presidentedella Provincia di Roma Nicola Zingaretti, ad esempio, ha annunciato diessere pronto a disobbedire a quella legge], la cooperazione sociale,associazioni e reti che lavorano con il mondo della scuola possonoaccompagnare gli insegnanti nel mantenimento della didattica e delle oreattuali. Se lo Stato finanzia le banche, la società sosterrà le scuoleelementari. Per cominciare. Per questo Carta propone ad amministratori di enti locali di raccontarcicosa possono fare per proporre da subito interventi alternativi alla«riforma» Gelimini.Anche ad associazioni, cooperative, reti sociali che lavorano nelle scuolachiediamo cosa possono fare e cosa hanno cominciato a fare per disobbedire.Infine, a scuole, docenti e genitori chiediamo da dove potrebbe cominciareimmediatamente e in quali forme la disobbedienza civile di istituzioni eorganizzazioni sociali territoriali in grado di sostenere la loro lotta.
Scrivete a carta@carta.org
* Abbonatevi a un giornale morto ammazzato *
http://bottega.carta.org/index.php?main_page=index&cPath=4

LICEO CLASSICO "F. SCADUTO" DI BAGHERIA (PALERMO)

DOCUMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI DEL LICEO CLASSICO "F. SCADUTO" DI
BAGHERIA (PALERMO)

Il Collegio dei Docenti del Liceo Classico " F. Scaduto" di Bagheria con
la presente mozione intende esprimere alcune considerazioni sulle misure
che il Governo ha attuato o ha intenzione di attuare relativamente alla
Scuola pubblica, in particolare l'articolo 64 della Legge 133/2008, il
Decreto Legge 137/2008 (detto comunemente "Decreto Gelmini), l'articolo 3
del Decreto Legge 154/2008 e infine lo "Schema di Piano Programmatico"
2009-2011 concertato dal Ministero dell'Istruzione e dal Ministro
dell'Economia.

Una prima considerazione critica riguarda il "metodo politico" seguito dal
Governo. Se finora, per usare le sue stesse parole, non è stata attuata
una "politica che realizzasse un disegno organico ed un intervento
riformatore unitario e condiviso" e se è "necessario un profondo e sereno
ripensamento dell'impianto complessivo del nostro sistema scolastico"
(Schema Piano Programmatico, pag. 1), non riusciamo a capire come tutto
ciò possa accadere se tutte le misure vengono prese attraverso una
legislazione frettolosa, basata sull'impiego dei Decreti Legge e sul
ricorso al vincolo del Voto di fiducia in Parlamento. In questo modo si
rinuncia al ripensamento articolato della problematica scolastica nella
sede legislativa per eccellenza, in cui tutte le posizioni politiche
hanno, almeno in linea di principio, possibilità di confrontarsi. Così,
inoltre, si elimina ogni possibilità di reale dibattito con chi nella
scuola lavora e vive e con tutti quei soggetti direttamente interessati
alle misure prese: associazioni dei lavoratori della scuola (docenti,
presidi, personale ATA), degli alunni, dei genitori, sindacati, enti
locali (province, comuni etc.). Si tratta, invece, di un modo
assolutamente verticistico e superficiale di affrontare problemi che
richiedono un percorso più lungo e più complesso. Le semplificazioni e le
scelte nette non vanno poste all'inizio semmai alla fine di un processo
ponderato, fatto di studio della realtà, di ascolto dei bisogni e delle
proposte e di tanto altro ancora.

Quanto al merito delle proposte del Governo vogliamo soltanto soffermarci
su alcuni punti significativi che riguardano le grandi aree di intervento
delineate dal Documento programmatico, sulla base delle leggi 133 e 137
del 2008: a) la revisione degli ordinamenti scolastici; b) la
riorganizzazione della rete scolastica; c) il razionale ed efficace
utilizzo delle risorse umane.

a) Per quanto riguarda la revisione degli ordinamenti scolastici, dai
testi governativi finora emerge su tutto quella che, con brutta parola, il
ministro chiama "essenzializzazione", ovvero una riduzione significativa
delle ore di lezione, dalle elementari fino alle superiori. Ben venga una
armonizzazione e semplificazione dei numerosissimi piani di studio, purché
tutto ciò non vada a discapito della qualità e della quantità del tempo
che gli alunni devono e possono trascorrere a scuola, ad esempio il tempo
prolungato per le elementari e le secondarie di I grado, oppure le ore di
lezione e di laboratorio per gli alunni delle scuole superiori (un tetto
settimanale massimo di 30 o di 32 ore danneggia qualsiasi forma di
attività sperimentale o laboratoriale). No dunque alla riduzione delle ore
di lezione e di laboratorio. Ciò vale anche per i Centri di istruzione per
gli adulti (le cosiddette "scuole serali"), anche gli adulti – studenti
lavoratori o altro – hanno diritto a una formazione ancora più qualificata
di quella che ricevono, non "essenzializzata".

Non possiamo neanche condividere la scelta di introdurre il maestro unico
nelle scuole elementari e di ridurre la possibilità di lezioni in
compresenza nelle scuole medie. Le ragioni "pedagogiche" della presenza
del maestro unico ci appaiono molto discutibili – ed è bene che se ne
discuta – (Documento programmatico p. 7), mentre molto più valida sotto il
profilo pedagogico resta la soluzione, finora attuata, del modulo di tre
docenti che lavorano su due classi (non si tratta, come falsamente
qualcuno dice e pensa, di tre docenti che lavorano contemporaneamente
nella stessa classe). La questione potrebbe porsi inizialmente anche in
modo molto semplice: è meglio che possa occuparsi di trenta bambini una
équipe qualificata o che tutto ricada su un'unica figura?? Senza voler
impartire dogmi o fare confronti troppo schematici, ma solo per introdurre
una analogia utile alla discussione, rileviamo che da 7 anni nel nostro
Istituto la figura dell'insegnante unico di lettere del biennio (18 ore
settimanali!) è stata superata, praticando la cosiddetta
"verticalizzazione" all'interno del biennio stesso. I due docenti di
lettere lavorano così su due classi, con un duplice effetto positivo:
grazie al loro continuo confrontarsi il lavoro risulta più efficace e
grazie alla loro presenza gli alunni possono godere di una prospettiva
educativa e didattica (vorremmo poter dire persino di una "visione del
mondo") più ricca e diversificata .

Altro punto dolente è quello della eliminazione degli insegnanti
specialisti di lingua inglese alle elementari: non basta un corso di 150
ore per diventare dei docenti di lingua straniera. Chi pensa questo
mortifica la professionalità dell'insegnamento delle lingue, che proprio
di fronte ai più giovani richiede competenze didattiche maggiori e più
raffinate. Sembra che il motto, tanto caro al Capo del Governo attuale,
delle tre I - Inglese, Informatica e Impresa – abbia perduto qualche pezzo
per strada... Inoltre questa idea semplicistica della formazione degli
insegnanti, per cui basta qualche decina di ore di corso a formare una
professionalità, sembra essere ripresa anche dall'intenzione del Ministro
di accorpare le classi di concorso (vd. Piano programmatico Punto (c)).
Quasi che in maniera del tutto automatica saperi e competenze
specialistici, costruiti negli anni di studio, di formazione e di pratica
didattica (nel caso di chi già nella scuola lavora) possano essere
interscambiabili come delle pedine di dama.

Lo ribadiamo, la scuola pubblica ha certo bisogno di un impiego migliore
delle risorse esistenti, ma questo non implica che queste risorse debbano
essere ridotte o considerate una mera variabile quantitativa che peraltro
non incide sulla qualità. Razionalizzare, rendere più efficienti ed
efficaci strutture e risorse non vuol dire automaticamente meno
investimenti economici, meno ore di scuola, meno insegnanti, blocco del
reclutamento del personale e altre misure che mirano al ridimensionamento
– ovvero "essenzializzazione", null'altro che un sinonimo di
"semplificazione" o di "riduzione all'osso"– dell'esistente stesso. Può
invece significare un maggiore impegno economico affiancato a un migliore
impegno organizzativo e alla valorizzazione complessiva delle energie
esistenti. Se, ad esempio, è vero che "il rapporto insegnanti-studenti è
decisamente più alto rispetto alla media europea" (perché poi questo
sarebbe un male?) è anche vero che la quantità di PIL impegnata nella
scuola (per non parlare dell'Università) è al di sotto della media europea
(intorno al 4%); se è vero che "si riscontrano" consistenti divari tra gli
esiti scolastici degli studenti italiani e quelli degli altri paesi OCSE"
è anche vero che questo divario riguarda in particolare le scuole medie e
superiori, non certo le elementari, perché dunque intervenire così
pesantemente anche dove le cose funzionano bene? Inoltre – se si fa una
lettura davvero completa dei dati – va detto che i risultati negativi
della rilevazione riguarda in particolare le scuole del meridione. Questo
dato induce a porre domande più serie – fuori da ogni semplificazione
pedagogica o sociologica – che riguardano non solo il ruolo e la
responsabilità del sistema scolastico ma anche la struttura e la qualità
della società e del territorio in cui esso opera. Non si tratta dunque di
sottrarsi a una autocritica anche da parte degli operatori scolastici ma
di trovare strade più mirate e meno semplicistiche per risolvere i
problemi...

b) Per quanto riguarda la riorganizzazione della rete scolastica,
riteniamo che sia doveroso e utile fare il possibile per ridurre sprechi e
disfunzioni. Ma ancora una volta, ciò che va considerato in primo luogo è
la qualità del servizio di cui lo stato vuol farsi carico e quali sono le
funzioni alle quali esso non può e non deve derogare. La scuola è
un'istituzione che risponde a un bisogno dei cittadini, la sua presenza
nel territorio è anche il segno della presenza dello stato – sia esso
unitario o federale –, questo è un dato che non può essere semplicemente
considerato come un "peso" economico, ma come un valore sociale e civile.
Sappiamo che la scuola è anche un luogo di promozione della cultura e
della cittadinanza ben al di là delle semplici ore di lezione che si
svolgono di mattina. E' in altre parole una risorsa fondamentale del
territorio. Ma anche se vogliamo limitarci ad una logica "economicistica",
se è vero che la soppressione di alcune scuole porterà un risparmio, ci
chiediamo se questo comporterà davvero un adeguato l'impegno delle regioni
e degli enti locali a garantire la mobilità di alunni e lavoratori della
scuola. Ci potremo poi anche chiedere quanto questo impegno inciderà sulle
imposte locali, ma questa è un'altra storia.

c) Il razionale ed efficiente impiego delle risorse umane della scuola ci
appare un obiettivo di fondamentale importanza. Ma dalle misure finora
avanzate e dal piano programmatico ci pare che la razionalità e
l'efficienza si traducano semplicemente: nella riduzione delle ore di
scuola (vd sopra punto a); nell'accorpamento di macroaree disciplinari
(tramite accorpamento delle classi di concorso), a scapito della
valorizzazione delle competenze specifiche di ciascuno – dato che emerge
anche dalla formazione "essenzializzata" dei docenti di lingua inglese – e
in una significativa riduzione della qualità dell'insegnamento dovuta a
tutta una serie di fattori di cui basti qui ricordare soltanto quello
immediatamente più evidente, ovvero l'aumento del rapporto numerico fra
docenti e alunni. Questa misura va tutto a scapito della possibilità di
seguire meglio i nostri studenti. E' oltremodo difficile pretendere di
ottenere buoni risultati se ci troviamo di fronte a classi sempre più
numerose, in cui la possibilità stessa del dialogo educativo e
dell'ascolto reciproco viene ridotta al lumicino e per ragioni di tempo e
perché si è in troppi. In un quadro del genere, aggiungiamo, risulterebbe
ancora più grave la diminuzione degli insegnanti di sostegno alle classi
composte anche da alunni con handicap. Anche i docenti di sostegno
mantengono elevato il rapporto insegnanti studenti, ma questa è una scelta
di civiltà che l'intera Europa ci invidia: ridimensionare il sostegno ci
farebbe davvero tornare indietro.

A questo proposito la stessa perdita di titolarità della cattedra (e
dunque la mobilità) e la riconduzione a 18 ore di tutte le cattedre,
impediranno di fatto, o limiteranno di molto, la disponibilità dei docenti
alla flessibilità oraria, alle attività integrative, alle attività di
progettazione didattico-educativa specifica dei singoli istituti e a tutte
quelle iniziative che rendono una scuola attiva e protagonista proprio su
quel territorio di cui tanto si parla. Per fare qualche esempio concreto,
le attività di biblioteca, le supplenze, le co-docenze, i laboratori, gli
sportelli di ascolto e tutte le attività di preparazione di iniziative
didattiche richiedono che gli insegnanti siano presenti a scuola proprio
nelle ore mattutine, peraltro con grande beneficio della qualità
dell'offerta formativa e con un impegno che va ben al di là del monte ore
settimanale e contrattuale. Chiunque operi nel concreto della vita
scolastica sa bene che il numero di ore di lavoro è superiore che parte
dell'opinione pubblica erroneamente attribuisce agli insegnanti.

In questo momento così delicato per la scuola e in generale per la società
italiana, momento di grande mobilitazione da parte di tutte le componenti
della scuola e dell'università, ci sentiamo particolarmente coinvolti, sia
in quanto cittadini sia in quanto lavoratori e operatori nell'ambito
dell'educazione e della conoscenza. A questo proposito riteniamo che sia
opportuno che i docenti riaffermino il valore della loro funzione
professionale e culturale, riflettendo ed esprimendosi su quanto accade
proprio a partire dalle loro specifiche funzioni e competenze. Siamo parte
integrante del mondo della scuola, lo viviamo e contribuiamo alla sua
creazione ogni giorno, siamo soggetti attivi, consapevoli e capaci di
interpretare il ricco contesto in cui agiamo, non meri esecutori di
direttive burocratiche, per quanto anche il compito dell'amministrazione
implichi margini significativi di creatività e iniziativa.

Per questa ragione ci sembra fondamentale che i docenti dicano la loro
sulla politica della scuola e che contribuiscano a elaborare critiche e
proposte. Si tratta, insomma, di un fondamentale atto di democrazia e di
affermazione del proprio compito, senza nulla togliere ai compiti e alle
funzioni specifiche degli organi di governo, dei partiti, dei sindacati di
settore etc. La protesta di questi giorni è – a nostro giudizio – anche il
frutto di un atteggiamento di chiusura preventivo, che peraltro non è
stato nemmeno corretto da credibili inviti al dialogo. Certo, è difficile
per il Ministro dialogare su qualcosa che è già stata deciso e che si
ritiene inderogabile. Tuttavia crediamo che si possa e si debba ancora
discutere, senza fingere che non vi siano punti spinosi e problemi da
risolvere nel sistema scolastico del nostro paese. Bisogna dunque trovare
il modo per attivare il confronto pubblico, in tutte le sedi opportune, in
primo luogo dentro la scuola.

Approvato all'unanimità

Bagheria 29 ottobre 2008

la scrittrice Tea Ranno scrive alla Gelmini 28 ottobre 2008

la scrittrice Tea Ranno scrive alla Gelmini 28 ottobre 2008

"Gentile Ministro,
parole come: centralità della scuola quale sede privilegiata di formazione integrale della persona, di crescita umana, civile e culturale delle giovani generazioni e fondamentale fattore di sviluppo della società nel suo complesso(*), costituiscono l’ottima premessa per un discorso sulla scuola che miri a esaltarne strutture e competenze al fine di conseguire risultati ancora migliori di quelli attuali. Esse, però, ci sembrano profondamente in contrasto con lo spirito della “riforma” a Sua firma che, obbedisce anche - come Lei stessa per inciso afferma - a un’esigenza di riordino e risparmio. Un risparmio di 7.800 miliardi di euro che andrà a sforbiciare sul numero degli insegnanti (87.400 entro il 2012) e del personale ATA (44.500 lavoratori in meno), le ore d’insegnamento, la qualità dei servizi offerti, le modalità di apprendimento: in poche parole su quella centralità della scuola che Lei pone a premessa del Suo piano programmatico.

Cos’è che, a nostro parere, impedisce alla Sua riforma di raggiungere i “risultati qualitativi maggiori e di più alto profitto” che si propone?

- Intanto l’introduzione del maestro unico (o maestro “prevalente” di non ben chiaro significato) sulla base della considerazione che “dai sei ai dieci anni si avverte il bisogno di una figura unica di riferimento”. Non è vero. Già all’interno della famiglia operano due forti figure di riferimento che collaborano, discutono, propongono modelli di democrazia, a scanso del Pensiero Unico che non tollera il dissenso e il confronto. La pluralità d’insegnanti non omaggia una pedagogia del doppio o triplo punto di vista - come da qualcuno affermato - facendo crescere nei bambini “il dubbio”, ma garantisce la pluralità di vedute, l’acquisizione di capacità critica, la possibilità di contare su competenze specifiche e non su tuttologi “attrezzati” a un insegnamento necessariamente superficiale; una maggiore attenzione alle esigenze dei bambini, ai loro problemi d’apprendimento e di integrazione;

- la soppressione del modulo organizzativo e del tempo pieno, che comporta la drastica riduzione della quantità di tempo necessaria per permettere la formazione integrale della persona attraverso lo svolgimento di attività didattiche di approfondimento e di giochi collaterali che incentivino la creatività, le capacità logiche, quel mettere in scena situazioni che rafforzino il carattere e la fantasia facendo emergere il leader, il creativo, l’affabulatore, il futuro dirigente d’impresa (non necessariamente figlio di papà); in realtà, dal decreto 137 non emerge la possibilità di scelta tra le 24, 27, 30 o 40 ore settimanali: il tempo prolungato, al quale nel piano programmatico si accenna, non è altro che il doposcuola di quarant’anni fa;

- la eliminazione delle ore di compresenza, intese come inutile sovrapposizione di insegnanti al fine di incrementare la fannullaggine nazionale: durante le ore di compresenza si permette alla classe di svolgere più attività contemporaneamente; di aiutare i bambini che hanno più carenze - stranieri e non; di svolgere lavori di gruppo;

- riduzione del tempo che significa anche impoverimento dell’offerta formativa, con conseguente eliminazione di uscite didattiche, manifestazioni sportive, spettacoli teatrali, cinema, progetti interdisciplinari;

- la riduzione del tempo nella scuola d’infanzia (solo nella fascia antimeridiana con l’impiego di una sola unità di personale docente per sezione) che determina una mortificazione del ventaglio di proposte che la pluralità di insegnanti garantisce ai bambini più piccoli sia sul piano dell’affettività, dei modelli di riferimento, della didattica.

Perché dunque incidere su una scuola primaria che funziona talmente bene da essere collocata - secondo i sondaggi OCSE - ai primissimi posti mondiali?

Se compito della scuola è quello di formare intelligenze e competenze, educare alla convivenza civile nel rispetto delle norme costituzionali, se scuola significa fondare le basi per una educazione allo studio che accompagni l’individuo dalle elementari ai corsi di specializzazione post universitaria, se - soprattutto - scuola significa tendere a una formazione integrale della persona in un’epoca di globalizzazione e di abbattimento delle frontiere, allora, Signora Ministro, Le chiediamo di rivalutare le Sue posizioni e di elaborare una Riforma che tenga conto delle proposte di quanti nella scuola operano e hanno operato: un riassetto che non parta da esigenze di risparmio ma che - piuttosto - reinvesta nella cultura, punti sulla Ricerca, impedisca la fuga all’estero di quelle eccellenze che nel nostro Paese non hanno speranza, rivaluti il merito e dia a tutti le stesse opportunità di formazione perché la scuola pubblica è la scuola di tutti, senza discriminazioni di sesso, razza, lingua, religione, portafoglio.

Tea Ranno (mamma di Laura e Sara)

B. Russell di Roma Liceo Classico Sperimentale

Documento dei Docenti del Liceo Classico Sperimentale
“B. Russell” di Roma
sulla politica scolastica dell’attuale governo

I Docenti del Liceo Classico Sperimentale “B. Russell” esprimono il loro radicale dissenso dalla politica scolastica dell’attuale Governo in merito ai seguenti provvedimenti legislativi:
articolo 64 del Decreto Legge 25/06/2008 n. 112 convertito in legge n. 133 il 06/08/2008 e relativo schema di piano programmatico del MIUR e MEF;
Decreto Legge n. 137;

Tali provvedimenti legislativi prevedono massicci e indiscriminati tagli di spesa - circa 8 miliardi di euro in soli tre anni- spacciati per “razionalizzazione” e “manutenzione” della scuola.

Tale “manutenzione” produrrà, tra gli altri, i seguenti effetti:

aumento del numero massimo di alunni per classe per l’incremento di un punto del rapporto alunni-docente con grave impoverimento della didattica;
diminuzione delle ore di apertura delle scuole, dell’orario curricolare e conseguentemente del monte-ore di alcune discipline con conseguente riduzione delle attività educative alla sola fascia antimeridiana con un unico insegnante nella Scuola dell’Infanzia; scomparsa del tempo pieno nella Scuola Primaria, riduzione a 30 ore nella Scuola Media; riduzione a 32 ore settimanali negli Istituti Professionali e Tecnici e a 30 ore nei Licei;
drastico ridimensionamento di tutte le sperimentazioni, conseguente alla riduzione del piano orario e al superamento dell’attività di codocenza;
impoverimento e decadimento della Scuola Primaria, settore del sistema scolastico italiano in grado di competere con i Paesi più avanzati sul tema dell’educazione, attualmente nei primi dieci posti nelle classifiche internazionali dell’istruzione con esperienze didattico-pedagogiche di alto livello. L’introduzione del maestro unico, infatti, costituirebbe un grave arretramento rispetto all’attuale didattica affidata ad un team di insegnanti con diverse e specifiche competenze;
ritorno alla valutazione della condotta, come unico, semplicistico e inadeguato provvedimento messo in campo per fronteggiare l’attuale grave emergenza educativa;
accorpamento degli Istituti Professionali con gli Istituti Tecnici che, ad “effetto domino”, condizionerà e snaturerà la didattica, degli Istituti Tecnici prima e successivamente dei Licei, causando un’immediata recrudescenza del fenomeno dell’abbandono scolastico;
eliminazione di moltissime figure professionali ATA che oggi garantiscono il funzionamento amministrativo e tecnico delle scuole nonché servizi di vigilanza, assistenza e supporto alla didattica.
massiccia perdita di posti per il personale precario, docenti e ATA, che sarà, in tre anni, completamente estromesso dal mondo della scuola, dopo aver garantito per molti anni il suo funzionamento.

Questo insieme di provvedimenti miranti allo smantellamento della Scuola Statale appare come il necessario preludio alla sua privatizzazione. Tali misure sono basate peraltro su premesse e confronti internazionali assai discutibili; infatti la spesa per il personale e il costo per l’istruzione di ogni alunno, se correttamente calcolati, risultano inferiori a quelli forniti dal Ministero.

A tal proposito, i Docenti del “B. Russell” manifestano la loro seria preoccupazione per il Progetto di Legge n. 953, a firma Aprea, di trasformazione degli istituti scolastici in fondazioni finanziate in parte da privati. Ne conseguirebbe la soppressione delle rappresentanze sindacali e degli organi collegiali. Questi ultimi verrebbero sostituiti da consigli di amministrazione, in cui anche i rappresentanti degli enti finanziatori potrebbero intervenire sulla definizione e realizzazione degli obiettivi educativi e formativi. Tale progetto costituisce una ulteriore dissennata estensione al mondo della scuola dei principi di un aziendalismo esasperato e di un liberismo senza regole, i cui devastanti effetti sull’economia internazionale sono purtroppo sotto gli occhi di tutti.




I Docenti del “B. Russell” ritengono, invece, che la scuola debba preservare la sua alterità e la sua funzione critica rispetto all’evoluzione della società e della cultura, senza soggiacere alle esigenze di una produttività intesa secondo parametri meramente quantitativi. La responsabilità intellettuale e morale dei Docenti non consiste solo nel trasmettere conoscenze e competenze, ma nell’indicare dei significati, proporre delle idee e dei valori, in una parola, nell’educare i ragazzi ad una lettura critica e consapevole della realtà.


Tutto ciò considerato, il Collegio ritiene

che debbano essere ritirati i provvedimenti legislativi Gelmini, poiché una riforma della scuola non può essere imposta dall’alto per decreto legge e approvata con voto di fiducia, ma deve essere il risultato e la sintesi di un grande dibattito democratico nel Paese e nel Parlamento tra Governo, opposizione, parti sociali e docenti;
che sia ormai improcrastinabile una Riforma degna di questo nome, fondata non su mere esigenze ragionieristiche di bilancio o su formule di un vacuo pedagogismo, ma sul decisivo contributo propositivo dei Docenti e sulle loro concrete esperienze professionali;
che i risultati della Scuola Italiana vadano analizzati in maniera più articolata ed approfondita e non possano essere semplicisticamente ricondotti a discutibili e parziali parametri internazionali;
che sia necessario eliminare la disparità di trattamento tra Scuola pubblica statale e Scuola paritaria, la quale ultima beneficia di finanziamenti pari al numero di indirizzi di studio istituiti, a differenza della statale, destinataria di un unico finanziamento indipendentemente dal numero degli indirizzi;
che sia assolutamente prioritario rendere visibile tutto il lavoro sommerso, strettamente funzionale alle 18 ore di Docenza in classe, attraverso una decisiva riformulazione del contratto che preveda il riconoscimento sotto il profilo giuridico e un'adeguata retribuzione sul piano economico di tutte le attività connesse alla funzione docente: studio, aggiornamento e formazione professionale, culturale e pedagogica in servizio; preparazione delle lezioni; programmazione individuale e collegiale; preparazione e correzione delle verifiche scritte; preparazione e svolgimento delle attività connesse all’integrazione ed ampliamento dell’offerta formativa; partecipazione agli organi collegiali.
Tale inquadramento sul piano giuridico-economico costituirebbe una legittima e reale equiparazione (stessa tipologia di livello, ruolo sociale e retribuzione), secondo parametri europei, a quelle categorie professionali per le quali vengono richiesti il possesso del diploma di laurea, il superamento dell’esame di abilitazione alla professione e lo svolgimento di mansioni adeguate al ruolo.

Roma 27 ottobre 2008

MARTEDI 28 dalle ore 16.30 SIT-IN / PRESIDIO di fronte al SENATO (P.za NAVONA)

Nell’ambito della mobilitazione che si svolgerà in tutte città italiane contro i provvedimenti di attacco alla scuola pubblica ed in particolare il decreto 137, a Roma si terrà un

SIT-IN / PRESIDIO
di fronte al SENATO (P.za NAVONA)

MARTEDI 28 dalle ore 16.30
in occasione dell’ULTIMO GIORNO di discussione in aula del decreto Gelmini

ed il giorno MERCOLEDI 29
dalle ore 10.00 alle ore 19,00
in occasione della votazione del decreto


Invituamo tutte e tutti a partecipare
a questo importante appuntamento,
sopratutto nel pomeriggio di mercoledì 29.

SOSCUOLA

L’Università incontra la Scuola Primaria


L’Università incontra la Scuola Primaria Domenica 26 Ottobre, alle ore 11.00, Vecchio Edificio di Fisica Marconi
I docenti del Dipartimento di Fisica e gli studenti invitano gli insegnanti e i genitori delle scuole elementari di Roma ad un incontro di approfondimento sugli effetti della “riforma Gelmini” sul sistema scolastico pubblico.

Gli studenti e i docenti di Fisica intratterranno gli alunni delle scuole elementari con semplici esperimenti scientifici come Domenica scorsa a Villa Borghese o come le lezioni tenute dai professori in piazza in settimana

Appuntamento alle ore 11.00, nel cortile del Dipartimento di Fisica, “Sapienza” Università di Roma, Piazza Aldo Moro 2.

Parteciperanno inoltre degli studenti e dei professori di antropologia e linguistica che affronteranno il tema delle classi separate.

Proposte e incoraggiamenti nel topic apposito.
http://www.inventati.org/accatagliato/index.php?pid=175

29 OTTOBRE INIZIATIVE AL LICEO RUSSELL

La mattina ci saranno diverse iniziative: tavole rotonde insegnanti-studenti, lezioni all'aperto a piazza Venezia e Villa Lazzaroni,
visione di film ecc.
Di pomeriggio incontri oraganizzativi
DALLE 19 IN POI SERATA APERTA AL TERRITORIO con interventi di docenti, genitori e alunni, musica dal vivo e momento conviviale.
Chiunque voglia e possa intervenire è ben gradito!
Liceo Russell, via Tuscolana 208

Brutte parole quelle del Premier

COMUNICATO STAMPA
Roma, 22 ottobre 2008
Brutte parole quelle del Premier che continua ad ignorare le vere ragioni della protesta diffusa e spontanea che ha preso il via all'inizio di settembre coinvolgendo genitori e insegnanti in forma spontanea e trasversale.
Brutte parole, quelle del Premier, che vogliono ricondurre il tutto nella logica della vecchia politica, come se la politica si potesse ricondurre esclusivamente a partiti e sindacati. Ignorare il movimento delle scuole, fatto di mamme e di papà, di bambini e ragazzi vuol dire negare la costituzione e il valore dell'essere cittadini. Le parole di Berlusconi vogliono ricondurre tutto in termini di scontro politico maggioranza/opposizione. E sono giochi che non ci piacciono. Non siamo usi farci strumentalizzare da nessuno. Amiamo usare le nostre teste e sappiamo confrontarci, caro Premier! Ma forse un soggetto libero, capace di usare la testa fa paura, e allora si nega il confronto.
Il governo ancora ancora una volta ignora le migliaia di genitori e di insegnanti che rappresentano, in questo momento, l'anima critica del paese. Il Ministro sceglie di non avere interlocutori e non possiamo che rilevare in questo una dose di malafede e tatticismo mediatico. Noi genitori e insegnanti subiremo come i nostri figli la confusione di questa "manutenzione". Abbiamo più volte e in varie forme chiesto alla Ministro un incontro e un confronto ma il confronto nei meriti evidentemente non è sostenibile da chi sa che non può difendere un decreto fatto di soli tagli.
L'impressione, poi, è che si miri a riportare la discussione in un clima di tensione e di insicurezza. E' quello che leggiamo nella prova di forza da parte delle forze dell'ordine in questi giorni contro studenti universitari e medi. Noi non accetteremo la provocazione e fonderemo ancora la nostra mobilitazione sull'informazione, quella vera, e sui cortei di piazza, pacifici e partecipati. La Ministro continuerà a dire che si tratta di piccole frange ma convincerà solo se stessa.
Signor Ministro, signor Premier, NOI esistiamo, non siamo fantasmi e non vogliamo candidarci ad esserlo. La nostra attenzione non verrà meno dopo la conversione in legge del decreto a colpi di fiducia. La mobilitazione è solo all'inizio e i cittadini italiani coinvolti saranno sempre di più.
Dopo aver manifestato il nostro dissenso in tanti modi, in tutta Italia, chiediamo la sospensione immediata dei lavori parlamentari sul decreto ed un incontro diretto con il Ministro Gelmini.
Brutte parole, quelle di oggi, per chi ha la responsabilità di governare per il bene comune.
Coordinamento cittadino genitori-insegnanti Non rubateci il Futuro

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Caro Presidente,
nel suo messaggio a proposito della scuola , Lei ha dichiarato che non si possono dire solo dei no ma bisogna accettare che la scuola cambi, in sostanza che bisognerebbe rispondere con proposte. La logica del suo ragionamento andrebbe bene se ci trovassimo di fronte a una proposta per cambiare, migliorare, andare avanti; se la proposta fosse finalizzata a proseguire quel processo di cambiamento che molto spesso la scuola concreta e reale, ancora di più che i governi del Paese, ha portato avanti.
A noi sembra che un positivo percorso di riforma debba:
- misurarsi con le effettive situazioni di criticità, evitando di stravolgere le eccellenze del nostro sistema scolastico, quale la scuola primaria, come rilevato da tutte le comparazioni internazionali;
- coinvolgere tutti i soggetti protagonisti della scuola, compresi pedagogisti;
- interpellare le parti sociali;
- debba svilupparsi in ambito parlamentare attraverso il normale iter legislativo;
- suscitare dibattiti e non procedere con sondaggi televisivi.
A Lei sembra che questo stia avvenendo?
Anche noi siamo contro gli sprechi, ma la scuola ha bisogno di maggiori investimenti e, in alcuni segmenti, di riforme.
A noi non pare “riformismo” quella logica brutale di tagli, che renderà la scuola non più “razionale”, ma più povera. Né ci pare una logica di dialogo quel continuo disprezzare la scuola pubblica e i suoi operatori, del sud o del nord che siano.
Noi siamo convinti, signor Presidente, di quanto segue:
•elevare l’obbligo scolastico- come nella precedente legislatura- è una proposta, ridurlo è una rinuncia.
•generalizzare la scuola dell’infanzia pubblica è una proposta, perché è in quella fascia scolastica che si possono recuperare i dislivelli di partenza e gettare solide basi per ogni successivo apprendimento, ridurre quella scuola al solo orario antimeridiano è una rinuncia.
•estendere e potenziare l’educazione degli adulti è una proposta in quanto una popolazione adulta più colta favorisce lo sviluppo socio-economico della società, ridurre l’educazione degli adulti , come la legge 133 fa, è una rinuncia.
Spiace davvero che questo progetto del Ministro, che mette in discussione l’autonomia delle scuole, volendo decidere dall’alto persino l’organizzazione didattica, sia stato deciso con decreto e con richiesta di voto di fiducia.
Forse il rifiuto a questo modo di procedere può far sembrare che dal movimento di queste settimane vengano solo dei no.
Ma dietro ogni no, signor Presidente, ci sono dei sì: c’è la visione di una scuola accogliente, solidale, inclusiva, che si misura con storie e culture diverse, con una società sempre più disgregata e impaurita, che necessita di pluralità di interventi e di competenze.
Dietro ogni no ci sono dei sì per migliorare la scuola e non per tornare al passato.
Noi conosciamo la Sua sensibilità e la Sua attenzione nei confronti dei giovani che in queste giornate, non è una novità, sono fatti oggetto di saccenti lezioni da parte della grande stampa.
A noi sembra che i giovani che oggi occupano scuole e università, che sfilano pacificamente dietro uno striscione che recita “Non pagheremo la vostra crisi”, non facciano altro che chiedere alla società di “non rubare loro il futuro”.

Investire nella scuola pubblica significa garantire a tutti questo futuro.

G.De Chirico Liceo Artistico Roma

documento approvato all'unanimità il 22 ottobre in un'affollata assemblea sindacale dai docenti del Liceo Artistico "G.De Chirico" di Roma;
la mattina gli studenti avevano occupato(ed ancora occupano) la sede di via Ferrini e nel pomeriggio il Collegio Docenti si esprimeva decisamente contro la politica scolastica del Governo.
Mercoledi mattina al Senato verrà approvato il Decreto Gelmini,il "De Chirico" parteciperà sia alle lezioni all'aperto a piazza Venezia che al Sit-In di protesta sotto al Senato

LA GELMINI, UN MINISTRO BISOGNOSO DI RIPETIZIONI
Questo Ottobre 2008 resterà un mese storico della Scuola Italiana.
La Scuola Italiana, dall'Asilo all'Università, ha sfiduciato la Ministra Gelmini e la sua Riforma:-manifestazioni quotidiane fino al mezzo milione di persone a Roma,le cinquantamila a Milano,i cortei di migliaia di persone a Napoli, Genova, Catania,Torino, Bologna , Palermo e Cagliari che non hanno bisogno di troppi commenti…e non è sicuramente finita qui.
La Ministra Gelmini, confermando clamorosamente la sua inadeguatezza al posto che occupa, afferma di non "capire" le ragioni della protesta.
Essendo abituati a spiegare le nostre materie anche a studenti con gravi problemi d'apprendimento, chiariamo subito al Ministro che stiamo protestando contro gli 8 miliardi d'Euro ed i circa 300.000 posti di lavoro in meno nella Scuola Pubblica previsti dalla combinata della Finanziaria del 2008,dell'Art.64 della Legge 133,del Decreto Legge 137(cosiddetto Decreto Gelmini),del suo Piano Integrato,del Disegno Legge Aprea. Protestiamo contro i tagli fortemente voluti dal Ministro dell'Economia Tremonti e dal Premier Berlusconi.

Possiamo spiegare noi al Ministro Gelmini come e perchè il Piano per la Scuola del suo Governo è costituito da un mosaico di iniziative legislative finalizzato al totale smantellamento della Scuola Pubblica con l'Art.64 della Legge n° 133 (ex-Decreto Brunetta del 25 giugno), il Decreto Legge n° 137 del 1° settembre(cosiddetto Decreto Gelmini),il Bilancio di Previsione dello Stato per l'anno finanziario 2008,il Piano Integrato che la stessa Ministra Gelmini ha presentato il 19 settembre ufficializzato il 25/09/08 il cui testo è stato inviato alle Camere per il previsto parere a cui si deve aggiungere il Decreto-Legge 154 dal titolo "Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali"che ha l'intero articolo 3 dedicato alla riduzione delle istituzioni scolastiche sottodimensionate, ed infine.dulcis in fundo, il Decreto Legge Aprea che prevede la definitiva trasformazione delle Scuole in Fondazioni e cioè in Enti Privati con la chiamata diretta del personale da parte dei Dirigenti,l'abolizione delle RSU,la trasformazione dei Consigli di Istituto in Consigli di Amministrazione.

Quando il Ministro Gelmini afferma che non ci saranno licenziamenti nella Scuola evidentemente non "capisce" che possiamo ragionevolmente ipotizzare almeno 72.000 cattedre in meno con il previsto aumento degli alunni per classe più 42.000 posti per il Personale ATA.Non "capisce" che si devono ipotizzare circa 30.000 cattedre in meno per la prevista riduzione del Monte Ore Settimanale nella Scuola Secondaria di I e di II grado.Non "capisce" che con la reintroduzione del Maestro Unico si devono ipotizzare circa 80.000 cattedre in meno.Non "capisce" che per l'Università è previsto il licenziamento di circa 60.000 Ricercatori. Non "capisce" che i Precari non sono delinquenti o banditi, ma Lavoratori che hanno consentito il funzionamento dell'Istituzione Scolastica per molti anni.Potremmo provare a spiegare alla Ministra il Precariato,la Precarietà e la Precarizzazione.
La Ministra non "capisce" che con classi di 30-35 alunni non si riesce ad insegnare, e non "capisce" che il ritorno del Maestro Unico distruggerà la Scuola Primaria ritenuta dalle indagini internazionali una delle migliori del mondo.Potremmo provare a spiegare alla Ministra l'Integrazione, le Classi Differenziali e qualcosa sul razzismo.
La Ministra non "capisce" che Scuole Superiori ed Università protestano contro la trasformazione in Fondazioni che privatizzeranno la Cultura riservandola a pochi ricchi privilegiati, e non "capisce" che senza il ritiro del Decreto Legge sul Maestro Unico ed il totale cambiamento della sua politica scolastica le proteste continueranno e si inaspriranno sempre di più.
Il Presidente della Repubblica Napolitano chiede di essere propositivi, ed il ministro Gelmini invita dire dove trovare le risorse per assumere anziché licenziare Operatori della Scuola.
Dato che abbiamo un Ministro che non "capisce", ci si consenta di dare qualche suggerimento che vorremmo girare anche al Presidente Napolitano:-

1) Seria Lotta all'Evasione Fiscale;
2) Tagliare le Province, gli stipendi dei Parlamentari, i Parlamentari, le comunità montane, gli enti inutili ;
3) Un taglio radicale agli stipendi di manager tipo Profumo che "guadagna" 25.000 euro al giorno;
4) Drastica riduzione delle consulenze esterne; diminuizione degli stipendi dei Dirigenti Statali e delle loro pensioni ;
5) Aumento della tassazione degli alti redditi, dei grandi patrimoni, dei guadagni dovuti alla speculazione finanziaria-borsistica; reintroduzione della tassa di successione per le grandi eredità;
6) Tassare i beni ecclesiastici non connessi ad attività di culto; abolire l'otto per mille e qualsiasi altra forma di sovvenzionamento statale alle Chiese;
7) Invece di dare aiuti di Stato alle Industrie Automobilistiche, darli alla Scuola come alla Sanità;
8) Invece di prevedere Finanziamenti da dare alle Banche in Crisi, prevedere Finanziamenti per assumere i Precari cosi si otterrà un immediato aumento dei consumi interni che potrà veramente salvare il Paese dalla grave crisi economica in corso;
9) Riduzione delle Spese Militari che la sola cosiddetta" Missione di Pace" in Afghanistan ci costa almeno 1 milione di euro al giorno;
10) Eliminazione dei Finanziamenti alle Scuole Private a favore della Scuola Pubblica Statale

Siamo pronti a discutere le nostre proposte con il Ministro Gelmini e anche con il Presidente Napolitano non che con tutti/e i/le cittadini/e interessati/e alla Scuola Pubblica intanto ci riserviamo di entrare prossimamente in uno Stato di Agitazione Permanente che contempli,tra l'altro,l'astensione con conseguente blocco di ogni tipo di attività aggiuntiva(Progetti Relativi all'Ampliamento dell'Offerta Formativa;Viaggi d'Istruzione;Adozione Libri di Testo;Coordinatore di Classe;Funzioni Strumentali;Corsi di Recupero,Sportello ed Approfondimento;Simulazione delle Prove d'Esame fuori l'orario di servizio;Commissioni,ecc); prossimamente potremmo ancorarci rigidamente ai nostri Obblighi di Servizio auspicando un comportamento analogo anche da parte del Personale Ata e l'estendersi di questo tipo di protesta a tutti gli Istituti cosi magari la Scuola-che si regge da veramente troppi anni sul lavoro straordinario-si ferma e magari cosi potremo finalmente discutere ed essere ascoltati.Siamo sicuri che ormai è decisamente meglio che la scuola sia fermata a tempo determinato da noi che per sempre dalla volontà politica.

Roma,mercoledì 22 ottobre 2008

Assemblea Sindacale d'Istituto - Liceo Artistico "G.De Chirico" di Roma

RIGHI DI ROMA LICEO SCIENTIFICO STATALE

DOCUMENTO DEI DOCENTI E DEL PERSONALE ATA DEL LICEO SCIENTIFICO STATALE
³A. RIGHI² DI ROMA

I docenti e il personale ATA del Liceo Scientifico Statale ³Augusto
Righi² di Roma, riuniti in un¹affollata assemblea spontanea il giorno 16
ottobre 2008 e in assemblea RSU il giorno 21 ottobre 2008, esprimono il
proprio radicale dissenso nei confronti della politica scolastica
dell¹attuale Governo sia in merito ai contenuti che ai metodi usati per
riformare l¹assetto giuridico ed istituzionale della scuola italiana.
Riprendendo i punti discussi nell¹assemblea sindacale unitaria del
09/10/08 tenutasi al Liceo Classico Statale ³Torquato Tasso² di Roma, il
personale docente e ATA del Liceo Righi ribadisce che la politica del
Ministro Gelmini, oltre ad aver una chiara connotazione ideologica, è volta
a sottrarre risorse al pubblico per avvantaggiare settori privati.
L¹attacco frontale alla scuola pubblica ed al pubblico impiego è solo
uno degli effetti di questa politica; pertanto, definire questi decreti una
riforma è una allarmante semplificazione che non affronta con la dovuta
serietà una vera, organica, riforma della scuola.
Gli effetti concreti di questi provvedimenti, attuati attraverso l¹abuso
della decretazione d¹urgenza, si possono così sinteticamente riassumere:
1. un peggioramento progressivo della qualità dell¹istruzione e della
cultura nazionali;
2. l¹inefficacia del lavoro di insegnamento in classi sovraffollate quali
quelle che verrebbero a determinarsi se i progetti citati venissero attuati;
3. la crescita della dispersione scolastica;
4. l¹attacco demagogico alla scuola pubblica, considerata ³ideologica² e al
personale docente (e statale in generale), considerato ³nullafacente²,
attacco privo di qualunque fondamento pedagogico, come emblematicamente
dimostrato dalla reintroduzione del maestro unico in una fase storica nella
quale sarebbe semmai auspicabile una maggiore differenziazione delle
competenze, essendo la nostra una società complessa ;
5. la contraddizione tra il risalto dato ³all¹azione di modernizzazione²
della Scuola e il drastico taglio alle risorse;
6. l¹introduzione di sostanziali modifiche al contratto e allo stato
giuridico di tutto il personale senza alcun dibattito parlamentare e senza
contrattazione sindacale e confronto con i lavoratori;
7. la sottrazione per tutto il personale della scuola del diritto ad
ammalarsi in contrasto palese con il Diritto alla Salute, con gli accordi
sottoscritti con le OO. SS. nel Contratto Nazionale di Lavoro, in contrasto
con la Costituzione Italiana e le Norme di Sicurezza Sanitaria della
Comunità Europea;
8. l¹aumento dei carichi di lavoro, anche burocratico, mai retribuito, per i
docenti e per tutto il personale della scuola;
9. accorpamento degli Istituti Professionali con gli Istituti Tecnici,
tendente a snaturarne la didattica e la professionalità verso il basso in
un¹ottica classista e discriminatrice;
10. la pesante perdita di posti di lavoro per il personale precario (nel
triennio 2009-2011 sono previsti 87.000 docenti e 44.500 ATA in meno) che si
è rivelato determinante nel garantire in tutti questi anni il funzionamento
della scuola statale italiana;
11. l¹eliminazione di moltissime figure professionali ATA che oggi
garantiscono il funzionamento amministrativo e tecnico delle scuole, nonché
servizi di vigilanza, assistenza di base e assistenza agli alunni disabili e
supporto alla didattica;
12. la creazione di ³classi-ghetto² per studenti stranieri tipica di una
logica segregazionista e razzista;
13. l¹ultimo definitivo attacco alla scuola pubblica di Stato messo in atto
dal P.d.L. 953, a firma Aprea, che prevede di trasformare gli istituti
scolastici in fondazioni finanziate in parte da privati, e che
comporterebbe:
* l¹assunzione diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, con
possibili rischi di scelte arbitrarie e clientelari,
* la soppressione degli organi collegiali sostituiti da consigli diamministrazione, composti anche da rappresentanti degli enti finanziatori alle dirette dipendenze dei presidi-manager.
In tal modo si vorrebbe estendere al mondo della scuola una dissennata
logica di malinteso aziendalismo e liberismo senza regole i cui devastanti
effetti stanno drammaticamente ricadendo su di noi.

LA SCUOLA PUBBLICA NON E¹ E NON DEVE ESSERE FONTE DI PROFITTO, MA RESTARE
LUOGO DI FORMAZIONE E PRODUZIONE DI CULTURA

L¹assemblea autoconvocata del Liceo Scientifico Statale ³Augusto Righi²
decide pertanto di avviare un¹azione di lotta che prevede:
1. blocco dei viaggi di istruzione e delle visite didattiche giornaliere
come atto di protesta per l¹azzeramento attuato in questi ultimi anni della
retribuzione a fronte delle gravose responsabilità civili e penali, e del
pesante impegno assunto dai docenti accompagnatori;
2. blocco di tutte le attività extracurricolari e del lavoro aggiuntivo ;
3. coinvolgimento degli studenti e delle famiglie nelle azioni di difesa
della scuola pubblica di Stato mediante incontri aperti volti ad informare
ed elaborare strategie comuni;
4. coordinamenti con gli altri istituti statali del Territorio e nazionali.

Roma, 21 ottobre 2008

Seguono 83 firme tra docenti e personale ATA.

23 ottobre FERMIAMO IL DECRETO LEGGE 137

Entro il 23 ottobre la maggioranza vuole terminare l’iter del DL 137 e approvare i provvedimenti legislativi che devastano il sistema d’istruzione pubblico nazionale
PARTECIPIAMO TUTTI AL PRESIDIO E FIACCOLATA IL GIORNO 23 OTTOBRE

DALLE ORE 17,00 ALLE ORE 20,00
Organizzato da CGIL CISL UIL Lazio

Appuntamento davanti al Senato A partire dalle ore 17,00

FERMIAMO IL PIANO PROGRAMMATICO DI ATTUAZIONE ART. 64 L. 133/08
E IL DECRETO LEGGE 137 (D.L. GELMINI)

MANIFESTAZIONI 15 ottobre ROMA EST






























Lettera aperta dei genitori del coordinamento “Non rubateci il futuro” della scuola Iqbal Masih

Lettera aperta dei genitori del coordinamento “Non rubateci il futuro” della scuola Iqbal Masih

Venerdì 17 ottobre c’è il primo sciopero nelle scuole e non è uno sciopero come gli altri.
Facciamo un appello a tutti i genitori perché, al di là delle sigle sindacali, lo sostengano, come anche quello del 30 ottobre e tutte le forme di lotta previste dalle maestre e i maestri.
A cominciare dalla mattina di venerdì 17 andiamo a scuola con i nostri figli e accogliamo il “contrattempo” o il “danno”, lo sciopero insomma, CON UN SORRISO COMPLICE, il sorriso di chi sa che tutti stiamo lottando per una causa comune.
Il nostro sogno è che allo sciopero del 17 ottobre e al prossimo del 30 aderiscano tutte le maestre e i maestri. Il nostro sogno è che l’Iqbal Masih resti vuota perché tutti insieme stiamo lottando per difendere questa scuola.
Alle maestre e ai maestri diciamo: Noi siamo con voi e voi con noi.
Lo sciopero ci creerà disagio perché dovremo organizzare in modo diverso la nostra giornata, ma va bene! Servirà a dire con forza che il decreto Gelmini va bloccato. Sappiamo che molti di noi sono scoraggiati, sappiamo che molti di noi sono presi dagli affanni dei problemi quotidiani.
Ma questi oggi sono i nostri problemi!
Affrontiamo questo sciopero come se fosse anche il nostro sciopero. Lo sciopero di tutta la scuola, maestre, maestri, personale ATA, genitori e bambini.

Ci rivolgiamo ai genitori che, come noi, sono angosciati per il futuro dei loro figli. Quando a gennaio andremo a iscrivere i figli a scuola, alla materna, alle elementari, alle medie, ci renderemo conto di cosa abbiamo perduto. Solo allora ci accorgeremo cosa significa davvero la formula del ”Maestro unico” contenuta nel decreto Gelmini. A settembre dell’anno prossimo ci accorgeremo che nel solo Lazio (nel prossimo anno) sono previsti l’allontanamento di 5.000 maestre e la chiusura di 260 scuole. La classe dei nostri figli sarà più numerosa. Avremo un maestro dalle 08.30 alle 12.30 e poi? Cosa faranno nelle altre 4 ore i bambini? Non si meritano questo! E quanto ci costerà in più? La qualità della scuola pubblica si abbasserà di colpo e questo ricadrà sui nostri figli. Non è una delle cose peggiori che ci può accadere?

In questo mese abbiamo lottato in tutte le forme, ma ogni volta che proponiamo di bloccare le ore di lezione ci sentiamo dire: “Questo non si può fare” e noi, per rispetto di tutti i genitori e della convivenza civile, non abbiamo mai toccato il normale svolgimento della didattica. Ma sono proprio queste le forme di lotta che i nostri governanti temono di più, a patto che trovino ampia adesione in tutto il paese.
Da questa settimana il decreto Gelmini è in discussione al Senato, il momento è drammatico per le conseguenze che avrà tra breve e crediamo che lo sciopero sia un’occasione di protesta di massima importanza, perché le strade d’Italia sono percorse da centinaia di manifestazioni e sempre più persone stanno capendo la truffa che c’è dietro la riforma Gelmini: distruggere la scuola pubblica per risparmiare 8 miliardi di euro e aiutare le scuole private. Altro che miglioramenti. E altro che sacrifici necessari: per sostenere le banche i miliardi di euro a disposizione sono illimitati.
Contro la “riforma” Gelmini. Per la scuola pubblica del tempo pieno con due maestri.
I genitori del coordinamento

COMUNICATO STAMPA per 15 OTTOBRE

COMUNICATO STAMPA
per 15 OTTOBRE da coordinamento cittadino NON RUBATECI IL FUTURO

*50.000 in corteo ieri sera a Firenze contro il DL 137! Studenti medi e universitari, insegnanti, dirigenti scolastici , genitori e popolo tutti insieme a manifestare contro la devastazione della scuola pubblica!*

Domani a Roma 14 piazze ribadiscono NO ALLA RIFORMA GELMINI.

Il NO della Capitale si unisce agli altrettanti NO che arriveranno da tutta Italia (BOLOGNA, TORINO, NAPOLI, PARMA, GENOVA, PERUGIA, MILANO, VIAREGGIO, BRESCIA, CASTROVILLARI…)


NO GELMINI DAYS & NIGHTS
MA NON SIAMO CONSERVATORI


Una riforma della scuola è necessaria, ma non così: tagliano i fondi, tagliano le ore e rifiutano qualsiasi confronto, in Parlamento e nel Paese, con chi la scuola la fa e la vive tutti i giorni.

Moltissimi genitori in prima linea insieme a dirigenti e insegnanti stanno costruendo un forte movimento di opposizione al decreto legge di riforma della scuola privo di contenuti, al punto che la stessa Minista Gelmini l’ha definita “manutenzione” vergognandosi di chiamarla ad oltranza “riforma”.

Ribadiamo che una riforma per la scuola è necessaria come è irrinunciabile aprire un confronto con chi la scuola la vive e la fa ogni giorno. Genitori, in quanto cittadini ed elettori, in primis!

Noi vogliamo una scuola migliore, che valorizzi e diffonda le esperienze positive che ci sono, soprattutto nella scuola primaria, la prima ad essere attaccata e svuotata della sua capacità di formare i nostri figli come nuovi cittadini.

I genitori, gli insegnanti, i dirigenti, il personale tecnico, gli studenti chiedono a gran voce che il Governo interrompa l’iter di questo decreto e si fermi a discutere con il mondo della scuola.

Per questo aderiamo in maniera netta alla giornata di mobilitazione diffusa a livello nazionale per mercoledi 15 che vedrà ancora tante città d’Italia esprimere in maniera netta il rifiuto al D.L. 137. Continueremo ad aderire a tutte le iniziative prossime venture a partire dagli scipero nazionali del 17 e del 30 ottobre senza scelte di campo partitiche o corporativistiche.
Intanto: il 15 ottobre in tutta Italia le scuole saranno aperte, piene di vita e di idee, di musica e di dibattiti.

N.B. A Roma sono censiti al momento 9 concentramenti (cortei/fioccolate/fiaccolate che invaderanno strade e marciapiedi della città) e altre iniziative all’interno delle singole scuole.
Non meno di una quindicina i Municipi coinvolti. Il coordinamento appena avviato avrà presto modo di dare informazioni più precise e dettagliate. Continuano intanto le assemblee nelle scuole e nelle aule dei municipi e la situazione è in continua crescita. Al mondo della scuola primaria si stanno unendo gli altri livelli di istruzione: la scuola media e l’università stanno già facendo cronaca.

ELENCO DELLE SCUOLE CHE HANNO PARTECIPATO ALLA RIUNIONE DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE IL 9 OTTOBRE 2008

elenco scuole che hanno partecipato alla riunione del coordinamento provinciale 9_10_2008

192°_circolo
197° circolo
Ada Negri
Alfieri
Alonzi_45°circolo
Amaldi
Andersen
Basile _138°circolo
Belli
Benedetto Croce (Liceo Scientifico)
Benedetto da Norcia (Liceo)
Boccaleoni (Istituto tecnico)
Bottardi
Cecconi
Cecconi (Materna)
Chico Mendez
Corradi_ 89° circolo – Mat
Corradi_89° circolo – Elem
Corradini
Crispi_24°circolo
Dalmazio Birago
Damiano Chiesa _65° circolo
De Chirico
De Curtis _150° circolo
Deledda
Disney
Don Paolo Albera _50° circolo
Donatello
Emily Dikinson_137°circolo
F. D’Assisi (liceo)
Falcone
Francesco Crispi
G. Milanesi
G. Perlasca
Girolam_68°circolo
Girolamo Sanzio
Gismundo
I.C. Fidene
I.C._Solidati Tiburzi
I.C.Traiano (Dragona)
I:C._Via Valente
IC Via dell’Archeologia
ITIS_Galilei
ITT Livia Bottardi
Joyce
Kolbe
Lido del faro_128°circolo
M.L King
M.Teresa Calcutta
Mamiani (liceo)
Manzoni
Marco Polo
Marconi _82° circolo
Massimo Troisi
Mazzini
Meucci (Istituto tecnico ?!?!?)
Montessori_7° circolo
Morante _244° circolo
Motessori
P.M. Corradini
Pezzani_21° circolo
Pirotta
Pistelli _20°circolo
Quasimodo
Raimondi_178°circolo
Regina Elena
Rugantino (SMS)_91°circolo
Russell (liceo)
Saffi – 11° distretto
Saffi –_Scuola Infanzia
Salvo D’Acquisto
San Cleto
Sestio Menas
Sestio Menas (as. Nido)
Sestio Menas Elementare
SMS_San Benedetto
Sommovigo
Sommovigo Scuola Infanzia
Teresa di Calcutta_34° circolo
Toti
Trilussa
Troiano Dragona
V.le Adriatico_180° circolo
Valitutti
Villa Lazzaroni
Virgilio (liceo)
Vittorino Chizzolini
Vopicelli
XX Settembre

PARTECIPIAMO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 15 OTTOBRE

Il comitato genitori-insegnanti della scuola A. saffi
invita a partecipare alla MANIFESTAZIONE del 15 ottobre NEL V MUNICIPIO
per dire
NO
al gravissimo ATTACCO del Governo alla
SCUOLA PUBBLICA STATALE

Contro
una scuola e la cultura
al servizio del mercato
PER
LA DIFESA DELLA CONOSCENZA
COME BENE COMUNE

L’appuntamento è alle 16.30 fuori scuola per andare insieme a Via Tiburtina

Per chi volesse raggiungerci individualmente: Concentramento Via Tiburtina, 695
altezza Ist. Tec. Vespucci (già Lagrange)
Corteo Via Tiburtina
Arrivo Largo Beltramelli

NO
è Al contenimento della spesa pubblica sulla pelle della Scuola

è Al Maestro unico nella scuola dell'infanzia e nella scuola elementare

è Alla riduzione del tempo scuola a 24 ore

è Alla trasformazione delle scuole in Fondazioni di diritto privato

è Al taglio di oltre 200.000 posti di lavoro tra personale docente e non docente

è Alla chiusura del Tempo Pieno che sarà trasformato in doposcuola a pagamento

è Alla riduzione delle ore di sostegno

è Alla riduzione dell'orario scolastico in tutti gli ordini di scuole

è All'aumento di alunni per classe che porterà alla chiusura di 3.500 scuole nel paese

è Ad una scuola che avvantaggerà solo le scuole private

è Ai tagli delle risorse alla ricerca e all'università


Difendiamo la Scuola Pubblica e il futuro dei nostri figli


Coordinamento scuole V-VI-VII Municipio
“Non rubateci il futuro”

APPELLO-LETTERA APERTA AGLI INSEGNANTI E AI GENITORI DELLE SCUOLE DEL V° MUNICIPIO

APPELLO-LETTERA APERTA AGLI INSEGNANTI E AI GENITORI DELLE SCUOLE DEL V° MUNICIPIO(per creare insieme un Coordinamento tra le scuole del V° Municipio)

Sono una mamma del V° Municipio, abito a Colli Aniene e mio figlio di 4 anni frequenta il secondo anno alla Scuola Materna Sommovigo. Convinta dell'importanza di informare, in particolare i genitori dei bambini che frequentano la scuola materna ... prossimi alunni della scuola elementare, su quello che avverrà nella Scuola Primaria a partire dal prossimo anno scolastico (maestro unico, abolizione del tempo pieno etc.), mi sono mobilitata (con volantinaggi, affissioni di materiale informativo nella bacheca della scuola, partecipazione alla Fioccolata del 26 settembre, partecipazione alle riunioni del Coordinamento, volantinaggio durante il No Gelmini Day del 2 ottobre etc.) per informare sia i genitori che i docenti su cosa comporterà l'entrata in vigore del Decreto 137 (Gelmini) che recentemente ha avuto la fiducia alla Camera. Con mio sommo dispiacere, pur avendo avuto qualche attestazione di solidarietà ed essendo riuscita a raccogliere delle firme "in difesa della pluralità docente nella scuola elementare", sia davanti scuola materna che in giro per il quartiere, tuttavia non sono riuscita ad avere un supporto concreto da parte di altri genitori e insegnanti.
La mia difficoltà maggiore, essendo praticamente SOLA, è quella di contattare altre persone del quartiere e del municipio per organizzare delle attività insieme. Lo scorso 9 ottobre ho partecipato all'Assemblea cittadina dei Coordinamenti genitori-insegnati di Roma, organizzata dal Comitato " Non rubateci i futuro" presso la scuola "Ibal Masih", alla quale hanno erano presenti i rappresentanti di 90 scuole di Roma di ogni ordine e grado (vedi verbale e comunicato stampa:
http://scuolaschool.spaces.live.com/blog/cns!789D18A41EC09A6F!715.entry ).
Tra le proposte deliberate in tale sede si è deciso di organizzare tante iniziative cortei e manifestazioni in diverse zone di Roma per MERCOLEDÌ 15 OTTOBRE, tra cui: -UN CORTEO-FIOCCOLATA DELLE SCUOLE DI ROMA SUD ed EST da Via Tiburtina a Largo Beltramelli: partenza alle ORE 16,45 davanti all'Istituto Lagrange (via Tiburtina, 645 - metro B Pietralata) arrivo a Largo Beltramelli (vedi Volantino in allegato) Colgo l'occasione di questo CORTEO nel V° Municipio per invitare insegnanti e genitori, che sono interessati a queste mobilitazioni, a metterci in contatto per creare un Coordinamento tra le scuole del V° Municipio (ho infatti saputo che si sono svolte altre iniziative in alcune scuole della zona, ma non sono riuscita ad individuare gli organizzatori).
Per contatti lascio la mia e-mail: BARBARA MASSIbaxmassi@libero.it
Grazie a tutti Barbara

LA SCUOLA ANDERSEN E' OCCUPATA!

La Scuola Andersen è occupata! Genitori e lavoratori della scuola hanno deciso di dare un segnale forte al ministro per ricordarle che la scuola è nostra, di chi la vive, di chi ci lavora, di chi la usa. Noi conosciamo le necessità, noi finanziamo la scuola con le tasse e perciò chiediamo che i progetti sulla scuola vengano concordati con le famiglie e con gli insegnanti, non con decreti leggi e mozioni di fiducia per aggirare il dibattito parlamentare.
La scuola non è un azienda dove il ministro-manager di turno pensa di tagliare servizi e licenziare a proprio piacimento (in una qualsiasi azienda un tale taglio dell’offerta avrebbe comportato l’immediato licenziamento), ma un’istituzione, che tutti noi paghiamo per far funzionare la nostra società. E’ una necessità che non può essere messa in vendita. Non è un servizio che possiamo avere o non avere.
Perciò abbiamo deciso per questa settimana di riprenderla, e chiediamo a tutti di fare qualcosa perché non ce la portino via.
Diciamo no al maestro unico e al furto di ore di lezione, no allo scippo del tempo pieno, no alla scuola ad ore e a pagamento, no alla chiusura delle scuole, alla scuola che punisce e seleziona, no al licenziamento di 130.000 precari, no alla privatizzazione di scuola e sanità.
Diciamo sì alle scuole aperte anche il pomeriggio, al tempo pieno, ai laboratori, alle attività di recupero, al sostegno in rapporto alle vere necessità, ad una scuola che integra e accoglie e non lascia indietro nessuno.
Non ci sta bene cosi’ com’è neanche oggi, figuriamoci dopo i tagli del ministro Gelmini
In considerazione delle numerose iniziative presenti sul territorio, non abbiamo previsto delle specifiche iniziative all'interno della scuola, tuttavia l'edificio sarà aperto a chi vorrà collaborare o vorrà ricevere informazioni. Invece chiediamo a tutti di partecipare alle iniziative che sono state programmate a livello cittadino e di municipio.

Domani, 13 ottobre, ore 16-19 sit-in di fronte al Senato (c.so Rinascimento)
Martedì 14 ottobre Assemblea aperta al ITIS E. Fermi, v. Trionfale 8737 (Metro Monte Mario, bus 46) dalle ore 16. Sono invitati i lavoratori della scuola, gli studenti e i genitori. Perché i tagli riguardano tutto il sistema della scuola, dai nidi alle università.
Mercoledì 15 ottobre, in occasione della notte bianca per la scuola pubblica lanciata a livello nazionale dall'assemblea delle scuole bolognesi, corteo-fiaccolata con appuntamento a p.zza Clemente XI (M. Salvi) alle ore 18. Partenza alle 19, percorso di via Federico Borromeo fino a p.zza Capocelatro. Dopo ci si può trasferire all'ITIS Einstein per un'assemblea-pizzata fino a tarda notte.
Giovedì 16 ottobre Assemblea dei genitori dalle ore 16,45 nel cortile della scuola elementare Maffi. (v. Maffi).
Venerdì 17 ottobre Sciopero Generale. Appuntamento a p.zza Esedra alle 9,30. (Metro Repubblica) per la manifestazione.
Sabato 18 ottobre Assemblea Nazionale delle scuole presso l'istituto Galilei (v. Conte Verde, Metro Manzoni) alle ore 10.00.

Per contatti: cglsrn@gmail.com

ASSEMBLEA GENITORI-INSEGNANTI 137° CIRCOLO

LA SCUOLA PUBBLICA VUOLE GUARDARE AL FUTURO

L’assemblea dei genitori e insegnanti del 137° Circolo Didattico di Roma, ha chiesto a tutte le sigle sindacali e Associazioni professionali di indire urgentemente una mobilitazione unitaria
PER DIRE NO AL TENTATIVO DI QUESTO GOVERNO DI FAR GIRARE INDIETRO DI 40 ANNI LE LANCETTE DELL’OROLOGIO DELLA SCUOLA PUBBLICA.

Il decreto Gelmini137/08 in corso di conversione in legge prevede in sostanza
· la riduzione degli insegnanti circa 80 mila;
· riduzione del tempo scuola con la sparizione della didattica di 40 ore dell’attuale tempo pieno e 2 insegnanti con 24 ore di didattica e un solo insegnante più eventuali aggiunte di 3 o più ore a partire dal 1 Settembre 2009 senza sapere come saranno organizzate, sulla base di quali disponibilità di organico e a carico di chi
· riduzione del personale ATA 44 mila;
· chiusura delle scuole più piccole;
· progressiva privatizzazione del servizio scolastico;
· tagli delle risorse in 3 anni per 7 miliardi di euro.
Come genitori ci domandiamo come è possibile che si continui ulteriormente a colpire una spesa scolastica già ridotta all’osso, che si diminuiscano le opportunità formative ed educative anziché aumentarle, che si ripresenti la possibilità di non garantire il diritto al successo scolastico per tutti .
Con questo decreto e questi tagli non si potrà più assicurare l’integrazione dei bambini portatori di handicap, o di altre religioni o nazionalità o l’inserimento di bambini con evidenti problemi sociali o di famiglie a basso reddito, ma permetterà invece l’aumento della dispersione scolastica
Ci domandiamo perché intervenire con misure così distruttive come queste in un settore della scuola pubblica che – anche a detta dei parametri internazionali (PISA OCSE) – funziona bene?

MOBILITIAMOCI PER DIRE
NO AI TAGLI NO AL MAESTRO UNICO

Mercoledì 15/10/2008 dalle ore18.00 concentramento in P.zza Clemente XI (P.zza Mario Salvi) per partire alle ore 19.00 con corteo fiaccolata per Via Federico Borromeo fino al presidio fiaccolata a P.zza Capecelatro fino alle ore 22.00.
R.S.U, Insegnanti e Genitori del 137° Circolo Didattico
Aderiscono: s.e. Lambruschini, s.e. Nazario Sauro, s.e. Andersen, I.C. via Boccea, S.M. Sacchetto, S.M. Capozzi, S.M. Rosmini, S.M. Stefanelli, S.M. Don Morosini, Coordinamento Genitori e Lavoratori della scuola Roma Nord, Cub Scuola Roma

CUB SCUOLA

CUB SCUOLA
via dell’Aeroporto 129, 00175 Roma
tel\fax 06 76 96 85 14 - email: cubscuola.roma@tiscali.it

Noi abbiamo qualche domanda nella testa……

· Cosa c’è scritto nel “piano Gelmini” per la scuola?
· Aumentare il numero degli studenti in classe, diminuire l’orario delle lezioni, tagliare l’attività di laboratorio, migliorerà la qualità dell’istruzione?
· Un numero sempre maggiore di professori e personale non docente con contratti a tempo determinato (cioè precari) a chi fa comodo?
· Il voto di condotta consentirà di fronteggiare il “bullismo”?
· Quali finalità didattiche ha il ritorno al “maestro unico” nelle elementari?
· Cosa prevede il famoso decreto “Brunetta” sul diritto alla malattia?
· Cosa sono le Fondazioni ? Perché dovrebbero dare i loro soldi alla scuola?
· Le scuole private esistono, finanziate con soldi pubblici, in cosa sono migliori delle statali? Nella Sanità già ci sono le Fondazioni, è migliorato il servizio? I loro conti economici sono in ordine?
· I governi danno i soldi alle banche quando falliscono, perché non ci sono per la scuola?
· Perché il 17 ottobre i sindacati di base, tutti insieme, hanno indetto lo sciopero generale?
· Ed altre ancora..

Se sei un lavoratore della scuola che aspira al premio ai BRAVI e SERVIZIEVOLI, del Ministro Gelmini, per quelli che fino il 2012 avranno resistito ai licenziamenti e agli stipendi di fame;
se sei uno studente che, vada come vada, tanto “il posto di lavoro melo assicura papà, sennò resto a casa di mamma”;
se sei un genitore che, vada come vada, tanto “il figlio “bamboccione” melo tengo a casa o un posticino glielo rimedio comunque”:
NON FARTI QUESTE DOMANDE … ANZI, NON FARTENE NESSUNA E NON TI LAGNARE……. NON PARTECIPARE ALLA VITA SOCIALE E SOPRATTUTTO NON LOTTARE
Noi, invece, non ci accontentiamo di quello che racconta la TV, vogliamo saperne di più, vogliamo dire la nostra, vogliamo decidere del nostro futuro
ASSEMBLEA
dei lavoratori della scuola, degli studenti e dei genitori
MARTEDI 14 OTTOBRE DALLE ORE 16
ALL’ITIS “E. FERMI” via Trionfale 8737

Interverranno delegazioni di lavoratori di altre scuole (Mariani, Einstein, Andersen..) e del Comitato di Roma Nord Genitori e Lavoratori della scuola

Da domani la scuola Andersen è in occupazione

In considerazione delle numerose iniziative presenti sul territorio, non abbiamo previsto delle specifiche iniziative all'interno della scuola, tuttavia l'edificio sarà aperto a chi vorrà collaborare. Ovviamente vi invitiamo, come concordato, a non proporre attività che interrompano la didattica con i bambini.
Domani, 15 ottobre, mentre i bambini faranno lezione, alcuni genitori prepareranno al piano terra gli striscioni per l'occupazione e i cartelloni per il sit al Senato del pomeriggio. L'appuntamento per andare insieme è alle 16,30 all'uscita della scuola.
Martedì 14 ottobre Assemblea aperta al Fermi ore 17. Siamo invitati ad intervenire. Cerchiamo di allargare la protesta alle scuole superiori. In allegato il volantino.
Mercoledì 15 ottobre, in occasione della notte bianca per la scuola pubblica lanciata a livello nazionale dall'assemblea delle scuole bolognesi, corteo fiaccolata con appuntamento a p.zza Clemente XI (M. Salvi) alle 18, partenza alle 19, percorso di v. F. Borromeo fino a p.zza Capocelatro. Dopo ci si può trasferire all'Einstein dove gli insegnanti hanno indetto un'assemblea con pizza fino a tarda notte.
Giovedì 16 ottobre assemblea aperta dalle ore 16,30 nel cortile della scuola elementare Maffi. Dopo ad Andersen per preparare striscioni e cartelloni per la manifestazione del giorno dopo.
Venerdì 17 ottobre sciopero generale con manifestazione. L'appuntamento per noi è alle 8,30 di fronte la scuola, poi alle 9,30 a, p.zza Esedra.
Sabato 18 ottobre Assemblea Nazionale delle scuole presso l'istituto Galilei alle ore 10.00.

Servono persone per volantinare in altre scuole: date la disponibilità! 328 0120110

MANIFESTAZIONI 15 ottobre V-VI-VII



15 ottobre FIACCOLATA A SPINACETO


LUNEDI 13 OttobreOre 16-19 PRESIDIO davanti al SENATO

LUNEDI 13 OttobreOre 16-19
SIT-IN / PRESIDIO davanti al SENATO (dalla parte di P.za Navona)
in occasione dell’inizio dell’esame al Senato per la conversione in legge del
decreto Gelmini che ha già ottenuto la fiducia dalla Camera.
Il decreto prevede tra le altre:
- il ritorno al maestro unico;
- il taglio dei finanziamenti alla scuola pubblica e di 200.000 posti di lavoro;
- la distruzione della scuola pubblica.

VI INVITIAMO A NON MANCARE, oltre che a diffondere e propagandare l’iniziativa nelle scuole e fuori, a far partecipare docenti, studenti, genitori, nonni ... e tutti quelli che hanno a cuore la scuola.
E' IMPORTANTE GARANTIRE LA PRESENZA ANCHE PER POCO TEMPO, A ROTAZIONE E IN BASE AI PROPRI IMPEGNI.
CERCHIAMO DI ESSERE NUMEROSI!!!

COMUNICATO STAMPA DEL COORDINAMENTO GENITORI-INSEGNANTI ROMANI

Roma, 10 ottobre 2008 h 12:00

Il coordinamento dei comitati genitori-insegnati romani che si è riunito ieri per la prima volta dall’inizio delle mobilitazioni per il rifiuto della riforma Gelmini e per dare continuità alle mobilitazioni sorte spontaneamente alla riapertura delle scuole, ha avuto un primo momento di incontro e di riflessione alla scuola Iqbal Masih, al casilino 23. La riunione ha visto la presenza di 64 scuole romane e l’adesione di altre 25. In contemporanea è stato mantenuto anche il presidio sotto il parlamento in occasione del passaggio finale alla Camera.

Giù le mani dalla scuola pubblica.
È questo lo slogan che verrà scritto su migliaia di lenzuoli da appendere alle finestre dei cittadini romani. Striscioni sì, ma anche cortei e notti bianche, saranno in programma mercoledì 15 ottobre ed è stato accolto all’unanimità da un applauso liberatorio l’annuncio di una manifestazione cittadina per metà novembre per dire no a questa “manuntenzione” della scuola pubblica e alle modalità scelte che azzerano qualsiasi confronto con chi la scuola la vive ogni giorno, non solo insegnati ma anche e soprattutto genitori.

Si procede quindi in continuità con quanto messo in campo fino ad ora dalle singole scuole ognuna nel proprio territorio - nello spirito dei NO GELMINI DAYS avviati il 2 ottobre scorso - ma con la forza maggiore del coordinamento.

“Nessuno si senta demoralizzato dall’approvazione del decreto alla Camera. La strada è ancora lunga” dicono i genitori del comitato “ma non ci spaventa perché siamo sempre di più”.
Aumentano infatti le cifre della mobilitazione in tutta la penisola e nel corso della riunione l’arrivo inaspettato della notizia di un corteo a Pisa con 5.000 tra genitori, bambini e insegnanti -senza alcun appoggio o appartenenza di partiti e associazioni politiche, come tengono a sottolineare al telefono - non ha fatto che confermare la dimensione nazionale della mobilitazione.

Il coordinamento ha tra l’altro deciso di impugnare, anche in sede legale, tutte le dichiarazioni lesive della dignità della scuola pubblica e del corpo insegnante.

dalla riunione di coordinamento cittadino del 9 ottobre 2008 riunita presso la scuola elementare Iqbal Masih di Roma

COMITATO NON RUBATECI IL FUTURO-VERBALE DELLA RIUNIONE DEL 9 OTTOBRE 2008

Il comitato “ Non rubateci il futuro” dell’Iqbal Masih ha organizzato delle precise modalità di registrazione e all’ingresso nella scuola ogni partecipante è invitato a indicare i nome dell’istituzione scolastica di appartenenza e i recapiti. Sono presenti rappresentanti di 65 scuole
Introduce Simonetta Salacone
Un incontro provinciale per contarci.
Sono presenti tutti gli ordine di scuola, dalla scuola dell’infanzia alle scuole secondarie superiori
Due scopi
Informazione sul punto della situzione
Organizzazione per le future attività
All’Iqbal Masih non ci teniamo alla primogenitura del movimento di protesta: nascano più coordinamenti su tutta Roma. Tante scuole stanno diventando protagoniste. E’ in corso un presidio sotto il Parlamento in occasione del voto di fiducia. Propone di
chiedere le adesioni dei Consigli di circolo
tenere aperte le aule per fare un po’ di attività sulla questione scolastica
E’ fondamentale decidere come organizzarsi (per distretti / municipi) e come ci si organizza all’interno di ogni coordinamento. Legge una lettera contro l’indifferenza degli insegnanti per quello che succede agli altri che sarà pubblicata sul blog.

Riccardo Rozzera ( genitore dell’Iqbal Masih)
Comunica che a Pisa ci sono 5 mila persone in Piazza che stanno manifestando senza partiti e forze politiche contro il decreto 137

· Presidente del Consiglio di Circolo 126 Iqbal Masih Luciano Ventura
Abbiamo appena cominciato. La forza del Coordinamento è stata la forza di organizzare la protesta con la consapevolezza che il decreto sarebbe passato (hanno la maggioranza in Parlamento e sono arroganti). I numeri della protesta stanno aumentando. La scuola sta tornando al centro della politica italiana. Ora deve rimanere al centro dell’attenzione. I mezzi sono tanti: petizione al Presidente della Repubblica per contestare l’urgenza del decreto legge. Non mollare la tensione e l’attenzione sulla legge. Siamo sulla stampa e dobbiamo rimanerci. Il coordinamento delle scuole (studenti, insegnanti e genitori) deve dire come andare avanti nella protesta al di là di ciò che faranno i sindacati e i partiti. Cosa fare insieme? Un presidio notturno, una manifestazione cittadina, ecc…
Scuola Francesco Crispi.
Abbiamo iniziato timidamente poi piano, piano siamo cresciuti. Un documento contro il decreto. Hanno partecipato al NO Gelmini day. Alle 20 sono usciti per il quartiere. Organizzeranno per il 15 la notte bianca (dalla sera alla mattina). Bisogna avere visibilità: Propongono di mettere lenzuoli alle finestre dele case con scritte contro il maestro unico e per a difesa della scuola pubblica. Partecipare alla manifestazione del 17 Cobas, in coda con le nostre bandiere. Costruire una scuola di legno da trasportare nel corteo.
· Scuola del 7 Circolo Montessori. Solo ieri la prima assemblea aperta anche alle scuole superiori.
Cosa fare è difficilissimo dirlo. La riforma della Moratti è stata bloccata ma non è stato pubblicizzato. Costruire relazioni. Nel 2° Municipio stanno provando a coordinarsi. Ci vuole ancora tempo e resistenza.
· Genitrice dell’8 Municipio Scuola Via dell’Archeologia. Nella riunione de consiglio dell’8° municipio ,i politici del municipio di destra non erano d’accordo con il Ministro. Siamo solo in 2 contro la maggioranza delle mamme. Pessimo è stato l’intervento di un giornalista a Canale 5 che ha detto che i genitori insegnano l’odio ai figli.
· Frezza della Scuola Milanesi Presidente del Consiglio di Istituto comprensivo Statuario. Hanno approvato un documento contro la riforma , messo sul sito, volantinaggio. I genitori sono attenti ma non lo esprimono fuori dalla scuola. Spostare i numeri della maggioranza della nazione senza far crescere che sia la rivincita della sinistra. Lettera aperta al Sindaco per capire cosa ne pensa del decreto. Spoliticizzare al massimo partecipando a tutte le iniziative sindacali e politiche.
· Rappresentante immigrati Vladimir. Associazione Albanese. Insegnante precario anche perché straniero con laurea in fisica che non può lavorare regolarmente per colpa delle politiche internazionali. 16 ottobre manifestazione Piazza della repubblica degli immigrati contro la Bossi Fini ed il razzismo. Non si sente estraneo alla lotta perché non solo gli insegnanti ma anche le famiglie sono attaccate, e in particolare quelle degli immigrati. Porta la solidarietà alla protesta perché il problema è comune.
· Genitore Viale Adriatico. Hanno fatto un assemblea con altre scuole del municipio scuole elementari e superiori. Un episodio spiacevole di un poliziotto in borghese che staccato i manifesti. La Preside non permette di attaccare striscioni all’interno li attaccheranno all’esterno. Fa parte di un assemblea di scuole di Roma ( che si riunisce al Galilei ) composta da varie componenti : sindacati di base ,studenti, insegnanti, genitori. Allargare la lotta anche contro il disegno di privatizzare con le scuole che diventano Fondazioni. Il 13 sit in al Senato dalle 16:00 in poi – il 15 notti bianche – venerdi 17 sciopero e corteo da Piazza della repubblica. Sabato 18 assemblea nazionale a Roma al Galilei ore 10:00.
· Insegnante Crispi 24 circolo. Proposte: istituire l’insegnante unico per una settimana nelle scuole ritirando i bambini alle 12:30. Sciopero bianco, i bambini non entrano con gli insegnanti. Più contraddittori nelle trasmissioni televisive. Presidio sotto la RAI di via Asiago chiedere a trasmissioni come Ruggito del coniglioo Caterpillar che ha un’inviata esterna di farci parlare . Inviare al Quirinale la richiesta di non firmare. E’ andata di persona a controllare presso a Stazione carabinieri: Solo i magistrati possono ordinare di staccare striscioni che non offendono. Propone di organizzare presidi sotto il ministero.
· Insegnante della San Benedetto. Scuola media. Coinvolgere la scuola materna. Assemblea sindacale partecipata che ha aderito al no gelmini day. Il 14 ottobre assemblea con i genitori per informarli con un documento. Proposte: notti bianche, Stefano Benni forse parteciperà. Referendum nelle scuole per gli insegnanti e i genitori per sapere se sono a favore o contro la riforma.
· Insegnante del Benedetto da Norcia. Liceo classico. Inizia a muoversi qualcosa. Assemblea della scorsa settimana con il blocco della didattica. Coordinamento ed assemblea con tutti (insegnanti, studenti e genitori) che ha votato una mozione di rigetto del decreto. Il 15 ottobre faranno assemblea di istituto e dalle 15 un incontro con altre scuole superiori. Andranno in piazza il 17 ottobre contro la finanziaria. Partecipare all’assemblea delle scuole di Roma (Galilei) , il 18 assemblea per mobilitazioni nazionali. Contrastare il decreto dell’Aprea.
· Genitore della Pirotta. Assemblee e volantinaggi fatti. Propone un sit in fuori i Municipi per dare più visibilità. Cercare la solidarietà delle persone :centri anziani, mercati.
· Insegnante Ada Negri. Parla anche come mamma. Hanno costituito un comitato di genitori e insegnanti. La dirigente ha messo a disposizione una sede per i pomeriggi. Hanno fatto volantinaggi. Il 17 saranno in piazza.
· Insegnante 82°circolo. Hanno informato le famiglie ed è andata abbastanza bene. Iniziativa grossa per i No Gelmini day- Che fare per rafforzarci. Comunicare alle famiglie e ai figli. Manifestazione dei 17 e del 30.
· Studente della rete per la formazione. A PISA hanno occupato l’università. Unire le lotte che si stanno creando dalle scuole alle università.
· Rappresentante della rete dei precari. Partecipare alle manifestazioni perché ogni data è importante. Fa un’analisi politica dei tagli alla scuola che servono per pagare i debiti bancari.
· Insegnante Liceo Russel. Con lentezza ma ora si muovono. Coordinamento per le iniziative e varie proposte (bloccate le uscite didattiche).
· Insegnate della Saffi. Assemblea con i genitori e corteo del 6. Proposta: sospendere le uscite dei ragazzi. Rete dei Comitati di quartiere: si organizzano in un’assemblea il 16.
· Genitrice della Marco Polo. Sono pochissimi i genitori che partecipano e non partecipano le insegnanti della materna e delle elementari. Non faranno la notte bianca.
· Cassiani Massimo genitore del 9° municipio - Rimettere al centro del dibattito politico la scuola.
· Salvatore Conforti Rappresenta 25 scuole di 3 municipi 17-18-19 – Idea di rendere più visibile la protesta. Proposta: il 15 notte bianca con fiaccolata nazionale su vari punti della città, come Bologna. Le scuole di Roma Nord organizzano una fiaccolata il 15 a Piazza Risorgimento
· Insegnante del 50° circolo. Ricordarsi del precariato nell’insegnamento. Parleranno con il municipio. Sciopero bianco. Il collegio non chiama supplenti nella contemporaneità.
· SALACONE: proposte condivise. Organizzazione: avere due scuole per municipio e dei comuni della provincia come riferimento. Il sito Non rubateci il futuro diventerà un sito cittadino.
· Esponiamo striscioni ai balconi con scritto: Giù le mani dalla scuola pubblica
· Scrivere una lettera al sindaco che garantisca i tempi della scuola
· Denuncia ( con consulenza di avvocati) per gli insuti che insegnanti e genitori hanno rievuto a mezzo stampa dai ministri e giornalisti
· Adesioni a tutte le iniziative sindacali, politiche che parlano di scuola e che permettono al coordinamento Non rubateci il futuro di parlare ( 11 ottobre con la sinistra, il 17 con i sindacato di base, il 30 con i sindacati confederali…)
· Lettera al Presidente della Repubblica per chiedere di intervenire a garanzia della Costituzione e della scuola pubbica
· Organizzare tanti coordinamenti locali che si coordinano a livello cittadino
· Annuncio di trasmissioni : Lunedi Cominciamo Bene su Rai 3
· Il 15 fare tante iniziative diverse – Roma Nord fiaccolata piazza Risorgimento ore 19 – V° municipio corteo su via Tiburtina dalle ore 17 dal Lagrange - Occupazioni : scuola CRISPI Monte Verde
· Referendum nella scuola
· Preparare Cahiers de doleances per pubblicare tutte e cose che nella scuola non funzionano
· Domani manifestazione degli studenti. partecipare
· Coinvolgere i centri anziani per coinvolgere l’opinione pubblica
· Stare con banchetti fuori i mercati per informare ( chiedere autorizzazione per occupazione di suoo pubblico)
· Organizzare una Manifestazione cittadina a novembre
· Scrivere alle commissioni scuola dei municipi
· Coinvolgere gli ATA
· Nella scuola Iqba Masih stiamo girando uno spot pubblicitario contro i maestro unico e contro i tagli alla scuola, prodotto e distribuito da Nessuno TV; si farà girare
· Spiegare la non apoliticità delle iniziative dei docenti, che come intellettuali hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero e di intervenire sulla “polis”
· Organizzare la consegna firme raccolte al Ministero

Entro 15 giorni sarà convocata una riunione organizzativa dei referenti dei municipi; le scuole si attivino al più presto per coordinarsi e organizzarsi

ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA- FERMIAMO IL DL 137

SCRIVERE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI NON FIRMARE IL dl 137
9 Ottobre 2008
Assemblea scuole Bologna FERMIAMO IL DL 137

Diffondo una iniziativa partita oggi stesso dopo il voto di fiducia sul DL 137, finalizzata a fermare il decreto, in dirittura d’arrivo. E’ molto semplice e mi pare significativa.
SCRIVERE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI NON FIRMARE IL dl 137.
Maggiori dettagli: andate sul sito http://www.quirinale.it/ - cliccate su “la posta” - compilate il format e scrivete il vostro messaggio a Napolitano. DIFFONDETE: ne stanno arrivando migliaia. Ricordo che è molto importante partecipare all’assemblea di venerdì 10 (Scuole Guido Reni, vicolo Bolognetti), soprattutto portando l’ipotesi delle scuole che intendono aderire alla NOTTE PER LA SCUOLA PUBBLICA, per ricevere il materiale (e versare… contributi). E per riposare … partecipiamo sabato alla tavola rotonda della Festa della Storia: vedi invito del prof. Dondarini qui di seguito.Centro Internazionale di Didattica della Storia e del PatrimonioFacoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna
All’Assemblea delle scuole di Bologna.
Quelli appena adottati dal governo non sono che i provvedimenti più eclatanti e rozzi di un’offensiva contro la scuola pubblica intrapresa già ai tempi del ministero Moratti, quando alcune delibere delle commissioni parlamentari e le Indicazioni ministeriali attentarono alla libertà di insegnamento e imposero limitazioni dequalificanti ad alcuni ambiti formativi della scuola primaria tra cui quello fondamentale della storia.A quei provvedimenti migliaia di insegnanti in tutta Italia hanno opposto non solo un rifiuto, ma una comune ricerca di una maggiore qualità dell’insegnamento.In questa prospettiva hanno promosso innumerevoli incontri e dibattiti tra cui quello che inaugurerà la Festa della Storia: Sabato 11 ottobre alle ore 10,00 - all’aula 1 di via Zamboni 32Tavola rotonda e dibattito con insegnanti e genitori per rispondere con la qualità e l’impegno alle demolizioni ministeriali
Chi ha paura della storia?
Prospettive e strumenti per rilanciarne l’insegnamentoLe possibilità di dare un seguito coerente alle attuali proteste dipendono dal valore delle proposte alternative, per questo la tavola rotonda si collega strettamente con l’attuale mobilitazione.
Con questo mio invito intendo sostenere le vostre ragioni e aggiungere anche questa strada alla vostra protesta.
Rolando Dondarini,docente di didattica della storia, all’Università di Bologna.

DIMISSIONI PEDAGOGISTI CANEVARO IANES

Oggetto:Dimissioni dall'Osservatorio sull'Integrazione scolastica del Ministero della Pubblica IstruzioneQuesta nuova politica scolastica fatta di tagli, economie presunte, annunci e smentite, rigore, disciplina, ordine, divise, autorità, voto in condotta, bocciature, selezione produce in tutti ulteriore insicurezza, diffidenza e conflitti. Queste politiche scolastiche sonoevidentemente gestite da finalità economicistiche, per risparmiare: ma questo avverrà sulle spalle delle famiglie, sulla pelle degli alunni esulla credibilità della Scuola pubblica, come la vuole la nostra Costituzione.In questo clima di "produzione sociale di ostilità, diffidenza, tensione", anche la Pedagogia subisce un violento attacco.Nel clima di rinnovato rigore scolastico, chi viene additato come responsabile dello sfascio, oltre naturalmente ai fannulloni?L'ideologo dei fannulloni e dei lassisti: il pedagogista, il pedagogista di Stato, la pedagogia, il pedagogese... Chi perdonava tutto, chi non ha polso, chi comprende tutto invece di punire, chi non ha le palle per imporsi, chi ci affumica con discorsi fumosi pseudofilosofici, chi non davaimportanza alle discipline, il pedagogista debole, che ha indebolito la Scuola Italiana, ecc.Ecco, a questo clima di strisciante, ma non troppo, denigrazione, come pedagogisti non ci stiamo. E non ci stiamo neppure ad essere membri di un Osservatorio per l'integrazione Scolastica degli alunni con disabilità di un Ministero della Pubblica Istruzione che si comporta nei fatti come stiamo vedendo, e come risulterà ancora più evidente nei prossimi mesi.Forse la Ministra Gelmini sta cercando una nuova squadra di esperti che legittimi la sua visione (?) dell'integrazione?Non sarà facile trovarli tra i pedagogisti speciali, se sapranno leggere tra le righe della sua dichiarazione in occasione della sua audizione alla Camera:"E' nello stesso spirito, nello spirito di una scuola che sia realmente per tutti, che affermo il diritto all'istruzione di chi presenta abilitàdiverse. Gli obiettivi didattici, le metodologie e gli strumenti devono essere personalizzati e coerenti con le abilità di ciascuno per definire i livelli di apprendimento attesi. Molte sono le buone pratiche costruite su competenza, professionalità, disponibilità e impegnodelle diverse componenti scolastiche, dagli insegnanti di sostegno agli insegnanti curricolari, dai dirigenti scolastici alle associazioni.Occorre far tesoro dall'esperienza. Il mio impegno è indirizzato ad ascoltare le esigenze, le criticità, le proposte delle famiglie e di tuttequelle realtà associative che si occupano di disabilità al fine di individuare insieme anche percorsi formativi più adeguati al bisogno con la necessaria flessibilità, superando le rigidità che non sono coerenti con l'azione educativa".Con queste righe ci dimettiamo dunque dall'Osservatorio per l'integrazione scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione e confermiamo il nostro continuo impegno per migliorare la Qualità dell'inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali.Andrea Canevaro e Dario Ianes

6 OTTOBRE PRESIDIO A MONTECITORIO

LA DISCUSSIONE RIPRENDERA' DOMANI 7 OTTOBRE NON PRIMA DELLE 19.00 E DURERA' FINO A GIOVEDI'.




















COMITATO GENITORI-INSEGNANTI SCUOLA SAFFI

A seguito dell’Assemblea del 2 ottobre presso la Scuola Saffi è nato il Comitato Genitori-Insegnanti per informare tutti i cittadini e per lottare contro la riforma della scuola dell’attuale governo.
Il Comitato non ha sigle politiche.
Scopo della Riforma: TAGLIARE I COSTI DELLA SCUOLA
Come?
Abbassando il tempo scuola, introducendo la maestra unica, non garantendo il tempo pieno, lasciando a casa 87.400 insegnanti e 44.500 figure ATA (di cui 29.000 collaboratori scolastici), trasformare le scuole Pubbliche in Fondazioni.
Perché siamo contrari alla riduzione del tempo scuola? Perché con 24 ore settimanali non si garantisce una scuola di qualità e si penalizzano le famiglie in cui lavorano entrambi i genitori.
Perché siamo contrari alla figura della maestra unica? Perché due maestre sono specializzate nella didattica delle varie materie e c’è il tempo di effettuare i recuperi, i progetti e le uscite didattiche che si fanno in compresenza. Inoltre le famiglie e i bambini dovranno confrontarsi con un’unica maestra senza avere la possibilità di più punti di vista.
Perché difendiamo il tempo pieno? Il tempo pieno italiano è un modello di scuola eccellente che è ai primi posti nel mondo secondo le stime OCSE. Non è un doposcuola o un mosaico di attività scelte senza criterio. Assicura le compresenze per 4 ore settimanali durante le quali è possibile intervenire individualmente sugli alunni in difficoltà.
Perché siamo contrari alla riduzione del personale? Perché la scuola ha bisogno di risorse umane e non di tagli. (Questi equivalgono agli esuberi di 40 Alitalia!). In alcune scuole mancano i docenti di inglese e l’organico minimo non è garantito.
Perché siamo contrari alle Fondazioni? Perché solo le scuole che avranno ‘sponsor’ facoltosi riusciranno ad avere i mezzi per assicurare mezzi e docenti. Vogliamo immaginare la differenza tra una scuola dei Parioli e una di Tor Bella Monaca?
E’ la fine della scuola pubblica, sancita dalla nostra Costituzione.
Invitiamo tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro del nostro Paese ad informarsi, a mettersi in contatto con noi, a partecipare a tutte le iniziative di opposizione a questa scellerata riforma. scuolasaffi@hotmail.it
I Genitori e le Insegnanti della Scuola Saffi.








COMITATO GENITORI-INSEGNANTI SCUOLE XI MUNICIPIO ROMA

Comitato Genitori-Insegnanti delle scuole dell'XI Municipio
VOGLIONO RIDURRE GLI INSEGNANTI ED IL TEMPO SCUOLA,
AUMENTARE IL NUMERO DEGLI ALUNNI PER CLASSE,
DISPERDERE UN GRANDE PATRIMONIO DI COMPETENZE PROFESSIONALI COSTRUITO NEL CORSO DEGLI ANNI,
RIDURRE LE RISORSE DELLA SCUOLA PUBBLICA PER INCENTIVARE QUELLA PRIVATA. VOGLIONO FARCI CREDERE CHE I PROBLEMI DELLA SCUOLA E DELLA SOCIETÀ SI POSSONO RISOLVERE CON IL RICORSO AL MERCATO ED UN RITORNO AL PASSATO.
Diciamo NO al decreto Gelmini
NO AL MAESTRO UNICO,
NO ALLA RIDUZIONE DI FONDI E DI ORARIO

AT ISTITUTO D'ISTRUZIONE SUPERIORE V. BENINI





COORDINAMENTO INSEGNANTI 49° CIRCOLO ROMA

CARI GENITORI,…
…LA VERITA’ SUL MAESTRO UNICO?
LA SOLA RAGIONE E’ TAGLIARE,
e pensare che la nostra scuola elementare pubblica statale è tra le prime nel mondo, proprio perché moduli e tempo pieno hanno risposto e rispondono ad un bisogno di istruzione sempre maggiore.
IL RISULTATO?
UNA scuola pubblica IMPOVERITA
CON MENO ORE DI LEZIONE
DOCENTI più soli e meno specializzati
in CLASSI sempre più NUMEROSE e COMPLESSE.
CONTRASTIAMO insieme questo tentativo del governo di fare cassa sulla pelle dei bambini. Chiediamo qualità, pretendiamo un futuro migliore per tutti.
“MAESTRO UNICO”
L’introduzione di un unico insegnante comporta:
- l’impossibilità di impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto, specialmente in riferimento ai bambini con difficoltà, alle scelte didattiche, agli stili di apprendimento. Ogni insegnante tornerà ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia dei bambini e delle bambine;- l’impossibilità ad effettuare le uscite didattiche. Per evidenti questioni di sicurezza il singolo insegnante non potrà uscire dalla scuola con la classe. Fino ad oggi questa pratica era possibile per la presenza di più insegnanti e delle compresenze.- l’impossibilità per i genitori a rapportarsi ad un team di insegnanti. Il riferimento diventerà unico, senza appello, senza possibilità di un confronto a più voci, in un’epoca complessa che non ha bisogno di semplificazioni banali. - l’impossibilità ad effettuare una didattica di recupero e di arricchimento dell’offerta formativa perché spariranno le compresenze e quindi la possibilità di organizzare percorsi specifici per alunni in difficoltà o attività di arricchimento che prevedano lavori di gruppo.
RIDUZIONE DEL TEMPO SCUOLA
Non avremo più il Tempo Pieno così come è stato fino ad ora (40 ore settimanali, due insegnanti su una classe con quattro ore di compresenza) e il Tempo Modulare
( 27/30 ore settimanali, tre insegnanti su due classi) ma un tempo scuola affidato la mattina ad un unico insegnante di classe e per il pomeriggio un dopo scuola presumibilmente a pagamento gestito da soggetti non bene identificati senza neanche la garanzia delle 40 ore settimanali (Il Decreto Legge 2008 n.137 del 1 settembre art. 4 prevede “classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti per 24 ore settimanali”).

AUMENTO DEL NUMERO DEGLI ALUNNI PER CLASSE
Il taglio previsto di 87.000 posti docente comporterà entro il 2012 l’aumento di 4-5 alunni per classe fino a formare classi di 35 alunni con conseguenze gravissime sulla didattica e sulla sicurezza ( Legge n.133 del 6 agosto 2008).

INSEGNANTI DI SOSTEGNO ADDIO
L’introduzione dell’insegnante unico e l’aumento degli alunni per classe mette a rischio l’integrazione degli alunni diversamente abili e/o in difficoltà di apprendimento. Le famiglie verranno lasciate ancora più sole e sarà leso il diritto allo studio di ogni bambino.

VOTO IN CONDOTTA
Può sembrare uno strumento di risposta al fenomeno del bullismo. In realtà il voto in condotta andrà a sostituire la valutazione globale e complessiva dell’alunno: attualmente nel momento valutativo entrano la dimensione intellettuale e cognitiva, quella emotivo-affettiva e tutti quei fattori extrascolastici (ambiente sociale, culturale, familiare, ecc.) che condizionano il modo di essere e di comportarsi dell’alunno all’interno della scuola.

L’introduzione del voto in condotta rischia di:
- esonerare la scuola e la società da ogni responsabilità;
- favorire la dispersione scolastica;
- avviare un ritorno alle classi differenziali in cui far confluire gli scolari che creano “fastidi” allo svolgimento del programma.

TAGLI ANCHE PER LE SUPPLENZE E PER IL FUNZIONAMENTO DELLE SCUOLE
La ministra Gelmini continua a dire che vuole una scuola “seria, affidabile e rigorosa” e poi non si preoccupa minimamente che le scuole abbiano i soldi per pagare le supplenze temporanee e per il funzionamento amministrativo e didattico. I tagli al finanziamento per le supplenze brevi si traducono in un forte disagio per i bambini che spesso vengono divisi in altre classi a non far niente.
Non è più possibile acquistare materiale per la segreteria, la carta per le fotocopie, il toner, i programmi per i PC, i sussidi didattici, ecc…
I soldi si sono ridotti quest’anno a circa la metà di quelli del 2007.
La maggior parte dei Consigli di Circolo e di Istituto sono stati costretti a richiedere dei contributi volontari ai genitori contraddicendo l’art.34 della Costituzione che prevede la gratuità dell’istruzione obbligatoria.

I TAGLI AI FINANZIAMENTI PER LE SUPPLENZE ( milioni di Euro)

Parallelamente aumentano i finanziamenti alle scuole private, in violazione dell’art.33 della Costituzione: “ enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”

TAGLI PER TUTTI
In tutti gli ordini di scuola si sta programmando un taglio di oltre 2.000 scuole nel Paese (quelle con meno di 600 alunni) che porterà ad aumentare studenti ed alunni pendolari, con grandi spese di trasporto, fatiche e disagi per bambini, studenti e genitori.
Senza alcuna motivazione si taglia il 17% del personale non docente: 700 direttori amministrativi, 10.452 personale di segreteria, 3.965 assistenti tecnici per i laboratori, 29.076 collaboratori scolastici (bidelli), in totale 44.500 posti di non docenti “risparmiati”. Già oggi questo personale è estremamente carente e ulteriori tagli priveranno gli insegnanti e gli alunni dell’ausilio e della vigilanza dei collaboratori.
Nella scuola dell’infanzia (materna) anche se non ci sono dati espliciti, nel testo allegato allo "Schema di piano programmatico del ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il ministero dell'economia e delle finanze" si legge che l’aumento degli alunni per classe riguarderà anche le scuole dell'infanzia e che i risparmi così ottenuti saranno reinvestiti per la generalizzazione del servizio. In altri termini vuol dire che ci saranno più sezioni, ma con meno insegnanti e con meno tempo scuola.
Nelle scuole secondarie di I grado (medie) viene ridotto il Tempo Prolungato e ridotto a 29 ore settimanali il tempo normale (dalle 32/33 ore attuali).
Con questa misura è previsto il “risparmio” di 13.600 docenti.
Nelle scuole secondarie di II grado (superiori) viene generalmente ridotto l’orario in tutti gli indirizzi, in misura maggiore negli istituti Tecnici e Professionali in cui si passerà dalle 38/40 ore alle 32 settimanali. Questo significa diminuire il tempo scuola per la cultura, i laboratori e le discipline.

RIFORMA DEGLI ORGANI COLLEGIALI E FONDAZIONI
Il progetto di Legge di V.Aprea prevede: “I consigli di circolo e di istituto saranno sostituiti da consigli di amministrazione che avranno il potere di decidere se trasformare l’istituzione scolastica in fondazione, con la possibilita` di avere partner che ne sostengano l’attivita`, che partecipino ai suoi organi di governo e che contribuiscano a raggiungere gli obiettivi strategici indicati nel piano dell’offerta formativa e a innalzare gli standard di competenza dei singoli studenti e di qualita` complessiva dell’istituzione scolastica”.
L’entrata delle fondazioni nell’istituzione scolastica comporta il condizionamento a qualsiasi livello sulle scelte educative e didattiche da parte dei privati. Quindi non maggiore autonomia delle scuole, ma bensì una dipendenza da enti privati che niente hanno a che vedere con le esigenze formative dei bambini.
La trasformazione dei Consigli di Circolo o Di Istituto in consigli di amministrazione costituisce la fine della partecipazione democratica dei docenti, dei genitori e del personale A.T.A. alla vita della scuola.


Coordinamento insegnanti del
49° Circolo Didattico di Roma

I CIP aderiscono allo sciopero della scuola del 17 ottobre

Roma , 06/10/2008
I CIP aderiscono allo sciopero della scuola del 17 ottobre
di CIP - Comitati Insegnanti Precari
COMUNICATO STAMPAI CIP ADERISCONO ALLO SCIOPERO DELLA SCUOLA DEL 17 OTTOBRE I CIP aderiscono allo sciopero del 17 Ottobre contro le iniziative del ministro Gelmini e la politica scolastica del governo in materia di istruzione e precariato. I CIP avanzano riserve di metodo e di merito sui vari provvedimenti varati e programmati dall´esecutivo. Nel metodo, i CIP contestano la frammentarietà ed estemporaneità delle iniziative legislative e l'assenza di attendibilità pedagogica e scientifica; l'iter d´urgenza scelto dal governo per l´approvazione, con l´esclusione tanto della concertazione con le varie componenti della "scuola militante" quanto della contrattazione con i rappresentanti degli operatori del comparto scuola. Nel merito, i CIP rifiutano:- l'adozione del maestro unico e la revoca del tempo pieno nell´istruzione primaria; - la contrazione generalizzata degli orari di lezione negli altri ordini di scuola; - la programmata chiusura dei plessi scolastici nei piccoli centri; - i tagli agli organici ed il blocco del turn over; - il proposito di affidare ai dirigenti scolastici la facoltà di scegliere, stabilizzare ed eventualmente gratificare gli insegnanti in assenza di regole certe, trasparenti e condivise; - l´attacco sia alla libertà d´insegnamento e di espressione dei docenti sia al pluralismo ed alla collegialità nell´azione didattica; - l´accorpamento di più classi di concorso e il conseguente abuso dello strumento della mobilità professionale a dispetto delle competenze specifiche e delle esperienze acquisite nel tempo; - il sistematico ed indiscriminato linciaggio contro la professione docente, nonchè la professionalità e la dedizione al lavoro dell´intera categoria; - i giudizi sommari e le discriminazioni nei confronti degli insegnanti meridionali e delle scuole del sud; - il mancato rispetto degli impegni sanciti dalla finanziaria 2007 in materia di docenti precari e l´assenza di un concreto disegno strategico alternativo per la stabilizzazione del personale scolastico impiegato da decenni con incarichi a tempo determinato."La chiusura di troppe scuole, con il sovraffollamento di quelle superstiti, la contrazione del tempo scuola in ogni ordine e grado di istruzione ed il taglio delle risorse - sottolinea Maristella Curreli, presidente nazionale dei CIP - infligge un colpo ferale alla qualità ed allo stesso futuro della scuola pubblica statale, accreditando la convinzione di un completo disimpegno dello stato nei confronti dell´istruzione ed il suo subappalto ai privati attraverso l´istituto surrettizio della sussidiarietà".Per questo i CIP - unitamente ai Cobas, Cub e Sdl - manifesteranno il 17 Ottobre a Roma a difesa della scuola di tutti e per tutti, perché l'istruzione non sia trattata come merce da vendere e acquistare ma concepita come investimento e non spesa da tagliare. I CIP avvertono l´esigenza di difendere la libertà della funzione docente e della scuola statale dai diktat della politica di parte, perché si favorisca la promozione civile e non l´addottrinamento. "I provvedimenti Gelmini-Tremonti, non solo costano migliaia di posti di lavoro - conclude Maristella Curreli - ma revocano il diritto all'istruzione pluralista e di qualità delle future generazioni, condannando al passato la scuola del futuro". Roma, 06 ottobre 2008 C.I.P.- Comitato Insegnanti Precari
Associazione riconosciuta dal Miur con Nota Ministeriale prot. n. 31653 del 30/09/1998CIP_Associazione Nazionale - via Achille Mauri, 28 - 00135 Romatel 06 30683053 - 339 8477138 - 3381996449 - 3293962516www.cipnazionale.it

COMITATO INSEGNANTI-GENITORI IC TACITO-GUARESCHI VITINIA ROMA

Roma , 02/10/2008
Assemblea del Comitato Genitori Insegnanti IC Tacito-Guareschi Vitinia Roma
di Secondina Lentini
ISTITUTO COMPRENSIVO TACITO-GUARESCHILUNEDI 6 OTTOBRE 2008alle ore 16.45 nell’ Aula Magna della Sede Centrale(scuola media)ASSEMBLEA DEL COMITATO INSEGNANTI -GENITORICi incontriamo per approfondire le novità legislative riguardanti la scuola (dl 137 del 1 settembre 2008), quindi il futuro dei nostri bambini. Non le riteniamo positive perché sembrano volerci portare:Allo smantellamento di una parte essenziale del percorso scolastico: la scuola elementare che è il primo incontro dei bambini con l’istituzione educativa. Il modello italiano è riconosciuto valido internazionalmente.Al ritorno a una scuola garantita dallo Stato solo per 4 ore al giorno, che non tiene conto dei bisogni formativi degli alunni, della crescente articolazione e moltiplicazione dei saperi e delle nuove conoscenze e abilità ad essi connesse, della maggiore complessità della società, delle richieste di tempo scuola più esteso proveniente dalle famiglie.Al ritorno al maestro unico ed alla conseguente scomparsa della contitolarità e della contemporaneità di più insegnanti, quindi, della possibilità di dedicare tempo agli alunni in difficoltà, ma anche alle “eccellenze”, di curare l’integrazione degli alunni stranieri e di offrire approfondimenti culturali attraverso uscite didattiche e visite d’istruzione.I BAMBINI SONO IL FUTUROUNA SCUOLA DI QUALITA’ E’ UN LORO DIRITTO !

COMITATO GENITORI VIA RUGANTINO 91 ROMA

www.genitorirugantino91.it


IL 18/09/08 nell’Assemblea del COMITATO GENITORI, i presenti hanno espresso preoccupazione, per le notizie apprese dai media. sul DL. 137.

SONO POCO CHIARI E NOTI I CAMBIAMENTI CHE GLI ULTIMI INTERVENTI LEGISLATIVI STANNO APPORTANDO ALLA SCUOLA, TRA I QUALI:
- LA FORTE RIDUZIONE DELLE RISORSE,
- I TAGLI INDISCRIMINATI DEI POSTI DI LAVORO, CON L’AUMENTO DEL NUMERO DEGLI ALUNNI PER CLASSE
- LA TRASFORMAZIONE DELLE SCUOLE IN FONDAZIONI
- LA RIDUZIONE DELLE ORE DI SCUOLA
- LA VANIFICAZIONE DEL TEMPO PIENO
- IL RITORNO AL MAESTRO UNICO
- LA RIDUZIONE DELLE ORE DI SOSTEGNO.


PER UNA MAGGIORE INFORMAZIONE
GENITORI E PERSONALE DELLA SCUOLA SONO INVITATI AD INCONTRARE
SPECIALISTI DEL SETTORE



INCONTRO - DIBATTITO
Martedì 30 Settembre
ore 17,00 in via V. Ponti, 30
S.M.S. “RUGANTINO 91”

ASSEMBLEA STUDENTI CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA UNIVERSITA' ROMA TRE

Dichiarazioni degli studenti del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Roma Tre

Gli studenti del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Roma Tre, riunitisi in assemblea in giorno 1 ottobre 2008, dichiarano di essere contrari alle azioni del Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini per i seguenti motivi:
· Il Decreto 137 che presto sarà convertito in legge probabilmente senza dibattito parlamentare ma con il ricorso al voto di fiducia prevede la riduzione della spesa pubblica riservata all’istruzione per un totale di 8 miliardi di euro e la soppressione di almeno 87000 posti di insegnamento.
· La trasformazione delle scuole pubbliche statali in “fondazioni di diritto privato” gestite da un Consiglio di Amministrazione in cui intervengono enti pubblici o privati che sovvenzionano la scuola e che potrebbero condizionare programmi, didattica, istituire tasse, decidere sulle assunzioni e sui licenziamenti del personale, etc...
· La prevista chiusura di diversi edifici scolastici nei piccoli comuni.
· Il tempo scuola ridotto a 24 ore settimanali senza garanzie per i tempi distesi (tempo pieno) che attribuivano una valenza pedagogico-didattica al tempo scolastico basato sui ritmi di crescita dei bambini e sulle esigenze dei tempi di lavoro dei genitori. L'affermazione che ci sarà comunque un tempo scuola prolungato, su richiesta delle famiglie e su disponibilità di risorse delle scuola, risulta inadeguata ai bisogni delle famiglie e ai bisogni didattici dei bambini. Reintrodurre l'idea del doposcuola come deposito o come mera unità compensativa dell'assenza dei genitori impegnati a generare la produttività familiare è lesivo delle conquiste civiche di funzioni della scuola nella complessità sociale del nostro tempo.
· Il ritorno del maestro unico riduce le possibilità di rispondere adeguatamente alla complessità e ampiezza con cui articolano, si elaborano e si trasferiscono i saperi che caratterizzano la crescita dell'individuo e dell'individuo sociale oggi. Viene meno la possibilità di attuare una didattica individualizzata e di recupero per gli alunni e per gli studenti con bisogni educativi speciali, compromette il diritto costituzionale di “raggiungere i gradi più alti degli studi” per tutti. Inoltre la figura del maestro unico contraddice la nostra formazione di “maestri plurali” con percorsi differenziati. Riteniamo che oggi non sia possibile occuparsi di alfabetizzazione primaria da soli!
· La valutazione del rendimento scolastico degli allievi della scuola primaria espressa in decimi che veicola l’apprendimento e riduce la possibilità di autovalutazione dell’allievo. Viene meno la funzione della valutazione come processo di orientamento al miglioramento continuo sia dell'apprendimento sia dell'insegnamento. La reintroduzione di una logica meramente di potere della valutazione, con l'adozione di un giudizio sintetico numerico che non è rappresentativo del processo continuo e dinamico dell'apprendimento, rischia di stigmatizzare solo la persona.
· Il disegno di legge Aprea ritiene necessario riscrivere lo stato giuridico degli insegnanti in coerenza con il nuovo paradigma organizzativo e didattico delle scuole in cui si vuole creare flessibilità lavorativa che non permetterà una continuità formativa dell’iter scolastico degli allievi.
· Il conferimento del valore abilitante al Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, come previsto nell’Art. 6 del Decreto, tenendo conto della disponibilità di posti di lavoro, risulta contraddittorio. La nostra formazione è specifica e professionalizzante per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria: per tale motivo non ci riteniamo “abilitati” alla professione di guide turistiche così come proposto dal Ministro.
Gli studenti, inoltre, si sentono altamente sconcertati poiché il percorso formativo e professionale finora intrapreso non è funzionale all’idea di scuola proposta dal Decreto.
Poiché la scuola primaria italiana figura tra i primi posti nelle classifiche internazionali rispetto alla qualità dell’istruzione, riteniamo che ciò sia frutto delle scelte educative attuate negli ultimi trent’anni. Questo Decreto rappresenta quindi un ritorno al passato piuttosto che una speranza e una strategia per il futuro.
Gli Studenti del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria
Università di Roma Tre

ASSEMBLEA SCUOLE VIII MUNICIPIO ROMA

ASSEMBLEA DELLE SCUOLE DELL’VIII MUNICIPIO DI ROMA
Il giorno 24 settembre si è svolta presso il CD “P. Picasso” una assemblea dei genitori e del personale delle scuole dell’ VIII Municipio di Roma.
All’assemblea hanno partecipato genitori, docenti e ATA di 24 scuole elementari, medie e istituti comprensivi del municipio.

Ci sono stati molti interventi tesi a contestare i progetti dei ministri Gelmini e Tremonti per la scuola. In modo particolare sono stati evidenziati:
il tentativo da parte del Governo di incanalare la discussione ancorandola attorno a tematiche totalmente marginali (maestro unico = “quella si che era una vera scuola!”, grembiulino e 5 in condotta = ritorno alla serietà) per nascondere il vero progetto: tagliare i costi della scuola pubblica entro il 2011 per 7,8 miliardi di euro. Tagliare quindi il personale docente e ATA, tagliare il tempo scuola per tutti, aumentare il numero degli alunni per classe;
i mezzi di informazione si sono sostanzialmente resi complici di questo progetto Tremonti-Gelmini non consentendo ai cittadini e anche al personale della scuola di conoscere le reali finalità di questi interventi e anche favorendo il diffondersi di discussioni “folcloristiche” e non di merito rispetto ai veri problemi della scuola;
la scarsa attenzione mostrata dai genitori e personale delle scuole medie e superiori (l’impressione e che questi settori della scuola si sentano al sicuro perchè tutto si risolverà con il maestro unico. Niente di più sbagliato, i tagli coinvolgeranno tutti).

Da questa analisi sono scaturiti alcuni obiettivi:
cercare di estendere la conoscenza da parte dei cittadini rispetto alle reali intenzioni del Governo:
rafforzando, dove esistono le iniziative presenti nelle scuole;
estendendo il numero delle scuole nelle quali promuovere iniziative di informazione e mobilitazione;
portando nelle strade e nelle piazze le nostre iniziative;
preparazione di materiali informativi semplici ed efficaci da utilizzare nelle diverse iniziative;
creare un collegamento stabile ed efficiente fra tutte le diverse esperienze di mobilitazione presenti nel territorio cittadino e nazionale, senza che questo soffochi in alcun modo la “creatività” e l’autonoma iniziativa delle singole scuole;
costruire iniziative organizzate e condivise nelle scuole e nei territori che diano la dimensione della mobilitazione in atto e riescano ad attrarre l’attenzione RAGIONATA dei mass media;
costruire le condizioni affinché forze politiche e sindacali supportino l’azione delle scuole su un preciso programma per la scuola e (superando distruttive “gelosie” o “primati”di parte) rendano possibili iniziative che, nate dalle scuole, assumano carattere nazionale e unitario;

COMITATO INSEGNANTI 68° CIRCOLO ROMA

NO alla restaurazione del “maestro unico”

Il comitato dei docenti del 68° Circolo Didattico di Roma si è riunito in questi giorni per discutere e riflettere sui contenuti del Decreto Legge del 1° Settembre 2008, n° 137 del Ministro Gelmini.
I docenti hanno segnalato una forte preoccupazione per quanto potrebbe accadere con l’entrata in vigore di tali disposizioni normative.
In modo particolare dal dibattito sono emerse alcune questioni fondamentali in merito all’art.4 comma 1:

“Nell’ambito degli obiettivi di contenimento……..è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali.
Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.”

In primo luogo il ritorno al maestro unico comporterebbe l’affermarsi di un modello di scuola autoritario in cui decade l’integrazione dei saperi che è propria di una scuola partecipata e pluralista.
La norma in questione genera grande preoccupazione in tutti gli operatori della scuola in quanto si ritornerebbe alla figura debole del maestro “tuttologo”. I docenti sono anni che si specializzano e aggiornano negli ambiti di specifica competenza per elevare la qualità del sapere e per mantenere la scuola al passo con la complessità culturale propria del nostro tempo.
Inoltre, i genitori e gli stessi bambini, sono oggi abituati a relazionarsi con tutti i docenti del team, perché la pluralità insegnante garantisce un’osservazione più accurata dei vari aspetti dell’apprendimento e del comportamento dei loro figli. Perché un unico insegnante deve valutare?
Con l’introduzione del maestro unico, spariranno le compresenze e quindi la possibilità di organizzare percorsi individualizzati per alunni in difficoltà, o attività di arricchimento dell’offerta formativa che prevedano lavori a gruppi.

Ore settimanali di didattica 24: le classi prime, a partire dal prossimo anno scolastico, avranno l’orario ridotto a 24 ore settimanali, fermo restando la più ampia articolazione del tempo-scuola.
A chi verrà affidato il completamento orario se bisogna sempre e comunque garantire un’unica figura di riferimento?
A quali operatori verrà affidata una più ampia articolazione del tempo scuola?
E allora? Perché decurtare il tempo scuola e permettere poi di richiedere altre ore aggiuntive e frammentate?
E’ evidente che la restaurazione del maestro unico annulla di fatto il Tempo Pieno. D’altronde l’esperienza del Tempo Pieno è stata il canale di pratiche e sperimentazioni attraverso cui la pluralità docente si è affermata per tutta la scuola italiana.

Il comitato dei docenti, per i suddetti motivi si dichiara fermamente contrario all’introduzione del “maestro unico” e si impegna a mettere in atto tutte le iniziative che potranno contrastarla e a sensibilizzare in tutti i modi l’opinione pubblica.
A livello sindacale si auspica la creazione di un coordinamento regionale unitario, promotore di iniziative e che raccolga e diffonda tutte le manifestazioni che si svilupperanno nei vari contesti locali.

Chiediamo, inoltre, ai genitori ed ai cittadini tutti di rivolgersi ai loro Parlamentari perché, quando si tratterà di convertire il Decreto Legge definitivamente in Legge dello Stato (60 giorni), intervengano a favore di una buona scuola, e per disapprovare chi vuol fare cassa a spese dei bambini.
Chiede a tutti i Parlamentari, anche di maggioranza, di non votare la conversione in legge definitiva del Decreto.

NOI SIAMO CONVINTI CHE …… POSSIAMO ANCORA FERMARLI !!!

Comitato dei docenti del 68° Circolo Didattico

Documento approvato all’unanimità con delibera del Collegio dei Docenti n° 7 del 15 –09-08

SCUOLA GANDHI 120 CIRCOLO

DELIBERA SULL'INTRODUZIONE DEL MAESTRO UNICO
Visto l'articolo 4 del decreto legge 137 emanato il 1/9/2008, il Collegio dei Docenti della scuola Gandhi
ESPRIME
netto rifiuto per il ritorno del maestro unico nella scuola primaria e ne richiede l'immediato ritiro per i seguenti motivi:
è grave che una riforma dell'ordinamento scolastico venga varata con un decreto legge;
è grave che l'unica motivazione addotta sia di contenimento della spesa pubblica;
è grave che venga scardinato un segmento scolastico riconosciuto a livello mondiale qualitativamente valido;
è grave che in una società complessa e con saperi complessi si ritorni ad un modello vecchio di insegnante tuttologo, che offre un unico punto di vista;
è grave che si distrugga il concetto di collaborazione fra docenti in una scuola attiva e laboratoriale che si prende cura del processo di apprendimento/insegnamento per far spazio ad un modello di scuola statico di mera trasmissione di nozioni minime;
è grave che aumenti il numero di alunni per classe, diminuendo il numero dei docenti, con conseguenze negative per tutti, soprattutto per alunni in difficoltà e alunni stranieri;
è grave che venga di fatto impedita la possibilità di uscite didattiche per evidenti questioni di sicurezza, a favore di una didattica non più aperta al territorio e alla cultura.
Il Collegio dei Docenti si augura che non venga toccato il Tempo Pieno inteso come modello pedagogico basato sulla interdisciplinarietà, sulla collaborazione fra docenti pari, sul rispetto dei ritmi e tempi di apprendimento dei bambini, sulla collegialità fra docenti e genitori.
Roma, 10 settembre 2008
Approvato all'unanimità dal Collegio dei Docenti e dall'Assemblea del personale ATA

COMITATO GENITORI-INSEGNANTI-ATA 21 CIRCOLO DI ROMA

MAESTRO UNICO E RIFORMA DELLA SCUOLA
ATTENTI ALL’IMBROGLIO

- L’ennesimo stravolgimento che coinvolge la scuola italiana nasce da mere valutazioni economiche, secondo una prospettiva che considera la scuola solo come causa di spesa inutile per lo Stato e non di investimento per il futuro delle persone.
- Il maestro unico non è visto in chiave di esigenze culturali e pedagogiche, come vorrebbero farci credere, altrimenti sarebbe stata avviata una seria sperimentazione in merito e non sarebbe stato eluso il dibattito democratico, prima di decidere.
Invece si legifera con un decreto!
- Nell’attuale organizzazione della scuola il modulo funziona con tre docenti che lavorano su due classi, il tempo pieno con due docenti su una classe. Gli insegnanti sono contemporaneamente presenti per poche ore, utilizzate per sostituire i colleghi assenti, per realizzare percorsi individualizzati per quegli alunni che hanno bisogno di interventi mirati, per seguire l’integrazione degli alunni stranieri, in alcuni casi per svolgere le attività alternative alla religione cattolica.
Basta con la disinformazione strumentale che mostra schiere di insegnanti presenti contemporaneamente in una classe a confondere i poveri bambini!
- Il ministro continua a dichiarare che il tempo pieno non solo è garantito, ma addirittura integrato del 50%. Come si concilia questo con gli altrettanto dichiarati tagli di 87.000 posti?
- Intanto quello che vale è il testo del decreto n. 137 del 1/9/08 che recita:
Art. 4. Insegnante unico nella scuola primaria
1. Nell'ambito degli obiettivi di contenimento di cui all'articolo 64 del decreto- legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 e' ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.
- Il tempo pieno, così come lo conosciamo, non è nominato, non si capisce come si possa tenere conto della domanda delle famiglie. Quale domanda, di tenere i bambini nel vecchio doposcuola?
- 24 ore settimanali con un solo insegnante si traducono in 4 ore per 6 giorni oppure poco meno di 5 ore per 5 giorni.
- Chi pagherà la “più ampia articolazione del tempo-scuola”? Saranno chiamati gli enti locali a sopperire? Oppure chiameranno le famiglie? Che fine faranno le mense scolastiche?
- I nostalgici del maestro unico, che guardano a questa rivoluzione come a una “romantica” restaurazione, sappiano che non è possibile operare un cieco salto all’indietro senza gravi conseguenze per la qualità dell’insegnamento, della vita delle famiglie e dei nostri bambini. La scuola è diventata sempre più complessa. I valori, i contenuti, i vissuti, le esperienze che essa è chiamata a trattare non sono materia di pura e semplice valutazione economica. Il tempo pieno, la formazione specifica dei docenti, il lavoro in gruppo e non da soli, la valutazione degli alunni effettuata attraverso il confronto, la possibilità di attivare laboratori, di realizzare uscite didattiche, di continuare tutto quello che la scuola faticosamente cerca di portare avanti, nonostante i continui stravolgimenti e tagli (vedasi i tagli sui docenti e le ore di sostegno per gli alunni diversamente abili), sono un valore di tutti.

Comitato genitori-insegnanti-personale ATA – 21 circolo di Roma